1936 Marzo

Ismaele Barnaba

 

La sera del 4 febbraio u. s. veniva data ufficialmente la notizia della morte in Africa Orientale del concittadino Capo Manipolo Ismaele-Barnaba.

Il primo Caduto di Buia, nell'attuale conflitto, ed' ancora il primo Ufficiale friulano - aveva 35 anni -.

Ismaele Barnaba stimato e apprezzato per le sue doti e qualità di lavoratore, cittadino e soldato intelligente e devoto, un'anno fa, abbandonava la famiglia che adorava, il paese e partiva volontario per l'A. O. coi primi scaglioni della 55a Legione Alpina CC. NN., alla quale apparteneva.

Ad Addi Caihè, nell'Eritrea nostra, dove fu primieramente destinato, in attesa del cimento, era diventato popolare tra le Camicie Nere etra i superiori per il suo entusiasmo e la sua attività. Appena scoppiata la guerra oltrepassava il confine col Battaglione formato dalle Camicie Nere Friulane e di successo in successo, superando asperità di terreno, fugando il nemico era giunto nel cuore del Tembien selvaggio dove a questi prodi era riservata la grande prova.

Il 17 e 18 dicembre Ismaele Barnaba partecipava a due combattimenti presso Debra Amba e Abbi Addi, Comandante di una compagnia d'avanguardia.

Il 18, informato che un forte nucleo abissino era nascosto fra le case di Abbi Addi, di sua iniziativa li attaccava cól suo plotone di friulani, impadronendosi della posizione e infliggendo perdite gravi al nemico, tra cui quattro influenti capi.

Di questo "combattimento, Padre Reginaldo Giuliani, l'eroico Cappellano delle CC. NN., che di pochi giorni doveva precedere il nostro Caduto nella verità dell'Eterno, aveva dato testimonianza con un suo scritto inviato al Console Gen. Liuzzi.

Il 21 gennaio negli aspri combattimenti che si susseguirono in quei giorni Ismaele Barnaba colpito da due pallottole, una delle quali esplosiva, cadeva pugnando.

Il 10 febbraio, anniversario della sua partenza dal paese, in Duomo si tenne la solenne officiatura.

Erano presenti tutte le Autorità locali e le notabilità, le organizzazioni e le scolaresche, tutto il Clero del Comune. Ma anche dai centri e dai paesi vicini giunsero Autorità e rappresentanze ; tra i quali il Federale cav. Primo Fumei, il Comandante della 55a Legione Alpina con altri ufficiali, il Podestà di Artegna e Venzone, il Vice Podestà di Gemona, l'Ispettore Scolastico To-neatti, i Fasci di Artegna e Cassacco : i Combattenti di S. Daniele e gli ex Alpini di Tarcento.

Il tempio era parato a lutto e nel mezzo era stato innalzato il Catafalco, attorno al quale si schierò un picchetto armato della Milizia di S. Daniele al Comando del C. M. Macuglia.


Celebrò, in assenza di Mons. Arciprete, Don Ernesto Dean con l'assistenza del Vicario di Avilla e Don De Caneva.

Una fiumana di popolo ha assistito alla mesta cerimonia.

Dopo l'assoluzione, nella Casa delle Istituzioni Fasciste seguì il rito fascista.

« La notista della morte dell'eroico Ismaele Barnaba mi giunse a Torino. Non potendo quindi essere presente alle esequie inviai telegraficamente condoglianze alla vedova ed al signor Podestà.

Non mi dimenticai però di suffragare l'anima del Caduto, I1 giorno 9 nella Chiesa della Consolata a Torino celebrai una S. Messa per implorare l'eterno riposo all'anima dell'estinto, conforto, consolasene e benedisione alla vedova ed alle tenere figlioline ».