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DALLA PARTE DI CHI RESTAVA

Il mio ricordo ed i racconti dei parenti si confondono intorno all'età di due anni, quando un avvenimento importante segnò un cambiamento profondo nella mia vita: i miei genitori, come tante altre persone di quei tempi, emigravano nell'America del Sud, e precisamente in Venezuela.

Rimasi affidata alla cura dei nonni paterni assieme a mio fratello e mia sorella, di qualche anno più vecchi di me. Nella mia mente il Venezuela era una terra da favola. Nelle foto che ricevevo tutti apparivano felici e sorridenti, quindi era veramente il paese di Bengodi e nella mia fantasia vedevo sconfinate distese di banane, che allora, da noi, erano un frutto di lusso.

 Nonostante fossi la più piccola, riuscivo sempre ad ottenere nei giochi quello che volevo, perché al momento opportuno formulavo la minaccia: quando andrò in Venezuela, passando con l'aereo sopra casa nostra non vi butterò le banane! Sentivo forte la mancanza di mamma e papà, ma senza rendermene conto in modo chiaro.

 Per questo riversavo il mio affetto sugli zii ed avevo un forte senso di possesso anche per quelli dei miei cugini, che non avevano alcun legame di parentela con me, ma che mi ostinavo a chiamare "zio e zia" come gli altri, proibendo ai miei cugini, che invece quella parentela ce l'avevano, di chiamarli allo stesso modo, perché tutti erano zii miei, e di nessun altro! Rimpatriò per prima mia madre ed ebbi qualche difficoltà a collocarla nel posto giusto, nella mia mente. Per qualche tempo mi ostinai a chiamarla "Zia". Naturalmente, era la zia preferita!

Claudia Calligaro, mamma di Francesca, scuola elementare "Maria Forte"