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Bilancio 1977 in Consiglio Comunale

 

A metà del mese di gennaio si e tenuta la riunione del Consiglio Comunale per approvare il bilancio di previsione per il 1977. L'assessore alle finanze, Giovanni Fabbro, ha svolto, a nome della Giunta, una relazione che spiegava in maniera molto generale i contenuti specifici dell'elaborato contabile, affermando la difficoltà dei problemi che il terremoto ha posto.

Le previsioni del bilancio presentato sono riassumibili in due parti: circa 1260 milioni di spese ordinarie (spese cioè per il normale funzionamento delle attività comunali) e quasi 6 miliardi di spese straordinarie (previsioni di opere pubbliche: acquedotto, biblioteca, municipio, poliambulatorio, asilo nido, edilizia popolare, ecc.) che potranno essere realizzate contraendo mutui (cioè prestiti) oppure attraverso contributi della Regione o dello Stato.

In realtà le entrate del comune risultano essere di soli 300 milioni, per cui si e prospettato un deficit di 960 milioni, che dovrà essere sanata con i finanziamenti della legge dello Stato per i soccorsi ai comuni terremotati.

Le minoranze del consiglio comunale (PCI, PSI, PSDI, MF) insoddisfatte dei rapporti di collaborazione tra Giunta, e Consiglio e giudicando insufficiente l'approfondimento dei problemi da parte della giunta, hanno presentato allora, attraverso il consigliere Baracchini, un loro documento in sui si chiedeva come garanzia di una gestione unitaria, che fosse assicurata la presenza dei capigruppo alle riunioni di giunta per ottenere una maggioro collegialità delle decisioni operative e chiedendo inoltre che anche in altri settori, come quello della redazione del nuovo piano regolatore e quello dell'ECA fosse data alla minoranza la facoltà di partecipare

più direttamente attraverso la presenza di rappresentanti nominati da loro.

La discussione e stata lunga ed accesa, e per diverse volte i gruppi hanno chiesto sospensioni del Consiglio per ritirarsi a riflettere sulle decisioni da prendere.

Sostanzialmente la DC non ha accettato alcuna delle richieste formulate dalla minoranza, ma, ciononostante, alla, fine i rappresentanti dei socialisti, e dei socialdemocratici, e del Movimento Friuli hanno deciso di dare comunque il voto a favore del bilancio.

Questo finale ha poi portato ad uno strascico polemico nei giorni successivi attraverso due volantini diffusi nelle borgate: uno della DC che accusa i comunisti di non collaborare alla ricostruzione per aver votato contro il bilancio, uno del PCI che accusa i democristiani di essere irresponsabili e bugiardi paragonando il bilancio comunale a un libro dei sogni.