I grandi Bujesi nell'intitolazione delle scuole del Comune di Mirella Comino | |
Alessandro Manzoni o Pietro Menis? Guglielmo Marconi o Maria Forte? Caterina Percoto o Emma Pauluzzo, oppure Luigi Vriz? Nessuno ha in mente di indire un referendum per capire come la pensano i Bujesi rispetto all'intitolazione delle scuole dell'obbligo che funzionano nel territorio comunale, ma, nel caso in cui si dovesse fare, ci sono buoni motivi di credere che la maggioranza delle preferenze andrebbe certamente ai nomi dei personaggi locali. E tuttavia non deve essere ritenuto, questo, un segno di caduta di stima o di riconoscenza nei confronti dei grandi che hanno dato contributi ineguagliabili alla letteratura, alla scienza ed in generale alla cultura nazionale di tutti i tempi. Come si spiega, allora, la tendenza di questi anni di riportare in casa tanta parte dei nomi che identificano strade, piazze ed e strade, piazze ed edifici pubblici, tra i quali le scuole? Si sono versati fiumi di inchiostro sul bisogno di ricostruire, nei nostri paesi, non solo l'identità fisica, ma anche quella culturale che le vicende del terremoto rischiavano di disperdere ed è certamente in questi indirizzi di politica culturale che trovano ragione tante iniziative che hanno riportato in primo piano la storia, la lingua e la tradizione locale ridimensionando gli spazi della grande storia, della lingua ufficiale, della macrocultura. Non è quindi necessario né opportuno insistere con analisi storiche e politiche che tutti hanno visto svilupparsi in questi anni seguendo l'evoluzione culturale delle nostre comunità. Tuttavia, non è forse così evidente, perché più specifica, la ragione per cui qui a Buja si sono scomodate intricate procedure burocratiche che per cambiare l'intitolazione ad alcune scuole che onoravano il nome di personaggi nazionali di grande valore letterario e scientifico. Ecco in breve i momenti significativi di questa scelta. Nel 1985, a meno di dieci anni dalla scomparsa e quindi con un impegno aggiuntivo, in termini di difficoltà procedurale, per la Direzione didattica e l'Amministrazione civica che seguivano l'iter burocratico, la scuola elementare di Avilla veniva intitolata a Maria Forte (1899-1979) poetessa e narratrice bujese. L'edificio scolastico, in realtà, era stato ricostruito per le frazioni di San Floreano, Avilla, Tonzolano, Sottocolle ed Andreuzza rispettando all'inarca lo stesso bacino di utenza preesistente al 6 maggio 1976 (nella ristrutturazione della rete scolastica successiva al terremoto si erano aggiunte solo Tomba e Saletti), tuttavia non era più ubicato a San Floreano, al posto della vecchia scuola distrutta dal sisma, ma presso il centro di Avilla. Poteva quindi rientrare nella condizione di "nuovo plesso scolastico" evitando di dover giustificare l'abbandono del nome "Guglielmo Marconi", cui era stato dedicato l'edificio preesistente. Quest'anno, 1999, dovrebbe compiersi l'iter che porterà al passaggio delle consegne da Alessandro Manzoni a Pietro Menis nell'intitolazione della scuola elementare di Santo Stefano. Iniziata mesi fa con la proposta del Consiglio di Interclasse di quel plesso, la pratica ha compiuto il suo percorso formale ed aspetta soltanto che tutto sia pronto sotto l'aspetto organizzativo per dare degno risalto alla giornata inaugurale nella quale sarà onorata la figura del nuovo titolare, Pietro Menis (1892- 1979) scrittore e storico bujese. Più complesse le ipotesi , per ora non concrete e supportate solo da opinioni,di una nuova intitolazione della scuola di Madonna, che porta comunque il nome di un grande personaggio "nostrano", la scrittrice friulana Caterina Percoto. Il plesso, che riunisce le due grosse frazioni di Madonna ed Urbignacco, ha un non facile problema di scelta, avendo già al suo interno una lapide che ricorda la maestra Emma Pauluzzo, (1901-1984) fondatrice del gruppo folkloristico dei Balarins di Buje, nativa di Urbignacco, ma non può dimenticare la presenza culturale del maestro Luigi Vriz, (1891 1971) musicista e compositore di villotte, nato a Raveo ma vissuto a Madonna, cui ha lungamente dedicato il suo impegno artistico e professionale. È invece un problema risolto fin dai tempi della sua istituzione a terzo ciclo della scuola dell'obbligo, negli anni '50, l'intitolazione della locale scuola media ad Enrico Ursella, (1887-1955) pittore neorealista, anch'egli bujese, della famiglia