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Balon

di Maurizio Masai

 

 

 L'autore Maurizio Masai vive a Buja e svolge l'attività di bibliotecario presso l'Università degli studi di Udine.

Ha pubblicato “Campo Lessi, storia o leggenda” (Campanotto, 1985) e, in collaborazione con Patrizio Spezia “Rigore è quando arbitro

fischia” (Arti Grafiche Friulane, 2004).

di Bruno Pizzul

Ci viene proposta una singolare banca dati: raccoglie i nomi dei giocatori del Friuli Venezia Giulia. Mamma mia, quanti sono! Intendiamoci, mica tutti campioni di prima grandezza, ci sono dentro perfino io che per la verità mi sento poco meno che un intruso, ma danno la misura di quanto il calcio sia stato a lungo l’approdo sognato e inseguito da tanti ragazzi delle nostre contrade. E mica alle spalle avevano avuto scuole calcio organizzate, genitori pronti a incoraggiarli e stimolarli, bei palloni colorati, equipaggiamento griffato. Mac­ché: la piazza, la strada, il prato, bene che andasse il Campetto dell’oratorio erano i luoghi dello svezzamen­to individuale e collettivo; al ritorno a casa era garan­tita la sgridata per aver perso tempo rubandolo allo studio o al lavoro; il pallone era un oggetto vagamente sferico pieno di gobbe e cuciture (la “palletta” fatta di vecchie calze bucate non era surrogato disprezza­bile); guai presentarsi al contrappello familiare con i vestiti sporchi o, peggio, le scarpe slabbrate. Un tiro­cinio terribile, vissuto come conquista, quasi condito con il gusto del proibito. Ricordi personali che risalgo­no all’immediato dopoguerra, ma a lungo la situazione è rimasta caratterizzata da un iniziale approccio spon­taneo e istintivo, sperando di approdare alla squadra del paese o del rione, dove però ti prendevano solo se già “conoscevi” il pallone e ne sapevi domare in ma­niera accettabile i capricciosi rimbalzi. Mi rendo conto di stare scivolando nello sterile rimpianto di tempi e modi di vivere il calcio attualmente impraticabili, ma, da vecchio pallonaro (se mi si passa il termine) fatico a capire perché si sia così drasticamente inaridito il ricchissimo filone dei calciatori targati Friuli Venezia Giulia. Grazie comunque all’ autore per la preziosa e paziente opera di ricerca che puntella nel modo giusto il patrimonio di valori calcisti­ci di cui le nostre terre vanno fiere.

Bruno Pizzul

di Lorenzo Buffon

Con grande emozione vedo realizzarsi questo magnifico progetto editoriale. Da quando l’auto­re Maurizio Masai e l’editore Andrea Mascarin mi hanno reso partecipe del loro meritorio intento, ho costantemente seguito l’evolversi di questo impo­nente lavoro di documentazione su noi calciatori friulani. Quest’opera mancava. Maurizio, Andrea e tutti coloro che vi si sono dedicati con le loro professionalità, hanno senz’altro colmato una lacuna, riunendo in queste pagine oltre 1300 nomi di calciatori professionisti che con le loro gesta hanno fatto la Storia del Calcio attraverso tre secoli.

Da parte mia sono lusingato dell’attenzione di mostratami. Certo è vero, ho vissuto tanti anni di calcio a livello nazionale ed internazionale, tuttavia questo riconoscimento mi inorgoglisce e mi rende ancor di più fiero di appartenere al Friuli, di ritrovarmi in questo grande gruppo di sportivi che hanno calcato con successo i terreni di gioco d’Italia e del mondo. É pur vero che la mia carriera si è sviluppata lontano dal Friuli, principalmente a Milano, ma come tutti, la gioia più grande la provavo quando ritornavo qui dalla mia famiglia, dagli amici veri, nella mia terra.

Ritrovo questa gioia nel vedere e sfogliare questo libro, nello scorrere tra le pagine tanti nomi a me cari, con gli occhi rivedo con piacere le foto di tanti colleghi e amici e nella mia mente riaffiorano ricordi bellissimi, pagine di Storia scritte dalle gesta spor­tive di questa grande famiglia di calciatori friulani e giuliani, alla quale mi sono sempre sentito onorato di appartenere.

Lorenzo Buffon