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Dagli anni '50 ai primi anni '70

 

Gli anni del dopoguerra, come videro la generale ripresa e la crescita del benessere, segnarono un periodo di evoluzione anche nell'attività della Banda. Dalle informazioni raccolte abbiamo appreso che l'attività a Madonna continuò costantemente in occasione delle tradizionali feste religiose e ricreative.

La Banda prestava la propria musica anche in occasione di funerali. Per le esequie di bandisti, loro genitori e per le mogli il servizio era gratuito mentre per gli estranei la tariffa era di 2.000 lire a funerale. Poiché non tutti se lo potevano permettere tante volte la banda si offriva in beneficenza.

Abbastanza frequenti erano le uscite fuori parrocchia. Raveo, patria del m. Vriz, e altri piccoli centri della Carnia erano mete di gite musicali. Gli spostamenti avvenivano con autocarri, unici mezzi allora disponibili.

Nell'aprile 1955 tutta la banda si recò a Trieste per partecipare all'Adunata degli Alpini, la prima nella storia della Banda. Il viaggio fu particolarmente travagliato perché il camion che li trasportava era scomodo e perché al ritorno alcuni, anche quelli generalmente più disciplinati, risentirono delle abbondanti libagioni triestine.

Nel 1959 il maestro Vriz terminò di insegnare nelle scuole elementari per raggiunti limiti di età. Probabilmente le lezioni di musica per la Banda diedero vita al corso che ancora oggi funziona sotto il nome di "Corso di orientamento musicale di tipo bandistico" ed è stato condotto dai vari maestri che si sono succeduti alla guida del complesso. Fino agli anni '80 tale corso era sottoposto al controllo del Provveditorato agli studi. Infatti ogni anno si svolgeva una sezione di esami che molti degli attuali bandisti, anche giovani, ricordano di aver sostenuto sotto lo sguardo attento del proprio insegnante e di un "commissario esterno".

1964 Nel luglio si festeggiò il 40° anniversario di fondazione riunendo, come di consueto, bandisti giovani e vecchi. Per l'occasione si unirono a quelli di Madonna alcuni suonatori provenienti da Tricesimo e Reana del Rojale. Vediamo quindi che il "soccorso musicale" per carenza di organico non è un problema esclusivo dei nostri giorni. Per l'occasione fu organizzato un pranzo nell'asilo parrocchiale.

Con un atto notarile il 26 novembre 1967 la Banda si costituisce come associazione legale regolata da uno statuto. Esso è composto da 11 articoli che dettano le norme fondamentali per l'attività e la crescita dell'associazione.

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ART. 1 - L'Associazione Filarmonica "Madonna di Buia" istituita nel 1924 è apolitica ed autonoma. Si propone di rinnovare e migliorare la preparazione artistico-musicale dei Soci bandisti per contribuire alla loro personale educazione e per rendere sempre maggior lustro alla vita cittadina di Madonna di Buia nelle sue manifestazioni patriottiche, civili e religiose. Non ha alcun scopo di lucro.

ART. 2 - Possono far parte dell'Associazione tutti i bandisti e cittadini purché collaborino fattivamente per l'Associazione, dandole tutto l'appoggio e la collaborazione che è nelle loro possibilità.

Gli articoli successivi dettano le norme per l'elezione del direttivo e nel consiglio, l'operato del maestro e del segretario.

L'articolo 9 afferma che un suonatore può cessare l'attività per libera scelta, ma può esser anche allontanato dopo numerose assenze ingiustificate, indisciplina, immoralità o danno nei confronti dell'Associazione. In caso di scioglimento il patrimonio sociale verrà erogato ad altri enti similari. E interessante notare come da queste formule giuridiche si possano evincere quelli che sono i principi fondamentali che fin dalla fondazione hanno ispirato bandisti, collaboratori e maestri. Infatti ogni prestazione è stata sempre volontaria e gratuita e finalizzata alla crescita della Banda stessa e della cittadina di Madonna e mai dettata dalla ricerca di lustro personale o interessi economici.

Sotto gli auspici della nuova veste legale si sono aperti gli anni '70 che sono stati, per molti aspetti, particolarmente importanti. La direzione era ancora affidata all'impossibile m. Vriz coadiuvato da "Pierut". Il presidente era ancora Calligaro Faustino, già suonatore di piatti e grancassa, primo dopo l'adozione dello Statuto. Egli, sebbene lavorasse a Cave del Predil, è stato trascinato in quel compito dalle insistenze dei colleghi bandisti.

La vita sociale era costellata da impegni che riservavano anche una buona parte di divertimento. Ogni servizio a Madonna terminava con un rinfresco offerto di volta in volta da una frazione diversa. L'occasione era buona per fare quattro risate in compagnia, trascinati dal m. Vriz il quale era sempre ben fornito di barzellette. Il menu non era molto vario, comprendeva generalmente pane, formaggio, mortadella e "un taj di vin" ma neppure la spartanità comprometteva il divertimento.

In questi anni la Banda aveva la sua base nella nuova sede, costruita in piazza a Madonna di fianco al teatro. La costruzione era stata resa possibile grazie al denaro che lo stesso Vriz aveva anticipato, ed è stato poi restituito grazie alle offerte della popolazione e all'operato degli stessi bandisti che nel tempo libero avevano lavorato volontariamente.

Il 1971 è stato un anno di lutto poiché all'improvviso è mancato nella sua Raveo il m. Vriz. Grande è stato il cordoglio ma la "sua" Banda non ha tradito le sue aspettative ed ha continuato l'attività, memore dei suoi insegnamenti, sotto la direzione del m. Cozzutti Pietro. Negli ultimi tempi la sua presenza era stata più spirituale che pratica a causa dell'età. Nonostante ciò fino alla fine la Banda era stata per lui un costante pensiero e motivo d'orghoglio.

Grande sarebbe stata la sua soddisfazione se avesse potuto vedere i bandisti che l'8 dicembre 1974 hanno sfoggiato la prima divisa ufficiale che li ha contraddistinti per vari lustri. Nel luglio dello stesso anno la Banda aveva festeggiato i suoi primi 50 anni di attività con una grande festa in piazza alla quale aveva partecipato il Corpo Bandistico di Sutrio diretto dal m. Prenna.