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La Scuola Elementare

sperimentale di Buja

di Guerrino Zanoni

(Direttore Didattico -  Buja)

 

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Abbiamo ritenuto doveroso invitare il dott. Zanoni, appassionato studioso dei problemi scolastici, animatore di un folto gruppo di maestri « sperimentatori» (è infatti presidente di un'associazione denominata Movimen­to di Sperimentazione Didattica — che opera a livello sia regionale che internazionale, avendo costituito un Comitato con i rappresentanti scola­stici delle vicine Carinzia e Slovenia ed ha lo scopo di aggiornare la pro­pria preparazione professionale alla luce delle più moderne e avanzate teorie pedagogiche e psicologiche) a parlare   della   sua   scuola.

Si tratta, come ognuno può essersi reso conto leggendo il presente articolo e come più efficacemente lo può constatare visitando la scuola stessa, di strutture intese a capovolgere la concezione della Scuola tradizionale, che tutti conosciamo, offrendo dei mezzi e dei sussidi che pongono lo scolaro al centro dell'attività educativa  e  di  apprendimento.

La riprova che la scuola di S. Stefano può additarsi a modello fra tutte, è data dal fatto che è stata oggetto di visita da parte di eminenti personalità, scolastiche e non, italiane e straniere (ricordiamo le visite dei dirigenti delle scuole serbo -croata, slovena, austriaca, germanica per non parlare di quelle delle nostre autorità provinciali, regionali e nazionali), di numerosissimi insegnanti della Regione e, a scopo preminentemente di studio, dagli allievi aspiranti maestri degli Istituti Magistrali. Esattamente un anno fa, il dott. Zanoni veniva invitato nella Serbia-Voivodina, da quelle autorità scolastiche, per illustrare presso gli Istituti Padagogici, con una serie di conferenze, i metodi e le finalità delle attrezzature realizzate nella scuola di S. Stefano.

Quale poteva essere più meritato e significativo riconoscimento di questo?

Dalle colonne di questo «numero unico » ci è gradito rivolgere al dinamico direttore delle nostre scuole, noto per le sue brillanti doti di oratore ma soprattutto per la sua fede profonda e convinta nella necessità di un rinnovamento della scuola e dei suoi metodi d'insegnamento, il nostro plauso, il ringraziamento più sincero e l'augurio di veder realizzati compiutamente i suoi propositi che coincidono in definitiva con l'interesse ed il bene dei nostri alunni.


Il discorso sulla Scuola sperimentale di Buja-S. Stefano sarebbe molto lungo. Nel breve spazio concessomi non posso che presentare crudamente i nuovi strumenti di cui la Scuola è stata dotata, nella loro motivazione psicologica e socio-pedagocica e nella loro collocazione didattica.

La scuola è una istituzione sociale nella quale il fanciullo e l'adolescente devono trovare le condizioni più idonee per il loro sviluppo.

Compito della scuola di base nel suo primo grado è: sviluppare le capacità fondamentali dell'uomo; fornire gli elementi della cultura; tendere ad una formazione integrale della persona umana.

Il processo educativo, dal punto di vista formale, si attua in quattro momenti: 1) gli scopi che si intendono realizzare; 2) gli strumenti che in relazione a quegli scopi sono utilizzati; 3) l'organizzazione concreta secondo cui è articolato l'uso degli strumenti; 4) il controllo inteso ad accertare se e fino a qual punto gli scopi proposti sono stati raggiunti mediante l'utilizzazione degli strumenti prescelti e dal modo in cui questi ultimi sono stati utilizzati.

Nello stadio dello sviluppo umano relativo alla scuola dello obbligo unica fonte cui attingere per l'insegnamento è la natura, opera del Creatore, che dà il senso dell'ordine, dell'equilibrio, del bello, del vero, del buono. Nella scuola elementare, pertanto, alla base dell'attività scolastica si pone lo studio dell'ambiente, nel significato di elaborazione in termini di cultura dei dati ambientali. In sede educativa si afferma la necessità di realizzare l'incontro tra il fanciullo e la natura, tra il fanciullo  e  l'opera  dell' uomo, tra il fanciullo e quelle opere che costituiscono il prezioso patrimonio artistico della nostra civiltà.

 

 In generale le scuole sono dotate di alcuni strumenti moderni quali i sussidi audiovisivi e le biblioteche scolastiche. Tenendo conto però del modo e del tempo in cui questi strumenti vengono usati, si può francamente dichiarare che il loro apporto, sia dal punto di vista formativo che da quello didattico, è presso che nullo. Se si vuole fare di questi strumenti validi mezzi di formazione e di informazione è necessario ed indispensabile predisporre il loro uso in modo organico e programmato. Si rende in definitiva indispensabile una radicale ristrutturazione del piano di azione didattica per quanto riguarda l'organizzazione concreta dell'uso dei mezzi attuali ai quali, a Buia, sono stati affiancati altri mezzi nuovi: museo didattico di storia naturale - aula laboratorio - galleria degli uomini illustri del Comune - galleria degli uomini illustri friulani - teatro - attrezzatura dei cortili per la ginnastica libera.

