![]() | L'uomo nello spazio: obiettivo Marte di Marco Tonino | |
Viaggiare nello spazio per un essere umano è difficile e comporta rischi enormi: lo dimostrano gli astronauti morti dai tempi delle Vostok, fino ai più recenti disastri di Challenger (in decollo) e Columbia (in rientro). Pochi uomini hanno potuto vedere la Terra dalla Luna e solo 12, fino ad oggi, hanno potuto toccare il suolo della Luna e raccogliere con le proprie mani rocce aliene. Nella tabella a pag.14 sono riassunte le 6 missioni che sino ad oggi hanno portato l'uomo sul suolo lunare. Già l'Apollo 8, nel Natale 1968 riuscì a rendere realtà ciò che Jules Verne aveva immaginato e scritto nel celebre romanzo di "fantascienza" Dalla Terra alla Luna. Mentre l'Apollo 8 era in orbita intorno alla Luna, i tre astronauti (Lovell, Anders e Borman) scattarono le prime emozionanti foto della Terra vista dalla Luna. Mentre riprese filmate dall'Apollo 8 mostravano in Tv all'umanità la Terra vista dagli oblò. Da allora fu un crescendo di entusiasmo per ogni missione, che toccò il culmine il 20 luglio 1969 con il primo atterraggio sulla Luna. Ma poi nel 1972, con il rientro sulla Terra dell'Apollo 17, si chiudono gli anni gloriosi dell'astronautica e della conquista della Luna. La NASA e le agenzie spaziali degli altri paesi hanno poi preferito dedicarsi alla costruzione della ISS, Stazione Spaziale Internazionale, con oltre 100 lanci degli Shuttle e oltre 100 lanci delle Soyuz per trasportare pezzi da assemblare nello spazio. Decine di uomini e donne si sono succeduti a bordo della ISS, inclusi alcuni "turisti spaziali" che dopo aver superato i test medici e pagato una cifra intorno ai 20 milioni di Euro hanno potuto passare una decina di giorni nello spazio. In realtà la ISS è solo a circa 400 km di altezza sopra la Terra, quindi la definizione di volo nello spazio è eccessiva. La realtà è che da quasi 40 anni non ci sono più missoni umane al di fuori dell'orbita terrestre. La conquista dello spazio da parte dell'umanità sta segnando il passo. Negli anni '60 e '70 si immaginava che all'inizio del nuovo millennio l'uomo potesse stabilire basi fisse sulla Luna e viaggiare attraverso il Sistema Solare. Cinema e Tv decretavano il successo di opere dai titoli quanto mai esplicativi: 2001 :Odissea nello spazio (base umana sulla Luna nel cratere Clavius e viaggio verso Giove), Spazio 1999 (base umana lunare Alpha), Star Trek (con astronavi in viaggio nella galassia). Ormai il 2000 è stato superato e nulla di quanto preventivato allora si è ancora avverato. Il problema è soprattutto economico e, purtroppo, si privilegiano sempre le spese per finanziare le guerre e per il costoso mantenimento di enormi arsenali nucleari. Dal punto di vista tecnologico le potenzialità per tornare ai viaggi fuori dall'orbita terrestre ci sono. Il problema più grosso, oltre a quello economico, è legato all'uomo come essere biologico adattato, in milioni di anni di evoluzione, alle condizioni esistenti sulla Terra. Per l'uomo restare per lunghi periodi nello spazio è complicato e pericoloso e bisogna utilizzare la tecnologia disponibile per proteggere quel delicato meccanismo biologico che è il nostro corpo. Lo scorso anno la NASA ha reso pubblico il programma Constellation di cui si vociferava da anni. Un progetto che riporterà l'uomo sulla Luna e poi su Marte. Con il programma Constellation la NASA vuol tornare sulla Luna per rimanerci, costruendo una base permanente con astronauti che si daranno il cambio dopo alcuni mesi di soggiorno. Questo servirà per imparare a vivere su un altro mondo in condizioni estreme e poi a mettere a punto le tecnologie utili alla permanenza di uomini anche su Marte. Infatti il fine ultimo del progetto Constellation riguarderà in realtà Marte. Perché ciò che sarà costruito per lo sbarco sulla Luna sarà utilizzato per il balzo sul pianeta rosso. Luna, insomma, come campo di collaudo per Marte. Per adesso si è cominciato con la realizzazione dei vettori Ares V necessari per raggiungere i due obiettivi. La navicella spaziale, battezzata Orion (erede dell'Apollo), è in costruzione e servirà per tornare sulla Luna nel 2019, per il 50° anniversario del primo sbarco lunare. Il primo passo sarà dunque la Luna. Inizierà nel 2028 la missione spaziale che dovrà portare 7 astronauti su Marte. Le prime 2 partenze, nel 2028 e 2029, spetteranno a due astronavi-cargo Ares V. La prima trasporterà la struttura (tipo casa prefabbricata) in cui l'equipaggio vivrà, l'altra tutto il materiale e le scorte utili alla spedizione. Se il tutto arriverà integro su Marte, nel 2031 partiranno i 7 astronauti, forse 4 uomini e 3 donne sull'Orion spinta dal razzo vettore Aries V. Sarà alimentato da ossigeno e idrogeno a bassissime temperature come propellente per la fase di lancio. Sembra per ora accantonata l'idea di un motore a reazione nucleare. All'interno della navicella gli astronauti faranno crescere in una serra frutta e verdura. Sarà un modo per tenerli impegnati durante il lungo viaggio. Per l'acqua e l'aria invece, si utilizzeranno sistemi per il loro riciclo, così da limitare la quantità di cibo, acqua e ossigeno da caricare a bordo. Il viaggio richiederà 6/7 mesi. Se il viaggio e la delicata fase di atterraggio saranno portati a termine con successo, gli astronauti a bordo saranno i primi esseri umani a mettere piede su un altro pianeta. Il modulo di sbarco su Marte sarà l'Altair (erede del Lem lunare). Poi inizierà una lunga permanenza sul pianeta, che durerà circa 16 mesi. Dopo la costruzione della base, che prevede la messa a punto di una serra e di una piccola centralina nucleare da cui ottenere energia, gli astronauti inizieranno una serie di rilevamenti geologici e biologici per dare risposte alle tante domande che ancora oggi ci si pone su Marte. Poi, rientro verso la Terra, con un viaggio di altri 6/7 mesi. La missione dunque terrà lontano dalla Terra i 7 astronauti per circa 29/30 mesi. Il programma Constellation è già stato approvato dal governo degli Stati Uniti dal punto di vista della fattibilità tecnico-scientifica. Manca solo il via libera allo stanziamento dei fondi per coprire la spesa totale di 200 miliardi di dollari. La missione è comunque difficile e c'è un'alto rischio di perdere l'equipaggio, specie nei primi tentativi. Ma potrà comunque dirci se l'uomo può ambire in futuro a viaggiare nello spazio, quantomeno nel Sistema Solare, o se invece è destinato a rimanere confinato a vivere solo sul pianeta Terra.
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