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La crisi dei terreni
lettera inviataci dall'Associazione Allevatori di Buja.
Da un decennio l'agricoltura buiese e soggetta a un costante ridimensionamento delle aree coltivate. E dopo il sisma questo processo e aumentato per vari motivi contingenti.
Già la zona industriale di Rivoli-Osoppo portava via una grossa area, di terreni già irrigati e riordinati; in seguito l'autostrada divideva, la zona agricola da sud-est a nord tagliando in due le migliori terre del comune. Dopodichè i vari elettrodotti e l'acquedotto del Friuli Centrale danneggiava altri terreni, per arrivare alle ultime occupazioni di terreni per le baraccopoli e per la zona artigianale e agricola. Dopo questa, disarmante carrellata ci si chiede come e fin dove l'agricoltura ne debba fare le spese; si pone impellente il problema della revisione di tutta una mentalità antiquata che tenga finalmente nella dovuta considerazione il patrimonio agricolo e forestale del nostro comune con un'organica programmazione a livello comunale e intercomunale per rendere la nostra agricoltura competitiva a livello di Mercato Comune.
Il malumore tra i coltivatori va aumentando riguardo agli indennizzi dei terreni espropriati e le varie promesse di liquidazione immediata; da anni essi attendono di essere risarciti dei loro terreni pur sapendo di ricevere soldi svalutati e di non poter più acquistare l'equivalente dei beni perduti. A tal proposito e in corso un'azione intesa a sensibilizzare gli enti responsabili affinché essi diano una rapida, soluzione a un problema che già da troppo tempo attende una risposta concreta.