Il museo

E' stato concepito secondo un' idea centrale conduttrice, materializzata in un grande pannello posto sulla parete di fondo della vasta sala: dal centro in alto scendono dei raggi illuminati (Creatore); a metà circa del pannello sono raffigurati i tre regni: vegetale, animale, minerale (il mondo); partendo da destra in basso e lungo tutta la base del pannello è rappresentato l'uomo sulla terra: dalla caverna al grattacelo sono caratterizzate le tappe della sua ascesa. Dio, il mondo, l'uomo. L'uomo che, attraverso la scoperta del mondo, opera di Dio, sale verso la perfezione, scandendo attraverso i secoli le tappe della civiltà; creando la propria storia e la propria cultura. L'insegnamento non è che la trasmissione degli ordini della cultura alle nuove generazioni.

I   materiali sono disposti in vetrine secondo il seguente ordine logico e didattico: la terra su cui viviamo (raccolta di fossili); l'uomo e i minerali (i marmi della Regione, italiani ed esteri); altre pietre (porfidi e graniti); calcare, argilla, marna,
caolino, silice, gesso (calce, cemento, laterizi, ceramiche, pietre dure); i metalli (minerali metallici); l'uomo e il mare
(conchiglie); l'uomo e gli animali; l'uomo nel tempo (reperti archeologici); l'uomo e le tappe della sua civiltà (vetro - argilla - petrolio - elettricità - ecc.; esempi dalla materia prima ai manufatti).

Nella sala son disposte pure due vetrine, una per la biblioteca specializzata per le ricerche, l'altra per la filmoteca, ricca di oltre 200 filmine.

 

Il  museo si pone come strumento che rinnova oltre che il contenuto il metodo d'insegnamento « un metodo in questo caso fatto di osservazioni, di esperienza reale delle cose, di informazione diretta e stimolante pertanto la fantasia creatrice degli alunni. La lettura può spingere solo a sognare o a evadere, come usa dirsi, ma la osservazione diretta della natura, la manipolazione degli oggetti sollecita senza altro l'immaginazione e la creatività » (Vol picelli).

Cosa attrae maggiormente il fanciullo in questa età? Le cose, i fenomeni; le cose nella loro bellezza, nell' ordine, nell' equilibrio del creato; i fenomeni stimolatori di domande che vogliono una ripsosta (senso del mistero come punto di partenza) e suscitano l'impegno della ragione nella ricerca, nell'esperimento per superare il fenomeno e darne una spiegazione scientifica.          

Con gli strumenti di cui le scuole dispongono attualmente, si danno ai fanciuli suoni, immagini e parole; manca la cosa reale. Dalle cose derivano i suoni, le immagini, le parole, Poniamo pertanto alla base dello insegnamento le cose reali. Ecco una delle motivazioni psicologiche del museo didattico. La cosa reale suscita curiosità, fa sorgere nuovi interessi e nuovi problemi per la soluzione dei quali si prospettano nel loro vero valore i moderni sussidi ed espedienti didattici. Il Museo diventa il laboratorio delle molteplici esperienze del fanciullo e pertanto la fucina della formazione del suo pensiero: dai dati alle generalizzazioni.

Il dato reale porta alla ricerca sul libro ed al completamento della conoscenza tramite proiezioni e talvolta all'esperimento pratico. Ecco come vengono a porsi in un organico contesto programmatico: la biblioteca scolastica (museo e ricerca sul libro); i sussidi audiovisivi (proiezioni di film o di filmine a completamento delle ricerche); l'aula laboratorio (museo e laboratorio ove avviene la verifica sperimentale, ultimo atto della conoscenza).

Il museo inoltre stimola l'aggiornamento culturale degli insegnanti; si pone come centro unificatore delle energie e delle iniziative individuali dei docenti; diventa centro di fusione e cimenta la collaborazione tra scuola e famiglia; stimola gli alunni alla partecipazione attiva all'insegnamento. Il suo valore sociale si afferma in quanto avvia alla soluzione del problema del tempo libero e colma le lacune delle « esperienze-ponte »; stimola l'affermarsi delle inclinazioni ed il sorgere della vocazione per una consapevole scelta al momento dell'inserimento del giovane nella società.

Aula-laboratorio

E' stata allestita in apposito locale ed attrezzata per le seguenti attività manuali e artistiche: falegnameria, intarsio, linoleografìa, rame sbalzato, ceramica, modellaggio, lucidatura marmi, fusione metalli, ed altre.

