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Autonomia   Friulana

Un friulano che si senta veramente tale non ha chiesto a nessuno il significato di queste due parole: esse lo colpiscono come se gli si dicesse "ricordali che hai un valore!"

Cercherà di trovare nei secoli tante cose che abbiamo sapore esclusivamente friulano, ma rimarrà deluso. In tutte le epoche troverà che i friulani hanno dovuto servirei diversi padroni che rarissime volte erario della loro terra, con il conseguente danno di non essere abbastanza compresi.

Principi della Marca di Aquileia, Patriarchi mandati da chissà dove a reggere il Friuli. Il Luogotenente della Patria del Friuli era il legatario dato da Venezia. Così il friulano, guardando il passato,  troverà che quasi tutte le regioni d'italia hanno avuto una storia migliore della sua.

Troverà il nome di qualche guerriero e non troverà nobiltà di famiglie come in tante altre parti d'italia che abbiano, per secoli, tenuto  alto  il nome  nostro.

Però troverà una cosa importante: dal trecento ad oggi, egli ha avuto sempre Io stesso linguaggio, mentre veri poeti si distinguono con l'idioma della nostra terra.

Questo può sembrare un fattore insignificanti per la difesa de! diritto a vedersi riconoscere come regione.

Ha invece un profondo valore assieme a tante altre virtù che distinguono il taciturno lavoratore nostro.

Con i suoi emigranti, il Friuli dimostra di avere una ricchezza che, accompagnata dalla valorizzazione delle acque, della seta e dei terreni, dovrebbe dargli un benessere più che bastante a se stesso.

Fino ad oggi, Venezia non aveva considerato abbastanza il Friuli tant'è vero che tradizionali sono i motti di spirito veneziani tendenti a svalorizzarlo.

Nell'ambito dell'unità italiana, il Friuli come regione amministrata una buona volta dai Friulani troverà finalmente la via per un migliore benessere dei suoi figli.

I fortunati friulani che hanno disponibilità finanziarie agendo in campo proprio si sentiranno non solo moralmente obbligati ma anche garantiti assolvendo il dovere di dar all'industria locale i propri mezzi a beneficio dei propri fratelli che hanno  l'oro   nelle  braccia.

E gli uomini di sana cultura dovranno essere orgogliosi nell'ottenere il riconoscimento a Regione (del nostro Friuli; e forze riunite della mente e del braccio potranno preparare un domani migliore.

I Friulani che sino ad oggi, per la loro indole, schiva da esibizionismi, si sono tenuti in diparte dalla politica, si mettono per la prima volta alla ribalta chiedendo una cosa giusta: sia il Friuli riconosciuto Regione.

Buia à dato l'adesione per l'autonomia Regionale Friulana attraverso il suo Consiglio Comunale e siamo lieti di riportarne il testo dell'ordine del giorno approvato senza alcuna discussione.

Buia, che attraverso i secoli seppe tener alto il segnacolo delle sue libertà civiche, fedeltà e dedizione all'Italia, con la totalità del suo Consiglio Comunale esprime un voto favorevole per la costituzione della Regione Friulana intesa nel quadro inscindibile e sacro dell' unità  Patria

CONSIGLIO    COMUNALE

Il Municipio era diventato negli ultimi venti anni un semplice ufficio ove ci si rivolgeva per i tali documenti.

Il popolo rimaneva estraneo perchè raramente gli si dava a conoscenza quanto succedeva tra quelle pareti.

Partito ed amministrazione comunale erano per lui la stessa cosa e lasciava fare. Ora invece vediamo che il "Comune" è qualcosa verso cui ogni cittadino si sente attratto, sentendo che in esso palpita la vita di quella grande famiglia che è un Paese e nell'ambito del anale capisco di avere anch'esso un valore.

Ha visto passare tutto il movimento che comportano le votazioni: preparativi che avevano del solenne, disparate tendenze polemizzare i diversi programmi, tensione di animi in attesa di risultati.

La libertà ottenuta dava i segni della sua vitalità anche nei piccoli paesi ove ritornava in vigore quel piccolo organo della direzione municipale che è ora il Consiglio Comunale.

Della Tranvia

Eccone uno che dice la sua opinione a proposito dello sbocco della tramvia nel centro di Buia.

Partendo dal ponte Cormor, ove la tramvia dovrebbe pur arrivare, la linea potrebbe proseguire costeggiando la strada tarcentina fino al bivio della scorciatoia che porta verso il duomo, superando l'eccessiva pendenza con un trincerone o galleria scoperta. Indi, a mezzo galleria, attraversare la collinetta a nord della casa Del Negro, passare sempre in galleria all'estremità inferiore dei giardini e sboccar tra la casa Renato Barnaba e la sede della Cooperativa Elettrica.

Con ciò sarebbe risolto il problema per la continuazione della tramvia verso S.Daniele o verso Osoppo, dato che la magnifica conca della sorgente del Corgnùl permette di proseguire senza difficoltà sia per l'ima che per l'altra mèla Certo é che questo lavoro porta ad una spesa non indifferente che però negli altri casi non sarebbe di certo inferiore; in contrapposto vi è l'eliminazione di ogni passaggio a livello, causa di facili incidenti per le strade poco pianeggianti  del luogo.

Poi nel vano tra la casa Renato Barnaba e la sede della Coop. Elettrica, verrebbe la stazione in un posto privilegiato e centrale senza intralciare altre attività in modo da poter disimpegmare il sud ed il nord del Paese, nella forma migliore.