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Le aspettative degli 

astronomi su Kepler

di Marco Tonino

 

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Il 6 marzo 2009, il telescopio orbitante americano Kepler è stato lanciato dalla base di Cape Canaveral. Kepler dovrà scandagliare il campo stellare alla ricerca di esopianeti che abbiano dimensioni e condizioni comparabili a quelle della Terra. La missione dovrebbe durare oltre 3 anni e puntare su circa 100.000 stelle in un settore della Via Lattea nelle costellazioni del Cigno e della Lira. La sonda è equipaggiata con un telescopio da una tonnellata dotato di uno specchio principale di 1,4 m. La luce verrà "letta" da un fotometro da 95 milioni di pixel. Lo strumento può rilevare sorgenti di luce debolissime e l'offuscamento periodico di una stella causato dal passaggio di un pianeta.

Kepler può diventare una pietra miliare della ricerca astronomica per capire che tipi di pianeti si sono formati intorno alle stelle. Con i dati acquisiti sarà possibile fare una statistica dei pianeti che si trovano in zone abitabili in considerazione della loro temperatura e posizione rispetto alla loro stella. Dopo averli individuati, i nuovi esopianeti saranno analizzati dagli spettrografi per conoscere anche la loro atmosfera e quali siano gli elementi chimici presenti. Spingendosi fino a 3.000 anni luce, nel mirino del fotometro di Kepler ci sono i pianeti composti di rocce e silicati. A Kepler si chiede selezione rigorosa e ricerca di "nuove Terre". Se un pianeta come la Terra transitasse davanti al Sole e lo osservassimo da una stella vicina, impiegherebbe 13 giorni ad attraversare il disco solare e produrrebbe una diminuzione di luminosità della stella di solo 20 parti per milione. Kepler dovrebbe essere in grado di rilevare questo minuscolo oscuramento. Intanto NASA e ESA stanno preparando due telescopi spaziali ancora più raffinati, Terrestrial Planet Finder e Darwin, caso mai Kepler non ce la facesse. Anche in questa eventualità, comunque, Kepler farà un lavoro utilissimo: un catalogo completo dei vari tipi di pianeti (gassosi, rocciosi, più o meno massicci, più o meno vicini alle loro stelle), ci darà una statistica dei pianeti che si trovano in zona di abitabilità e studierà le proprietà degli esopianeti e delle loro stelle.

Kepler, il cacciatori di mondi oltre il nostro sistema solare, potrebbe scoprire in tre anni circa 40 pianeti di taglia terrestre e ben oltre 1.000 giganti gassosi.