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La questione
Ci riesce molto difficile, anzi impossibile evitare di cercare il perchè della mancanza delle baracche. Perchè ci pare in credibile che quanto è stato promesso a luglio non sia ancora pronto. Perchè già in luglio come in agosto e così via fino a ottobre, ci sorgevano seri dubbi visto che i lavori non iniziavano ancora. Perchè abbiamo la tristissima, impressione di essere stati, ancora una volta "menâs pal boro". Perchè sappiamo che l'esigenza delle baracche era stata esternata dalla popolazione e recepita dagli Enti Locali in modo assai chiaro. Perchè ricordiamo che nella manifestazione del 16 luglio c'era gente che gridava "baracche subito, magari case".
Forse puntare il dito sui colpevoli non servirà a riparare dal freddo nessuno, ma riteniamo doveroso che quanti sono stati eletti per provvedere agli interessi della comunità friulana debbano rispondere delle loro azioni davanti a quanti li hanno votati. Riteniamo che qualsiasi elettore riconosca di non aver votato alcuno solo per la normale amministrazione ma di avergli dato la sua fiducia proprio per i momenti più difficili quando non si può più far da soli.
Ancora una volta. Ha Giunta Regionale si è dimostrata, staccata nettamente dal suo elettorato e dagli interessi della popolazione. Proprio quando era necessario avere un coordinamento deciso e capace di vedere lontano, proprio quando noi eravamo sbigottiti e incapaci di reagire abbiamo dovuto riconoscere che certi amministratori non avevano le doti, dando per buona la volontà, per intervenire in modo deciso e utile alla tutela dei nostri interessi.
Se non ci possiamo ancora ritenere fuori dall'immediata (6 mesi) emergenza abbiamo tuttavia avuto l'impressione che qualcosa, di buono si stia, muovendo per la ricostruzione. Infatti nell'incontro tra gli amministratori della Comunità Collinare e quelli della Regione Piemonte abbiano, per la prima volta,sentito parlare di ricostruzione su "basi serie e realih.
La Regione Piemonte ha offerto alla Comunità Collinare la collaborazione tecnico-scientifica, del Politecnico e dell'Università di Torino.
Finalmente, forse per noi non era, molto usuale nemmeno prima del terremoto, si è parlato di studio, di analisi, di programmazione. In poche parole la Regione Piemonte ci ha proposto che dei tecnici studino la situazione preesistente e quella venutasi a creane dopo il terremoto. Tali studi saranno la base di partenza per gli schemi di ricostruzione del Friuli. Questa ci pare un'ottima, premessa, tenendo sempre presente che a parlare di ricostruzione dovrà essere chiamata, in primo luogo la popolazione. A questo proposito dobbiamo riconoscere la lungimiranza degli amministratori di Buia, i quali in un recente Consiglio Comunale hanno approvato il regolamento dei Consigli di Frazione, prevedendone la costituzione entro marzo del prossimo anno. Speriamo che tale data non abbia, a slittare ulteriormente e si dia. quindi la possibilità a tutti di partecipare democraticamente alla ricostruzione.
Se si è dimostrato sbagliato il nostro "fasin di besoih è anche perchè la popolazione non è stata interpellata e questo in realtà il "momento di fare non da soli ma insiemeh.