La grande vuere di di Laura Nicoloso Pitzalis | |
Cuisà se al è tornât a cjase il soldât, za indevant cui agns, che si disarès sul Carso! Cuisà se al è tornât a cjase il zovin che al à voie di fâsi cognossi al so nassint: lassâi une muse di pari; a feveleràn i voi di ducj e doi, che a nus sbusin inmò vuê, ta chel font nût di une foto indulà che un segnâl al rive dome di pocjis olmis: une borace, il persac, ator dal cuel il tascapane. La vuere. No nus risulte, invecit, che e sedi restade olme di un ‘slogan’ par chês durissimis conseguencis vivudis de int di Buje inmò dal ’14, prime che in Italie e sclopàs la vuere, parvie di chei 4.500 emigrants rimpatriâts a la fin dal istât, des ‘Gjermaniis’, des tieris dal Imperi Austro-Ungaric indulà che a lavin a vore, in pravilegjos soredut. Buje in chê volte e veve plui di 10.000 di lôr. “27 luglio 1914: Incomincia il ritorno degli emigranti causa la guerra. … […] vengono a casa avviliti e senza denari. Viaggiano tutti gratis, Che confusione.” La ‘grande vuere’, cui patiments puartâts a dute la int, dai soldâts sul front aes fameis in profugance vie pa l’Italie, piês cun piês a di chei che a jerin restâts in paîs sot dai mucs, e à rivât a scancelâ i events dal ’14. Events che a vevin puartât fan, disocupazion, protestis, sioperos, organizazion di lavôrs di pale e picon par fâ su stradis par un plat di mignestre … Ancje tal romanç di Marie Forte “ Cjase di Dalbàn” si sbrisse vie sui fats dal ’14, par rivâ di bot ae vuere “ […] Une zornade si segnâ cu la crôs, sul lunari, chê dal dì di mai. Ducj i zovins a vistirin chê munture che ju puartave tes trinceis: su lis monts, sul ôr dai flums o tes busis di clap, Che al jere dut cussì il Carso, crot come un vues dispolpât. Busis come voglariis vueidis di une crepe di muart, dulà che si impoçave la aghe[…]”: il Carso. Carso al reste inficjât te memorie e tal nestri fevelâ, si identifiche cuntun puest gjeografic precîs, par stramuzâsi di “lûc” matereâl e reâl a lûc psicologjic: “il paltan, i pedoi, la pora soradut, la pora incuguiada intuna grusa, un muart dentri una busa, un berli da un murut, la pora che a ti sgarfa sot da piel…”. Carso e jere la impression di me frute par chê buse ingrispade, cuant che si gjavave il voli co il sudôr i coreve jù pal cerneli, par vê scjamât il cjar di fen a forcjadis fintremai sul toglât. E po il misteri di chê bale di veri che deventave cussì grande dentri de tace di aghe poiade sul sgabel de cjamare, che si veve intivât a viodi, lant a judâ Rose a pleâ i bleons apene tirâts jù dal fier dal piûl. Ma dal Carso no nus fevelavin i vecjos, a nô fruts. Miôr no tirâ fûr chei cantins. Si lu capìs il parcè ben leint il Diario della Guerra del 1915 (6) : “Il giorno 9 agosto mi tocca di andare in avamposto in unna trincea chiamata la trincea dei morti i cuali erano fissi e non si li potteva sepelirli. Erano austriachi. Una pussa irresistibile…[ …] Il 13 cominciavamo il fuocco di mattina e tutto il giorno…Cuindi siamo noi adeso che ci toca dare l’asalto. Le baionette lucidavano al sole. Ancora un momento sentiamo un colpo di canone la sesta compagnia nostra pronta per l’asalto; … Tre morti furono fatti saltare per aria. Le loro carni di non poterle nemeno ordinarle asieme… i nostri lanciabombe sono tuti morti e feriti… Nel tempo stesso si scatenò un tempoirale improviso che manada giù piogia e tempesta. Poveri feriti e poveri morti! Cuanto che li tocca di soffrire oltre le ferite mortali! Piova e vento, tempesta e fredo! E non si può andarli a prendere. […] L’indomani più aviliti ancora .. cuindi danno l’ordine di Savoia. La prima riga spauriti di cuelo macello che avevamo