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Ci
hanno scrittoSiamo un gruppo di lavoratori friulani dipendenti, che prestano la loro opera a favore di Aziende operanti nelle zone terremotate. Con la presente desideriamo avere dei chiarimenti sui motivi che hanno indotto il legislatore a compiere nei nostri confronti quella che riteniamo una palese ingiustizia, o comunque una palese indiscriminazione.
Ci riferiamo alla Legge 4 Agosto 1977 nr.500 ("conversione in legge, con modificazioni, del decreto 10 Giugno 1977 nr. 307, recante proroga dei termini di scadenza di alcune agevolazioni a favore dei contribuenti delle zone del Friuli Venezia Giulia colpite dal terremoto").
All'art. 4, tale legge così recita: 'a decorrere dal periodo di paga successivi alla data del 30 Giugno 1977 è concesso per il periodo di un anno lo sgravio dei contributi previdenziali ed assistenziali maturati nei periodi suddetti e dovuti dalle aziende industriali, artigiane, commerciali, agricole e dire-tto-coltivatrici ubicate nelle zone terremotate". Fino alla data del 30 Giugno 1977, una precedente disposizione di legge aveva concesso lo sgravio contributivo, in misura del 50%,sia dei contributi a carico delle aziende,sia di quelli a carico del lavoratore. A partire invece dal 1 Luglio, per effetto dell'articolo di legge sopra citato, al lavoratore dipendente viene tolto qualsiasi beneficio, mentre quello delle aziende viene raddoppiato. Se consideriamo che nel settore industriale ad esempio, i contributi a carico del dipendente sono in ragione del 7,80% quelli a carico delle aziende mediante intorno al 48 %, ci accorgiamo del grosso beneficio che hanno avuto le aziende stesse, mentre il dipendente rimane a sostenere al cento per cento l'esborso dei contributi da lui dovuti, C'è però da mettere in evidenza un altro aspetto, e cioè la discriminazione tra i dipendenti occupati ed i disoccupati. I lavoratori occupati, dal 1 Luglio 1977, pagano al 100% quanto dovuto ai vari Enti: trattenute previdenziali, IRPEF, e se superano le fasce di reddito - trattenute per i famigerati buoni del tesoro poliennali. I disoccupati invece - e non solo quelli rimasti senza lavoro in seguito al sisma, ma anche coloro che si sono dimessi volontariamente - beneficiano per un anno della indennità di disoccupazione speciale, in ragione di L. 5.000 nette al giorno: in pratica, ricevono la bella sommetta di L. 1.825.000 in dodici rate mensili. E' lecito a questo punto se in Italia, ed in questo momento in Friuli, si voglia favorire l'occupazione o non piuttosto la disoccupazione.
Concludendo: ci farebbe oltremodo piacere che qualcuno, tra coloro ai quali la presente è indirizzata, rendesse pubblici i motivi che hanno spinto il legislatore a comportarsi come sopra spiegato, dimenticando che anche i dipendenti possono - ed in effetti sono \ stati danneggiati dal terremoto, ma ciò nonostante hanno continuato a fare il loro dovere, contribuendo in modo determinante alla ripresa dell'attività produttiva in Friuli.
La presente lettera è stata inviata anche a:
- SETTIMANALI
L'Europeo
L'Espresso
Panorama
- QUOTIDIANI
Corriere della Sera Messaggero Veneto Gazzettino
- A TUTTI I PARLAMENTARI DEL FRIULI VENEZIA GIULIA
- ALLA SIG.NA TINA ANSELMI C/0 MINISTERO DEL LAVORO
- AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Petizione a firma dipendenti
PATRIARCA - Reana
CUMINI S.P.A. Cassacco
FANT0NI - 0soppo
ed altre aziende del settore