Meteoriti: il cosmo nelle nostre mani di Marco Tonino | |
C'è un modo molto semplice e alla portata di tutti per poter toccare con mano qualcosa del cosmo, che ci arriva dallo spazio: avere in mano un meteorite. Il viaggio di un meteorite nello spazio e la sua caduta sulla Terra portano con sé un universo intero pieno di mistero e di fascino: la semplice azione di tenere in mano un piccolo frammento di quell'oggetto non completamente disintegrato nel passaggio attraverso l'atmosfera ci evoca fantastiche immagini di comete, nebulose o altri pianeti. Fino a quando non si riuscirà a fondare una base sulla Luna o su Marte, un meteorite rimane l'unico oggetto extraterrestre che un abitante della Terra può possedere e toccare con mano. Tutti i popoli hanno sempre mostrato grande stupore alla caduta di meteoriti. La luce brillante che corre nel cielo e talvolta i rumori simili a un tuono, associati alla caduta di grandi meteoriti evocavano paura e meraviglia anche nell'antichità. Alcuni meteoriti vengono ancora oggi venerati in varie parti del mondo. Con l'avvento della mania degli UFO, molte cadute di meteoriti vengono scambiate con astronavi aliene che poi svaniscono nel nulla pochi secondi dopo essere stati fotografati. Anche lo sciame meteorico delle Perseidi (in agosto, quando la Terra incrocia nell'orbita i detriti lasciati dalla cometa Swift Tuttle) esercita da tempo il suo fascino sulla gente, tanto che vengono dette "lacrime di San Lorenzo" o "stelle cadenti". Nomi entrambi fuorvianti da quello che è il vero fenomeno che si verifica, cioè la caduta di materia che brucia nel passaggio attraverso l'atmosfera terrestre. La maggior parte dei meteoriti è costituita da avanzi della formazione dei pianeti e da parti di asteroidi. Una piccolissima parte di essi sono pezzi di Luna o del pianeta Marte, espulsi nello spazio in seguito a giganteschi impatti. Per quanto riguarda la composizione, ci sono molte varietà di meteoriti, ma per semplificare li possiamo distinguere in tre grandi categorie: rocciosi, rocciosi-metallici e ferrosi-metallici. Tra quelli rocciosi, la maggioranza è costituita dalle Condriti, che hanno la composizione chimica della nebulosa che diede origine al sistema solare, sconosciuta sul suolo terrestre. Sono datate a circa 4,5 miliardi di anni fa, al tempo della formazione dei pianeti del sistema solare. Le condriti rappresentano circa l'80% di tutte le meteoriti ritrovate. I meteoriti rocciosi-metallici sono invece i meno numerosi. Si sono formati con violenti impatti che hanno fuso insieme atomi di Silicio con Ferro e Nichel. Infine c'è il gruppo di quelli ferrosi-metallici, che provengono in gran parte dal nucleo di asteroidi. Questi pesanti pezzetti di materia cosmica sono quasi sempre composti da Ferro, Nichel e altri metalli. I pezzi più rari sono quelli che arrivano dalla Luna o da Marte. Fino ad oggi infatti gli scienziati hanno identificato solo 48 rocce provenienti da Marte, tutte catalogate, e solo poche sono state "spezzettate" in piccoli granuli per accontentare il mercato dei collezionisti. La più famosa e studiata meteorite marziana è ALH84001, trovata in Antartide nel 1984. Tutti sono concordi sulla datazione (circa 2 miliardi di anni), sul fatto che è rimasta a contatto con l'acqua su Marte per un lungo periodo e che è caduta sulla Terra circa 13.000 anni fa. C'è invece un grande dibattito sul fatto se ciò che si vede all'interno siano batteri fossili marziani. E' stata riscontrata la presenza di sostanze prodotte da organismi in decomposizione, ma servirebbero ulteriori prove e conferme da altre rocce. La maggior parte dei meteoriti, fortunatamente, si disintegra completamente prima di toccare il suolo terrestre. Impatti con corpi di piccole dimensioni non sono pericolosi, ma se la Terra entrasse in rotta di collisione con corpi del diametro di 10 km o più, molte forme viventi del pianeta verrebbero cancellate, inclusa l'estinzione del genere umano. Gli eventi catastrofici sono per fortuna molto rari, ma sono già avvenuti in passato e torneranno a verificarsi in futuro. Il più conosciuto e studiato è l'impatto di Chicxulub, avvenuto 65 milioni di anni fa, che ha creato un cratere di circa 300 Km di diametro in Messico ed è responsabile della scomparsa di circa il 75% delle forme viventi dell'epoca, tra cui i grandi rettili, i dinosauri. L'evento ha cambiato la storia della vita sulla Terra e forse dobbiamo ringraziare quell'evento che ha aperto le porte alla diffusione dei mammiferi. Mammiferi che, con la loro specie attualmente più evoluta, l'Homo Sapiens, hanno preso il posto dei dinosauri come specie dominante sul pianeta. Anche se bisogna ricordare che però ci sono forme di vita più resistenti di noi, che hanno superato centinaia di impatti senza estinguersi. E' il caso dei batteri, di molti vegetali e altre specie di invertebrati. Una collezione di meteoriti è una raccolta di frammenti di corpi celesti caduti sulla Terra. Frammenti di cosmo che generano ispirazione e che sono l'unico modo di "toccare" la materia interstellare senza dover fare viaggi nello spazio. Le foto mostrano alcuni esemplari che sono esposti nella sede della Cygnus, dove potete ammirare meteoriti ferrose, condriti, rocce da impatto varie, come la suevite, proveniente dal cratere da impatto del Ries e vari tipi di tectite. Inoltre piccoli esemplari di rocce della Luna e di Marte, cadute sulla Terra a seguito di impatti che li hanno proiettati nello spazio. |