Un computer nella scuola elementare una innovazione didattica nella scuola di Buja-Avilla di Ermes Taboga | |
Perché l'informatica. La rapida e massiccia diffusione di conoscenze tecnologiche e di apparecchiature elettroniche nei vari settori della vita contemporanea, insieme allo sviluppo dei mezzi di comunicazione di massa e dei nuovi linguaggi, reclama una nuova e diversa alfabetizzazione. I nuovi programmi per la scuola elementare del 1985 prevedono l'introduzione dell'informatica nella scuola di base perché essa realizzi, nel quadro di un intervento intenzionale e sistematico, il suo compito specifico di alfabetizzazione, promuovendo negli alunni un arricchimento di strutture mentali in grado di potenziare le stesse capacità intellettuali. Attualmente, purtroppo, gli insegnanti elementari non possono contare su una preparazione culturale e professionale che li abiliti all'insegnamento dell'informatica; il numero degli elaboratori presenti nelle scuole elementari è estremamente basso e tale da scoraggiare anche i più generosi tentativi di autoaggiornamento e da condizionare, comunque, pesantemente un'innovazione la cui esigenza è per altro avvertita da molti insegnanti. L'informatica povera. Oggi, per la verità, ci si propone di introdurre nella scuola di base un'informatica "povera e cognitiva" che non prevede l'uso del calcolatore. Io reputo riduttiva questa scelta sotto il profilo didattico per molte ragioni: a) il calcolatore, inteso come una macchina per eseguire calcoli, memorizzare dati e informazioni, comunicare, risolvere problemi, diventa nella scuola un sussidio potente e flessibile, "trasversale" di formazione pluridisciplinare, legato alla didattica del "problem solving" e quella del pensiero formale; b) il calcolatore, grazie all'immediatezza del risultato, convalida il diretto legame teoria-prassi, consente l'immediata verifica delle soluzioni e la concentrazione delle energie nelle strategie risolutive; c) l'esaltazione dei valori cognitivi può produrre una pura "ginnastica mentale" scarsamente motivante; d) la metodologia della ricerca rischia di provocare un'assolutizzazione del pensiero formale a scapito di altri approcci; e) il coinvolgimento delle capacità cognitive nella ricerca e nella verifica dell'algoritmo risolutore del problema mediante il calcolatore porta al superamento della sacralità e del feticismo legati ai "prodigi" dell'elettronica, evita la banalizzazio-ne di una macchina ridotta troppo spesso al rango di sofisticato produttore di "videogame". Senza disconoscere i valori cognitivi dell'informativa povera, ritengo che, nella formazione di base, l'informatica debba essere "povera" nella macchina e nel "software" per costringere gli alunni ad esercitare il massimo di "astuzie" nell'utilizzo, per vivere in modo attivo, stimolante e "concreto" l'apprendimento, per demitizzare la macchina e farne uno strumento di promozione umana e di progresso.
Le risorse disponibili. La consapevolezza di dover sempre interrogarsi sulle esigenze del territorio e la convinzione di aver individuato nell'introduzione dell'alfabetizzazione informatica nella scuola una risposta congrua, nei limiti delle risorse disponibili, a un problema culturale sentito e condiviso, ha indotto gli insegnanti del plesso a tempo pieno di Buia-Avilla ad attuare, a partire dall'anno scol. 1987/88, una sperimentazione didattica che teneva conto delle seguenti condizioni: a) la mia preparazione specifica, frutto di un appassionato, lungo e continuo studio da autodidatta, coniugata con una più che ventennale esperienza di insegnamento; b) la possibilità di disporre nella scuola dell'attrezzatura (di mia proprietà) indispensabile per le esercitazioni; c) la disponibilità di un'insegnante della Dotazione organica aggiuntiva che mi avrebbe sostituito nella mia classe durante l'attività di informatica. Dall'inizio del corrente anno scolastico la scuola elementare di Avilla dispone di un nuovo computer, un ASEM DESK 3011, completo di tastiera, monitor monocromatico e stampante semigrafica, grazie a una felice intesa tra l'Amministrazione comunale e l'ASEM, un'azienda bujese, leader a livello nazionale e internazionale nel settore dell'elettronica. L'apparecchiatura va a sostituire efficacemente, completandola, quella già da me messa a disposizione: un APPLE e un SINCLAIR Spectrum 48 nell'anno scol. 1987/88, un ASEM PC 100 nell'anno successivo.
