RITORNA ALL'INDICE | PRECEDENTE | PAGINA 16 | SUCCESSIVA |
R
iflessioni e precisazioniDa più partii abbiamo sentito che si tende ad identificare l'ARCI con il PCI. Questo, secondo noi, significa che non si è capito abbiamo sempre
detto, forse anche perchè non siamo riusciti a farci capire. Il discorso, comunque, si fa complesso visto che ci definiamo un circolo culturale di sinistra. Bisogna partire distinguendo innanzitutto che cosa si intende per cultura.
Per noi cultura è la capacità che ognuno ha dì far uso della propria esperienza e conoscenza per crearsi un proprio modo di vivere e rendersi libero e indipendente. La cultura, così intesa, è quindi un mezzo di liberazione e secondo noi e il migliore, anche se sembra non dia risultati immediatamente tangibili.
Da tutto questo deriva il fatto che non condividiamo le idee di quanti ritengono la cultura una cosa di pochi, che non si apprende sui libri e che si usa non già come mezzo di liberazione ma come mezzo di opressione.
Le classi dominanti negando ogni valore alla cultura popolare ed esitando solo quella cultura ufficiale che esse stesse somministravano a quei pochi cui conveniva permettere l'accesso alla scuola hanno fatto sì che chi la possedeva potesse ritenersi un essere superiore mentre chi era costretto a restarne fuori si doveva considerare un verme.
In tale modo la cultura diviene mezzo politico di potere per le sue qualità di oppressione e conservazione.
In questo senso fare cultura in modo liberante implica conseguentemente fare una politica progressista. Attualmente in Italia diverse forze politiche sì identificano in questa azione e vengono definite di sinistra. Anche a Buja sono presenti i partiti di sinistra e quelle dell'opposizione e anche da questi vengono quelli che lavorano nell'Arci. Non quindi dal solo PCI che tra l'altro, mentre noi crediamo fondamentale l'importanza della cultura friulana, solo da poco e con molte difficoltà comincia a riconoscerne il valore.