Progetto anziani L'amministrazione chiede collaborazione alla scuola di Gloria Aita | |
In questi anni stiamo assistendo, a livello nazionale, a due fenomeni strettamente collegati: da una parte la denatalità, perciò una diminuzione delle nascite; dall'altra l'invecchiamento della popolazione. Oltre a ciò si può affermare che il nonno di oggi è una figura nuova, diversa da quella tradizionale. Sappiamo che nella famiglia patriarcale, dove convivevano più generazioni sotto lo stesso tetto, l'anziano rappresentava l'autorità dell'esperienza. Con la società moderna, di tipo industriale, è prevalente la famiglia mononucleare, composta solo dai genitori e dai figli: la conseguenza che ne deriva è l'isolamento degli anziani e spesso il loro ricovero in Casa di Riposo. Questi fenomeni sono ormai di tali proporzioni che devono essere considerati una questione primaria, a carico dell'intera società, che richiede interventi affidati non solo alla generosità ed alla solidarietà private. E necessario attivarsi per formare una cultura nuova, che si materializzi concretamente. E previsto che nel 2000 l'età media femminile sarà di 87 anni, quella maschile di 81: vivremo a lungo, dunque, e dovremo essere in condizione di vivere meglio. A questo scopo è essenziale svolgere un'azione pratica, basata su una progettualità che stabilisca obbiettivi raggiungibili sia a breve che a lungo termine. "Facciamo per gli anziani di oggi quello che vorremmo fosse fatto a noi, anziani di domani". Costruiamo per il futuro, ma diamoci da fare subito, nel presente, perché chi vive ora la fase della terza età non può attendere! Il "Progetto Anziani" al quale l'Amministrazione Comunale sta lavorando prevede due direzioni di operatività. La prima comprende degli interventi rivolti direttamente agli anziani, per promuovere iniziative intese a migliorare le loro condizioni di vita e per scongiurare l'emarginazione sociale. La seconda comprende un'azione educativa dei giovani, volta a stabilire un raccordo tra la nuova e la vecchia generazione: ed è qui che si evidenzia il ruolo importante della scuola. La scuola, veicolo di una cultura nuova. Gli anziani sono i custodi di quei valori morali e ideali che costituiscono l'identità di una comunità, della quale esaltano la dignità, l'opera ed è perciò opportuno coinvolgerli nella promozione dello sviluppo del Paese, come portatori di risorse morali e di esperienze. L'azione educativa della scuola, d'altra parte, è tesa soprattutto a sviluppare la partecipazione dei giovani al processo di elaborazione, oltre che di trasmissione, della cultura. Secondo il Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione "la Scuola è un importante punto di riferimento ed al tempo stesso crocevia di problemi della società", per cui "è un fattore strategico capace di affrontarli e concorrere a risolverli in termini di consapevolezza critica e di formazione delle coscienze". Alla luce di queste affermazioni appare quindi molto interessante il ruolo che può avere la scuola e pertanto la funzione docente, nella costruzione di una cultura nuova che rivaluti l'anziano. Ed è auspicabile che, come stabilisce la normativa scolastica, il rapporto tra Ente locale e Circolo didattico sia di collaborazione in vista di validi obbiettivi comuni. È ormai una tradizione per le scuole di Buja andare a far visita agli ospiti della Casa di Riposo in occasione del Natale, del Carnevale e della Pasqua. Ma se vogliamo fare di più per sensibilizzare i giovani, e quindi anche la comunità, ai problemi della terza età bisogna far capire loro che non basta andare a trovare i nonni alle feste comandate. È necessario svolgere delle attività all'interno della scuola stessa, che coinvolgano in modo attivo le persone anziane. Molte di loro sarebbero ben felici di dare un contributo al lavoro scolastico, e quindi alla formazione dei ragazzi, mettendo a disposizione la propria esperienza. Durante gli anni passati alcuni nonni hanno portato delle personali testimonianze raccontando alle scolaresche alcuni fatti della loro vita, presentando alcuni interessanti spaccati del tempo passato. Per il corrente anno scolastico, l'Amministrazione propone alla scuola di prevedere nella programmazione didattico-educativa l'inserimento degli anziani. Il loro compito potrebbe essere quello di insegnare ai bambini le tecniche per svolgere alcune attività di tipo artigianale o produrre oggetti artistici. Si potranno creare degli spazi, per esempio, dedicati alla lavorazione dei vimini o dei cartocci, all'intaglio del legno, al ricamo, alla confezione di bambole di pezza o di giocattoli costruiti con materiale povero (come la palla ricavata da vecchie camere d'aria di bicicletta). Nel contempo, sotto la capace guida degli insegnanti, si possono realizzare servizi fotografici, disegni, relazioni scritte che testimoniano le esperienze vissute assieme da nonni e bambini. A coronamento di questo lavoro, al termine dell'anno scolastico, si potrebbe realizzare un'esposizione aperta alla comunità, che raccolga tutto il materiale e la produzione dei "maestri", cioè i nonni, affiancata da quella degli allievi. Questa proposta, realizzabile grazie alla professionalità ed alla collaborazione degli insegnanti, rappresenta un'opportunità di incontro tra passato e presente, ma non occasionale. E un modo concreto di stabilire un più stretto rapporto culturale ed affettivo tra gli anziani, i giovani e quindi tutta la comunità stessa. Anziani in salotto: un'iniziativa che coinvolge la comunità Riguardo le attività intese a migliorare le condizioni di vita dell'anziano ed a rimuovere l'emarginazione o lo stato di solitudine in cui molti vivono, a Buja l'Amministrazione Comunale sta attuando delle valide iniziative. Tra queste merita una segnalazione quella denominata: "Anziani in salotto", iniziata ad ottobre ed organizzata dall'assessorato all'Assistenza assieme ad un efficiente gruppo di volontari, tra cui si distinguono per disponibilità ed entusiasmo, le signore Wanda Nicoloso, Frida Ursella, Franca Vacchiano, Maria Luisa Plos e Bruno Papinutto. A mercoledì alterni, dalle 15 alle 17, tutti gli anziani del paese che lo desiderino si incontrano al Centro Anziani, grazie anche alla disponibilità della direttrice Suor Lucia, dove vengono organizzati dei pomeriggi ricreativi: si gioca a tombola o a carte, si canta o si ascolta musica, si chiacchiera e si gustano dei dolci squisiti preparati dalle intrattenitrici. Sono programmati anche degli interventi da parte di alcune associazioni. La soddisfazione più grande è quella di constatare che dedicare del tempo alle persone anziane le aiuta concretamente ad uscire dalla solitudine, dalla tristezza o dalla monotonia quotidiana; soprattutto da gioia percepire il senso di gratitudine dimostrata da persone che hanno, sì, molto bisogno di ricevere calore umano, ma che ne sanno anche dare tanto. |