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La legge 17 - e adesso?

 

La legge 17 concepita subito dopo il 6 maggio aveva come premessa quella di poter, fare in modo che si procedesse immediatamente al ripristino del maggior numero di abitazioni lesionate ".... per sopperire alle straordinarie ed impellenti esigenze abitative delle popolazioni colpite dagli eventi tellurici (art. 1)...".

Come si sia proceduto nell'attuazione di tale legge è ormai a tutti noto e soprattutto appaiono macroscopici gli errori e le insufficenze manifeste del provvedimento. Prima di tutto la grande delusione è stata data dal fatto che le Commissioni di rilevamento sono servite soltanto ad operare una stima (quasi sempre insufficente) dei danni riportati delle case.

La gente si aspettava, (ed infatti questo sarebbe stato logico) che, anziché valutare i danni si fossero valutati i costi di riparazioni e che pertanto si fosse fatto anche il progetto delle riparazioni, ma invece, nella maggior parte dei casi ci si è trovati ad avere i soldi in mano, senza sapere da che parte incominciare i lavori, anche per la difficoltà di trovare una impresa, disponibile o sufficentemente attrezzata, ed esperta per poterli eseguire.

Il nocciolo infatti sta qui: la Regione (ed anche il Comune in questo caso) si sono limitati a distribuire soldi "a pioggia" lasciando poi i cittadini, in balia di sé stessi, per trovarsi un'impresa, un progettista, o in molti casi a cercare di fare da soli per impedire che la propria casa fosse ulteriormente danneggiata, dalle intemperie, deteriorandosi definitivamente.

Nessun provvedimento è stato preso per garantire una maggiore sicurezza dello abitazioni (antisismicità), ovvero per controllare che i lavori di volta in volta, venivano eseguiti.

Nella legge era anche previsto che i Comuni potessero

stipulare sovvenzioni su imprese, consorzi o cooperative per razionalizzare e programmare gli interventi, facilitando in tal modo l'opera dei privati; ma questa possibilità non è mai stata utilizzata per l'inerzia e le oggettive difficoltà da parte dei Comuni ma anche perchè non si è fatta una sufficiente opera, di sensibilizzazione in questo senso: ne verso la popolazione (che in molti casi non conosceva questa possibilità), ne verso le imprese (per cui è ovviamente preferibile andare ad un rapporto, personale con singolo: committente piuttosto che instaurare un rapporto burocratizzato).

I difetti di tutto questo sistema si sono presto rivelati, ed anche in maniera tragica purtroppo. Il secondo terremoto, con le scosse dell'11 e del 15 settembre, in moltissimi casi ha annullato tutto il lavoro fatto riportandoci al punto di partenza.

E adesso: cosa, succederà?

Abbiamo rivolto questa domanda al Consigliere Comunale Emilio Savonitto che ci ha risposto così:

"Alla Regione si sta attualmente studiando per modificare la legge 17, ed infatti una Commissione di Consiglieri Regionali, è venuta alcuni giorni fa anche a Buia, per incontrarsi, con i Sindaci dei Comuni della Comunità Collinare e discutere assieme le variazioni da apportare. Ancora non è possibile sapere quando e come diverranno efficaci tali modifiche, però alcune cose dovrebbero essere già stabilite. Prima, di tutto, non ci dovranno essere più Commissioni di rilevamento come quelle che ci sono già state, ma si dovranno stabilire i modi precisi con cui vanno riparate le case (cioè si dovranno fare i progetti) e sulla base dei progetti si dovrà calcolare il costo delle riparazioni in modo da garantire la sicurezza antisismica delle case riparate, soprattutto per quelle che sono state danneggiate nelle strutture.

In pratica, vorrei dire, la nuova legge 17 deve diventare un stralcio della legge sulla ricostruzione, e perciò stabilire quali case e giusto e conveniente recuperare e quali invece conviene definitivamente abbattere perchè non sono più sicure nei nostri paesi".

D.: "Ma quelli che hanno avuto ulteriori gravi danni con il terremoto di settembre, che cosa devono fare ora?"

R.: "Il problema è proprio questo, perchè appunto la legge 17 prevede il finanziamento solo per i danni prodotti dal terremoto del 6 maggio e perciò in quei danni che sono stati rilevati dalle Commissioni. La difficoltà di una nuova legge 17 sta appunto nel poter calcolale quali ulteriori danni sono stati prodotti dai terremoto di settembre, ed in questo campo esiste una casistica infinita e difficilissima da risolvere anche con una legge molto complessa.

Spero comunque che l'orientamento dei legislatori regionali sia, quello di andare ad un'impostazione tutto diversa dalla legge, facendo riferimento in questo caso all'effettivo costo di riparazioni antisismiche delle case, senza necessariamente riferirsi ai danni provocati dal terremoto ma badando soprattutto al problema, della sicurezza.

Personalmente, io credo, che so qualcuno volesse iniziare a riparare la propria casa prima che siano definiti i provvedimenti di legge, farebbe bene a munirsi di un progetto preciso delle riparazioni (e delle modifiche) che intende fare, allegandovi un dettagliato preventivo di spesa, (nel quale si potrebbe anche specificare quale è il costo dovuto alle opere di riparazione dei danni causati dal terremoto e quale è il costo dovuto alle eventuali modifiche che egli apporta alla casa) e sulla base di tale documentazione iniziare a, spese proprie, i lavori, confidando nel successivo intervento delle provvidenze di legge".