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Situazione operaia Per la quarta volta gli operai di Buja si trovano nella necessità di esporre collettivamente alla V. S. ill.ma i loro desiderata. Innanzi tutto tengono a ringraziala per il personale interessamento a loro riguardo specialmente per aver caldeggiato ed ottenuto il lavoro relativo alla costruzione della sede stradale ''Collalto-Buja" lavoro che avrebbe dovuto, se non in tutti, almeno in parte, risolvere la disoccupazione del paese. Oggi gli operai di Buja sono qui da Lei precisamente per avere appoggio onde nel lavoro suddetto siano impiegali il maggior numero possibile di disoccupati. Essi sono perfettamen-te consci delle difficoltà del momento ed anche sanno comprendere che le Autorità non possono fare miracoli; tuttavia nel caso specifico, sano convinti che con un pò di buona volontà, il problema della disoccupazione di Buja potrebbe essere risolto. Gli operai di Buja non intendono sindacare l'operato dell'Impresa e quello delle Autorità tecniche della Provincia. Constatano solo che il lavoro in oggetto va a rilento, senza risolvete nulla. Tutti sanno e dovrebbero comprendere che anche l'operaio esiste ed ha una famiglia da mantenere e che anche per loro il diritto alla vita é sacro. Bisogna che ognuno pensi al desco deserto di tante povere famiglie alle sofferenze di tanti bimbi innocenti che ogni giorno si fanno più drammatiche e penose. Con il costo attuale dei generi tesserati che non arrivano, con il costo proibitivo dei generi al mercato nero che fanno bella mostra nelle vetrine, è un controsenso vedere la maggior parte del popolo che soffre per non aver i mezzi per procurarsi almeno il pane o la polenta. Gli operai italiani non sono esigenti! Ma sanno rendersi conto con giusto intuito delle difficoltà in certi casi. Però sanno anche pretendere l'indispensabile alla vita e con tali sentimenti che devono essere compresi da chi può e deve provvedere, oggi si presentano qui, con rispetto e disciplina perchè la S. V. voglia provvedere anche per loro e per le loro famiglie. E' a loro conoscenza che la parte del Governo Nazionale, onde combattere il caro vita, si è suggerito di istituire degli spacci cooperativi nei Comuni di una certa importanza. Anche a questo riguardo chiedono consiglio ed appoggio per la istituzione in Buja di uno spaccio di generi di prima necessità in modo da permettere a quei pochi fortunali che hanno lavoro di acquistare i generi senza essere presi per il collo da gente ingorda e senza scrupoli. E' un fatto che oggi giorno i commerciante in genere non si accontenta più di un modesto guadagno,ma esige per lo meno il 50 per cento sulle vendite. Egli é pieno di banconote che non sa come collocare mentre il povero operaio, se ha la fortuna di guadagnare 300 lire al giorno, non è in grado di risolvere il problema della vita, perchè si trova in questa alternativa ! O rinunciare al vestito, o rinunciare al cibo o al bicchier di vino che pur ha diritto di bere, facendo il proprio dovere da buon cittadino. ! Questo appunto per i prezzi proibitivi dei generi di I prima necessità. Noi siamo venuti da Lei anche perchè in un'altra circostanza del genere ci ha detto di essere ben felice di sentire i nostri desideri ogni qual volta se ne fosse manifestata la necessità, e avrebbe esaminato le nostre richieste da buon padre di famiglia. Noi, memori di questi suoi nobili sentimenti siamo venuti con la fiducia di figli che attendono dal buon padre oltre che la parola di conforto anche l'interessamento particolare per la risoluzione del grave problema che li assilla specie nell'incipiente cattiva stagione. Dal canto nostro promettiamo ordine e disciplina perchè siamo convinti che Lei ci saprà comprendere e ci aiuterà nei nostri bisogni, che sono sacrosanti di fronte a Dio e agli uomini.
Esposto letto, in Udine, a S.E. il Prefetto, dagli operai disoccupati di Buia il giorno 10 del m.s. |
Lavori della Tranvia E' noto che il problema dello sviluppo del nostro paese è sempre stato quello della comunicazione ed allacciamento con i centri più vicini e specialmente col capoluogo di provincia. Ricorderanno anche i non tanto anziani la cosidetta Corriera a cavalli della posta che ci collegava con la stazione di Magnano Artegna. Era sorta la gusti ficaia speranza di trovarsi direttamente allacciati a Udine con la ferrovia Maiano- Udine la cui sede è stata eseguita ancora nel periodo della precedente guerra, e che totalmente completata ha sempre atteso invano il suo armamento e la messa in atto, ma che essendo stata eseguita a scopi principalmente militari non ha avuto e non potrà mai avere un economico sviluppo e funzionamento. Anche l'utilizzazione della sede di detta linea di ferrovia per una Tramvia facente capo a Buia od anche a Maiano Rivoli non era pratica, trovandosi a venire parallela per una parte, alla Tranvia di Tricesimo e poi alla ferrovia di Gemona. Inoltre la messa in funzione ed esercizio di tale linea specialmente per il materiale rotabile e di armamento avrebbe richiesto una spesa favolosa per il suo tratto di oltre 25 Km. L'attuale collegamento Autocorriere si dimostra in-sufficiente ai bisogni di movimento e non certamente paragonabile alla utilità e comodità della Tranvia. Che il problema della tramvia avesse la sua necessità di essere risolto e fosse sentito, lo dimostra il fatto che non pochi sono stati i progetti anche dalle nostre vecchie amministrazioni, dei quali uno fin dal 1912 dell'Ing. dott. Petz che avrebbe allacciato Buia Artegna e Tarcento da un lato, e Maiano e S.Daniele dall'altro, ed un secondo dell'Ing. Someda dell'anno 1928 che univa Buia con Collalto e Maiano proseguendo pure per S.Daniele. Riesaminato il problema ed in considerazione della assillante necessità di impiego di mano d'opera, sono stati incaricati i due predetti ingegneri per la presentazione de! progetto già elaborato per il collegamento diretto con la Stazione Collalto della Tramvia Udine-Tarcento, essendo questo il tratto più breve di collegamento per unirsi con Udine. Ed il progetto con approvazione e finanziamento ha cominciato ad essere realizzato con l'inizio dei lavori nel passato mese di luglio e già da più di quattro mesi all'incirca un centinaio di operai stanno mettendone in esecuzione l'opera. L'intero tracciato della Tranvia da Collalto fino a Buia, passando per Raspano e Treppo Grande verrà ad avere uno sviluppo di circa sette chilometri, e già per quanto riguarda il lavoro di sterro è stato eseguito nella maggior parte, essendo lo sbancamento e scavo adiacente alla strada per Treppo il maggior lavoro di movimento di terreno. Per due chilometri circa, la sede stradale è pronta, tutto il tracciato è stato minuziosamente ristudiato tralasciando la soluzione del punto di arrivo in Arrio, che non consentiva l'eventuale prolungamento per Maiano-San Daniele e che importava un forte lavoro per l'abbassamento del culmine in località Casella. Così il lavoro prosegue ed è quanto importa per tutti. |