Attorno ai tavoli possono essere impegnati in attività varie circa 25 alunni contemporaneamente. Qui il fanciullo viene guidato a compiere esperienze reali e verifiche che sviluppano le attitudini e le capacità sia dell'homo faber che dell'homo sapiens.

Un' appendice dell' aula laboratorio è l'aula, appositamente attrezzata, per le attività di Doposcuola.

Galleria Uomini illustri

La scuola di S. Stefano è stata dotata di una galleria di bujesi illustri (Giandomenico Guerra - Giampaoli - Monassi - Galina - Pezzetta - Ursella - Nadia Pauluzzo - Maria Forte - Pietro e Giancarlo Menis) e di una galleria di friulani illustri (n. 25 personalità). Se nella scuola dell'obbligo, l'ambiente si pone come base per lo sviluppo dell'intelligenza, per la conquista dei dati del sapere e per l'assimilazione degli elementi della cultura, deve pure offrire alla riflessione dell' alunno i personaggi illustri, figli dell'ambiente stesso, che in esso si son formati  «che, superando il breve cerchio della loro piccola patria, con le loro opere hanno validamente contribuito al moto ascensionale dell'umanità. Il dialogo con questi uomini stimolerà l'interiore processo di autoformazione della personalità degli alunni, in quanto essi, come modelli, rappresentano la luce dei valori espressi dalla civiltà del loro ambiente.

 

Il Teatro

Dice Giannina Noseda: « Il teatro nella scuola ha un posto di rilievo, non tanto per il risultato dello spettacolo quanto per la particolare atmosfera che si crea nella scuola nel periodo della preparazione, per la padronanza di se stessi che i bambini raggiungono, per la collaborazione che tutti portano al risultato comune ». Noi abbiamo concepito e realizzato il teatro come centro da cui si irradia un serie di attività finora trascurate: mimodramma (musica e ritmo), recitazione, canto, cori parlati, ritmo, educazione del corpo, sonorizzazione, musica, attività pratiche e manuali, educazione  sociale, educazione civile (comportamento), modo nuovo ed esaltante dello insegnamento linguistico, sia sul piano assimilativo che su quello espressivo.

Il teatro stimola lo sviluppo psicologico del singolo e contribuisce all'affiorare delle attitudini. E' forte strumento di educazione individuale di educazione alla socialità (collaborazione co gli altri per la realizzazione di un'opera comune). Pone su un piano nuovo e dinamico il problema del rapporto scuola e famiglia. Cimenta l'attività di plesso.

E' stato sperimentato che è la via più interessante e suggestiva per guidare gli alunni alla conquista delle strutture logiche e linguistiche.

La sala ha una capienza di 150 posti: è dotata di organo elettrico e di proiettore sonoro per proiezioni cinematografiche.

 

Attrezzatura dei cortili per la ginnastica libera

Dice il Cottone: « Non potendo protrarre le ore di insegnamento scolastico oltre i limiti imposti  dall'igiene  mentale, si

possono protrarre le ore di edu­cazione, considerando le attivi­tà recreative, espressive e di mo­vimento, come atività formative fuori dagli schemi dell'insegna­mento formale ».

Quelli del libero gioco agli at­trezzi sono attimi che lasciano traccia indelebile nella vita del fanciullo. Ecco il motivo per cui sorgono i campi-gioco Robinson ed ecco il motivo per cui abbia­mo dotato la scuola di S. Stefano di una particolare attrez­zatura dei cortili per la ginna­stica libera. Abbiamo voluto mettere a disposizione dei fan­ciulli dei mezzi che li attimo du­rante i brevi periodi di tempo libero e la loro ricreazione di­venti parte integrante dell'edu­cazione. « Nessun metodo di e-ducazione fisica vale quanto i giochi di movimento, sia perchè interessano quasi sempre l'or­ganismo nel suo insieme, sia perchè corrispondono esatta­mente agli interessi psichici di ciascuna età ». (Hubert).

I nuovi strumenti di cui è dotata la scuola di S. Stefano di Buja vengono a collocarsi nel preciso concetto della didattica del realismo situazionale che così si precisa: creare nella scuola situazioni reali, porre il fanciullo in realtà situazionali e guadarlo in modo che abbia la possibilità di compiere naturalmente le proprie personali esperienze, in clima di vita vera, per sviluppare capacità ed acquisire abitudini comportamentali. « L'ape sugge direttamente il succo dei fiori e non beve lo sciroppo fatto dalle buone massaie » (Richter).

Possiamo concludere affermando che queste nuove strutture hannno incidenze profonde nella dimensione del processo educativo stesso; portano a nuove e più aggiornate metodologie, stimolando negli educatori una coscienza educativa più aperta alle esigenze dei tempi nuovi che incalzano.