Quale didattica? A questo punto si rende necessario proporre una netta e fondamentale distinzione tra "didattica del computer", "didattica col computer" e "didattica computerizzata". Al di là dell'efficacia della distinzione terminologica, con la prima si identifica l'apprendimento dell'uso del computer, con la seconda l'uso del computer in una didattica della risoluzione dei problemi, con la terza l'utilizzo della macchina come protagonista della didattica. Quest'ultima, normalmente la più diffusa nelle scuole, si sviluppa in più direzioni che vedono il computer come insegnante, esercitatore, simulatore, costruttore di situazioni e di storie. Pur riconoscendo la validità della didattica computerizzata, che fa riferimento più o meno diretto al C. A. I. (Computer Aided Instruction = il computer come sussidio dell'istruzione), ritengo che la scuola di base debba privilegiare la didattica con il computer (e gli aspetti cognitivi ad essa sottesi), e la sua indispensabile interazione con la didattica del computer (intesa come studio, conoscenza fondamentale della macchina e di alcuni linguaggi fondamentali).
Organizzazione, obiettivi e contenuti dell'attività Nella scuola di Avilla, attualmente, l'informatica viene proposta ogni venerdì, per la durata di un'ora, a gruppi di alunni del secondo ciclo che liberamente hanno aderito alla stessa (gli alunni di terza e di quarta sono ancora tutti presenti, ma è prevedibile che diversi si ritireranno non appena l'iniziale curiosità dovrà essere sostituita da un reale impegno sostenuto da un interesse non banale). L'attività si propone i seguenti obiettivi generali: a) conoscere e utilizzare a livello essenziale il computer e alcuni suoi linguaggi evoluti (basic e logo); b) scoprire la potenza e la versatilità del logo oltre la "geometria della tartaruga" con la quale questo linguaggio strutturato troppo spesso viene ingiustamente identificato; c) conoscere e utilizzare nella soluzione di semplici problemi programmi per l'elaborazione di testi (word processor), il calcolo (tabelloni elettronici), l'archiviazione e la ricerca di informazioni (database); d) arricchire il modo di pensare e di agire; e) verificare e consolidare gli apprendimenti; f) saper lavorare in gruppo, confrontare e valutare le proposte sotto la guida dell'insegnante tutore e stimolatore. Sono previste sostanzialmente queste fasi di applicazione: a) analisi del problema, individuazione dei contenuti, degli obiettivi, delle strategie, dei prerequisiti; b) ricerca, verbalizzazione e analisi dell'algoritmo risolutore; c) strutturazione standard dell'algoritmo (diagramma di flusso); d) analisi-individuazione delle possibilità offerte dal computer; e) traduzione del diagramma in programma; f) confronto dei listati dei programmi, dei comandi utilizzati e della loro sintassi; g) utilizzazione del programma/dei programmi per la risoluzione del problema; h) analisi della soluzione; i) confronto-verifica dei risultati ottenuti con l'impiego di mezzi standard; l) generalizzazione del problema e dell'algoritmo; m) revisione-definizione del programma e sua conservazione su supporto magnetico e cartaceo. Il computer viene prevalentemente utilizzato per costruire programmi nella didattica del problem solving (aritmetica, geometria e scienze, in particolare), per costruire-utilizzare prove di verifica, semplici lezioni di apprendimento e di rinforzo, in collegamento con i curricoli proposti nelle singole classi di appartenenza, in relazione ai livelli di capacità dei gruppi. I contenuti si agganciano prevalentemente a quelli dell'aritmetica e geometria (peso netto-lordo-tara, compravendita, medie, percentuali, perimetri-aree-volumi di figure geometriche), delle scienze (classificazione di piante-animali), ecc. I programmi di rinforzo-verifica riguardano soprattutto l'informatica, la storia, la geografia, le scienze, l'ortografia, il calcolo mentale. |