RITORNA ALL'INDICE | PRECEDENTE | PAGINA 7 | SUCCESSIVA |
La baraccopoli di Urbignacco
Poca gente per le strade, poche macchine parcheggiate e in movimento, una baraccopoli anonima, fredda, che si direbbe deserta; gli umici segni di vita, dati dal fumo che esce da qualche camino, da una donna che, infreddolita, cerca, di sistemare con la ghiaia il terreno antistante la casetta, e da un uomo che armeggia attorno a un'antenna televisiva, sono circondati da uno squallore e da una monotonia generali. Questa la prima impressione che ho avuto oggi camminando per la strada e per i vialetti della baraccopoli di Urbignacco.
Ho chiesto ad alcune persone come si trovano dopo un mese di vita, in baracca e la loro opinione in merito ai prefabbricati. Queste che dirò sono le cose che ho saputo.
La gente è contenta di vivere in baracca; certo, i cinque o sei mesi vissuti in tenda, o nei box li ha trascorsi in difficoltà molto più gravi e alla mercé delle intemperie ben più di adesso; e per questo e contenta e non trova difetti nella sua sistemazione "Qui almeno" dicono, "siamo sotto un tetto di cui non abbiamo paura".
Pian piano e parlando inseme, però, i difetti li abbiamo trovati e difetti non trascurabili.
Molti fanno paragoni tra i locali di fortuna, come ripostiglio di tutto ciò che avevano recuperato dalla loro casa inabitabile o addirittura distrutta e le baracche dove posso no quindi muoversi con più facilità perchè libere da arredamenti superflui ed ingombranti. Altro problema, forse più grave, è quello dei bambini: a loro non si e pensato, non si e pensato a quello che era per loro il cortile, i giochi all'aperto. E' un problema questo che diventerà impellente man ma no che si andrà verso la bella stagione, quando le baracche diventeranno un assurdo limite per i loro giochi, e così i bambini saranno costretti alla strada. Speriamo che i competenti nel frattempo ci pensino.
La gente non fa alcuna previsione per il futuro, non par la di ricostruzione: è ancora forte la paura in chi si e trovato drammaticamente coinvolto nei crolli delle case. Grande, però, è anche la forza di volontà per andare avanti; ci si accontenta di poco, dello stretto necessario, di quattro pareti messe in croce.
"Tutto bene" dice la gente, anche quello, come tanti, che ha dovuto spendere mezzo milione per non avere un pavimento di puro cemento, qualche luce in più e per attutire con qualche isolante i rumori provenienti dalla baracca accanto.
"Tutto bene" dice, anche se deve scegliere se usare la stufa o la lavatrice, altrimenti salta, tutto; "tutto bene" anche se la luce esterna e veramente insufficiente; "tutto bene" e non c' é un bidone dove mettere i rifiuti; "tutto bene" anche se quando piove, entra acqua; "tutto bene" ma per quanto ancora?
La gente, forse non si e accorta a quale vita e costretta e non si e ancora chiesta se la Regione o il CORIF avrebbe potuto darle una sistemazione diversa, ma fra un anno sarà contenta della sua sistemazione, quando la baraccopoli potrà diventare un ghetto, quando diventerà insopportabile la promiscuità, la mancanza d'intimità?
Secondo me, quindi, è un bene fasullo, una tranquillità e una serenità relativa, condizionata dal fatto che, per la gente friulana, l'accontentarsi del poco e un male cronico.
Tomba
Dopo due mesi dalla consegna delle chiavi dei 36 alloggi finalmente e pronta anche la pavimentazione esterna (marciapiedi, corsie) e la situazione e abbastanza "buona per il momento (salvo due casi in cui si deve provvedere all'allaccia mento della corrente elettrica e alcune perdite di acqua nel tetto cui i proprietari hanno provveduto personalmente).
C' è da osservare che la distribuzione degli alloggi (in numero sufficiente) ha permesso che famiglie di due componenti usufruissero di alloggi a due camere; di conseguenza non ci sono lamentele per lo spazio, mentre sono forti e generalizzate per la situazione dei pavimenti, che sono anti-igienici e anti-salutari. Per ora vi e stato posto rimedio per via personale.
Avilla
Le baracche sono quasi tutte abitate; altre due sono in costruzione. Per la gente gli alloggi sono "vivibili" malgrado il cattivo isolamento termico e acustico e l'umidità del pavimento cui molti hanno provveduto a spese proprie. Però si parla anche di sprechi, di soldi spesi male, di lavori superflui, di quanto di si dovrà stare dentro, di che cosa succeda a Roma, di quando si avranno i soldi per la ricostruzione.
Ursinins Grande
Dei 42 alloggi solo tre o quattro sono abitati in quanto manca ancora l'energia elettrica (gli operai dell'ENEL stanno lavorando con la previsione di terminare nel giro di una settimana) Intanto molte famiglie stanno traslocando i loro mobili nei prefabbricati. Anche qui la solita lamentela riguardante i pavimenti e l'isolamento termo-acustico.