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Baracche quando

La questione dei prefabbricati è diventata, dopo le recenti, e disastrose scosse, una questione di importanza vitale nel senso letterale del termine, per la sopravvivenza della popolazione colpita dal sisma e per salvaguardare un minimo di condizioni necessarie perché il Friuli non muoia. Per dare un'immagine,sia pure sommaria, delle dimensioni del problema per quanto riguarda la nostra e comunità, abbiamo richiesto all'ufficio censimento del comune di Buia i dati relativi alle domande di prefabbricati nei mesi di luglio,agosto e settembre.

 

                                N. famiglie                    N. Persone

Luglio                             736                              2.093

Agosto                          447                               1.385

Settembre                 3.136                               3.988

 

La domanda che in agosto si era quasi dimezzata rispetto a luglio in seguito alla febbrile attività di ripristino e di riparazione portata avanti dai privati e dalle organizzazioni di volontari, è salita in settembre a valori altissimi poiché le scosse dell'11 e del 15 settembre non solo hanno distrutto quanto era stato ricostruito, ma anche buona parte di quanto il primo terremoto aveva risparmiato. Il 60% della popolazione di Buia, dunque, deve trovare una sistemazione nei prefabbricati, e la cifra, probabilmente pecca per difetto, perché una parte non piccola di persone che ha trovato provvisoriamente una sistemazione fuori dal territorio comunale, presso parenti o amici o enti vari, non ha fatto domanda ma certamente attende per rientrare la creazione di condizioni di sistemazione sopportabili. La dimensione del problema porta a due ordini di considerazioni. Le prime riguardano la disponibilità di prefabbricati. La Giunta regionale ha attribuito al Comune di Buia, riducendo il quantitativo iniziale, 130 prefabbricati, vale a dire 352 alloggi tra bifamiliari e quadrifamiliari, che utilizzati a fondo darebbero un riparo a meno di mille persone; in altri termini non verrebbe soddisfatta neppure la domanda di agosto.

Di fronte a queste insufficienze, sul cui valore politico lasciamo al lettore il compito di trarre il conseguente giudizio, l'amministrazione comunale con l'accordo di tutte le forze politiche ha ritenuto di imboccare un'altra strada procedendo all'acquisto diretto di 240 alloggi da ditte che offrissero garanzie di serietà nelle consegne. La scelta si è dimostrata giusta e il commissario Zamberletti l'ha pienamente convalidata. L'iniziativa del Comune e la pressione esercitata sulla Giunta regionale ha portato quest'ultima ad una revisione delle precedenti posizioni e all'assegnazione al Comune di Buia di un nuovo stock di prefabbricati, ai quali vanno aggiunti le 25 casette in legno offerte dall'Unione Commerciale della Carinzia. Complessivamente a fine settembre la disponibilità per il Comune di Buia e salita a 790 alloggi che permetterebbero di sistemare 2700/2800 persone, dato ancora insufficiente rispetto alla domanda, ma abbastanza elevato per venire incontro alle esigenze più immediate.

Altro discorso va fatto per i tempi di realizzazione della posa in opera dei prefabbricati, poiché, se per gli ordinativi fatti dal Comune si hanno sufficienti garanzie di rapidità di esecuzione per cui il mese di ottobre vedrà in piedi i prefabbricati, le lentezze rivelatesi nella preparazioni delle 14 aree individuate sia nelle consegne dei prefabbricati inducono legittime perplessità sugli strumenti operativi coordinati (si fa per dire)dagli uffici regionali.

Fare presto e questione di vita o di morte per il nostro paese e per tutto il Friuli; adeguare la volontà politica superando le barriere ideologiche, a questo imperativo, non solo e necessario ma e dovuto al popolo friulano che può resistere al terremoto, ma non al tradimento degli uomini.