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di Michele Pauluzzi |
Gli scorsi 18 e 19 ottobre, noi della Filarmonica siamo stati ospiti del gruppo bandistico della cittadina bavarese di Vilsbiburg, gemellata con il comune di Buja, in occasione del Herbstkonzert, ossia il tradizionale concerto d'autunno organizzato dalla stessa Musikverein Vilsbiburg. Siamo partiti la mattina presto del sabato arrivando a destinazione puntuali per l'ora di pranzo. Nel pomeriggio abbiamo eseguito l'ultima prova prima del concerto, provando i brani che noi due bande avremmo eseguito insieme. La sera è presto arrivata e così anche l'ora del concerto. Alle otto, ora prevista per l'inizio la sala era gremita di gente e come da programma ci siamo esibiti prima noi, in quanto ospiti, seguiti dalla banda locale e per finire abbiamo eseguito due brani a bande unite, diretti dai due maestri delle rispettive Associazioni. Il caloroso pubblico all'ascolto delle due bande, per un totale di circa ottanta elementi, non ha resistito a richiedere il bis a gran voce. Al termine ci siamo recati a cena con gli amici tedeschi, con i quali siamo rimasti svegli fino tarda notte a festeggiare la splendida serata. L'indomani dopo una processione in mattinata e il pranzo assieme ad alcuni componenti della banda tedesca è venuta ora di rientrare in Italia. Naturalmente il viaggio in corriera è diventato un ulteriore momento di gioco e di divertimento, questo, ad ogni modo, per le persone che non si sono addormentate in corriera dopo pochi minuti di viaggio, stanche dopo i due intensi giorni trascorsi. Per me è stata la prima trasferta bandistica all'estero e sono davvero molto soddisfatto dei due giorni trascorsi assieme a tutti gli altri componenti della Banda perché penso innanzi tutto che ogni esperienza che ci relaziona con le altre persone diventa motivo di crescita e anche perché penso di aver capito un po' meglio quello che è la Banda: lo stare assieme, divertirsi, anche con poco come forse spesso non si è più capaci di fare, imparare ad apprezzate le cose semplici e le persone che suonano con noi, con le quali spesso non abbiamo l'occasione di approfondire la conoscenza reciproca. La cosa più importante che mi porto a casa da questa piacevole esperienza è che non è sempre indispensabile parlare la stessa lingua per capirsi: con l'inglese, qualche parola di tedesco e loro con qualche parola di italiano siamo riusciti a dialogare, ma la musica è e rimarrà sempre il linguaggio universale che potrà unire anche le persone di paesi diversi. E' spettacolare pensare come sette semplici note possano valere più di molte parole!!! |