![]() | L'acqua su Marte di Marco Tonino | |
Da pochi anni abbiamo avuto la conferma della presenza di distese d'acqua nel sottosuolo di Marte. In particolare a Elysium Planitia è stata confermata la presenza di una grande distesa d'acqua a pochi metri sotto il suolo. Nella progettata missione umana verso Marte, Elysium Planitia è già stata scelta come il luogo migliore per farvi scendere l'equipaggio, sia perché è un'ampia pianura, sia per questa disponibilità d'acqua appena sotto la superficie. Il polo nord dove è atterrata la Phoenix è ricoperto da ghiaccio d'acqua, che nella stagione invernale di Marte si estende fino a 65° di latitudine. Il polo sud invece è composto in maggioranza da anidride carbonica ghiacciata e in parte da acqua ghiacciata. Da tempo si cercavano anche le prove della presenza di acqua liquida pure sulla superficie, che su Marte può permanere solo per brevi periodi. Infatti l'acqua liquida, per le particolari condizioni ambientali è destinata a ghiacciare o evaporare. A ghiacciare a causa della bassa temperatura, ad evaporare a causa della limitata pressione atmosferica. Grazie allo studio di migliaia di foto inviate dalla Mars Global Surveyor, scattate lungo un arco di 10 anni e continuando a comparare le foto degli stessi luoghi, sono state individuate le variazioni del terreno durante l'alternarsi delle stagioni e il passare degli anni. Adesso abbiamo così sotto i nostri occhi, le prove di fuoriuscite locali e fugaci di acqua. In varie zone l'acqua è fluita in superficie scavando lunghi canali e lasciando al suo passaggio un deposito chiaro. E' certo quindi che su Marte l'acqua fuoriesce saltuariamente sulla superficie, grazie ad un meccanismo ancora da decifrare, e prima di gelare o sublimare in gas resta allo stato liquido per un breve periodo. Anche il rover Phoenix scavando sulla superficie marziana ha fatto emergere acqua subito ghiacciatasi a causa delle basse temperature della zona dove ha operato. Le implicazioni di questa conferma sono importanti, per gli studi di esobiologia e per la ricerca di forme di vita batteriche nel sottosuolo di Marte, come da sempre sostenuto da Carl Sagan fin dagli anni '60. Ben sappiamo che l'acqua è un elemento necessario alla vita, come noi la concepiamo, e questi risultati aprono ulteriori speranze che su Marte possa esistere una qualche forma di vita, seppur a livello microscopico.
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