dei "Gurìn", che ha lasciato nel suo paese tracce straordinarie del suo talento artistico, come gli affreschi della cupola nella chiesa di San Bartolomeo, presso il cimitero monumentale di Santo Stefano. L'impegno di questa scuola, ormai accorpata sotto l'aspetto giuridico all'Istituto "Andervolti" che ha sede a Majano, è oggi piuttosto quello di non perdere la consapevolezza della personalità di cui vanta il nome e di far valere le ragioni dell'identità artistica e culturale bujese in tempi in cui le parole "razionalizzazione" e "ristrutturazione", riferite alla rete scolastica, sembrano le uniche ad avere diritto di sopravvivenza per far quadrare i conti. In tutti i casi, comunque, il legame che si stringe tra la scuola ed il personaggio di cui essa porta il nome è sempre più spesso un legame consapevole, significativo, concreto. E consapevole perché gli alunni non sono obbligati ad impararlo dai libri o dalla tivù, che raccontano la stessa lezione qui come a Torino o a Napoli, ma lo riscontrano nelle testimonianze, a volte di prima mano, dei familiari e dei conoscenti, lo scoprono nelle vecchie fotografie, lo approfondiscono nei testi che parlano la lingua dei Bujesi e raccontano di luoghi, vicende e momenti che sopravvivono nella memoria di molti. E significativo, perché comprende intrecci vicini alla sfera dei sentimenti: il papà era a scuola con Maria Forte, la nonna ricorda l'austera figura di Pietro Menis che, nel suo negozio di tabacchi, aveva sempre una parola di partecipazione alle storie delle famiglie bujesi. Soprattutto, chi può misurare in un bambino l'emozione di conoscere di persona Andreina Ciceri, figlia di Maria Forte, o Gian Carlo e Gherardo Menis, o di scoprire lontani, a volte improbabili legami di parentela o amicizia che rendono importante il bisogno di conoscere di più su quel personaggio da cui attingere luce riflessa? E poi, anzi, deve essere, un legame concreto, partecipato, costruito su uno scambio produttivo in cui l'opera del personaggio diventa punto di partenza per un progetto da interpretare e realizzare con le mani e l'attenzione del bambino. Le pitture murali, eseguite con tecniche di collage collettivo, che rischiarano i muri della scuola elementare "Maria Forte" sono tuttora presenti a ricordare la giornata inaugurale in cui autorità e comunità scolastica consegnarono solennemente l'edificio alla memoria della scrittrice di Avilla. "Atôr par Buje cun Maria Forte", un fascicolo realizzato con mezzi artigianali dagli alunni di qualche anno fa è tuttora un esempio di come lo studio della realtà locale negli aspetti storicogeografici possa agganciarsi alla presenza ideale dell'autrice della celeberrima poesia "Buje". Per il 1999, invece, trovandosi a commemorare il centenario di nascita ed i vent'anni della scomparsa della Forte, gli alunni sono impegnati a realizzare un progetto che li vedrà lettori e commentatori degli splendidi versi contenuti in "Peraulis" e "Vôs disdevore" opere in poesia che la scuola intende, tra l'altro, trasformare in medaglie, mettendo a frutto un'esperienza che gli alunni hanno già realizzato con successo a commento delle leggende bujesi. Per la scuola di Santo Stefano, invece, fervono i preparativi che dovranno concludersi in una solenne intitolazione a Pietro Menis. Le "Contis" e i "Racconti" dello scrittore, raccolti nel volume commentato da Carlo Sgorlon che il Comune gli dedicò nel decimo anniversario della scomparsa, sono diventati terreno fertile di ricerca per lo studio della vita del personaggio, inquadrato nei tempi in cui essere bambini significava partire verso l'avventura dolorosa della fornace in Baviera ed hanno offerto materiale che troverà interpretazione in un prodotto cinematografico. Madonna è in fase di riflessione. Ma con o senza intitolazione ufficiale, i personaggi locali sono nel cuore e nei programmi della comunità scolastica, come hanno dimostrato le iniziative che hanno visto gli alunni interpreti di opere di Luigi Vriz e di studi sulla "Maestre Eme". Al di là di ogni arricchimento culturale e ben oltre l'autocompiacimento campanilistico, dunque, l'intitolazione delle scuole di Buja ai suoi grandi personaggi è un atto di riconoscenza, anche quella dei bambini che diventano consapevoli delle locali risorse. Un paese non può crescere senza questo sentimento, che è espressione della sua consapevolezza di far parte della storia e della civiltà. |