visto il giorno prima tanti si tratenevano. Io sbalzo fuori coi primi … Un altro sbalzo toca fare. Ormai si muore. Erano più i feriti e i morti che i sani. Un altro balzo. Andiammo fino in trincea loro. Ormai tocca di adoperare la baionetta che quella mi faceva impresione più di tutto. E poi ritorno indietro in prima linea che in cuella mattina pasando per il campo di battaglia trovavo i morti unno cua e uno là. In tanti posti anche fitti per tera. Dava un aspetto oribile a vedere che tuti i sassi erano bagnati di sangue. I morti li si vedeva bianchi con la bocca aperta e i denti strinti unghie che grattano la tera, i ochi stravolti […] il 20 di nuovo andarono da asalto altre compagnie .. Poi guardo in unna capanna che portavano fuori un morto e lì dentro c’erano tuti cuelli gravemente feriti che non venivano neanche medicati pogiatti sopra un po’ di paglia bagnatta del sangue di centinaia di individui e lì sono che gemono aspettando la morte … poi torno in trincea. Il tempo fa tempesta, neve, piogia e fredo. […] Il giorno 28 … non si trova altro che gambe di una parte braci dell’altra. Infatti tuti i corpi sfasciati. Non si vede un corpo intiero. Come è impossibile trovare il tenente. I sassi e i cadaveri era uno spessore di due metri. Erano sepolti nella cuantità dei sassi.[…]. Marie Forte e cjape la gnagn dal dicors par tiessi il rest dal romanç partint di Caporeto, di chel “front che al slacave. Si molà jù des cretis e e rivà ca de Sclavanie la sdrume dai soldâts talians che a vevin pierdût la tiere dai lôr muarts e il puest dai lôr torments di agns. E, daûr, i mucs ai talons… un sigo cidin al passave lis cretis. […] Par di là a jerin i mucs, smaneôs di pescjâ chês culinis. A rivavin cu la vecje prepotense e cu la gnove brame di tornâ parons. Ma, intant, dut al someave ancjimo fêr che al pareve fin dal impussibil di scugnî lâ vie disperâts”. Caporeto e subite dopo l’an dai mucs, chei dal claut, a son piturâts tes peraulis scritis tal Diari Parochiâl di Madone di Buje (dai agns 1914-1919), croniche puntigliose e preziose, cuadri des vitis e des cundizions di vite de nestre int vie pe vuere, inte suaze dai events storics plui larcs. “24 ottobre 1917: - L’artiglieria lavora orrendamente a levante. Giungono operai e raccontano che han dovuto fuggire perché i tedeschi irrompono dalla valle di Tolmino e i proiettili li colpiscono. C’è qualcosa di serio per l’aria. C’è del panico in tutti. 25 ottobre: - Sono operai sbigottiti giunti nella notte, sfuggiti dai lavori delle linee Plezzo -Caporetto. E’ l’offensiva poderosa degli austro - tedeschi … Sono parecchi soldati scappati un’ora a casa e narrano che sarà difficile affrontare il nemico: ormai scende a valle. Il terrore ci invade. 26 ottobre: Alle 4 pom. Non c’è più luce. Date le notizie io temo che siano già i nemici a Prato di Resia (la nostra luce viene di là). Poco dopo sento in secreto che una telefonata di lassù diceva precisamente così… Son giunti … poi nulla più. 28 ottobre: - Passano soldati e soldati tenendo la via di Maiano, San Daniele per il ponte di Pinzano. Ormai non c’è più dubbio - l’esercito italiano … in fuga!!! Il cuore piange […] 29 ottobre: E passano profughi bagnati, ansimanti sotto i fardelli o trainanti piccoli carri a mano […] alle 23 giunge la prima pattuglia nemica, gira le borgate. Si formano delle guardie sui crocicchi delle strade. Sono gialli - verdi - smunti dai patimenti - dalle vesti sudice e strappate - sono senza camicia - pioviscola - hanno un pezzo di tenda sulle spalle […] 30 ottobre: oggi il primo giorno di schiavitù. 2 novembre E’ il giorno dei morti. Ci sentiamo tutti morti … passano carriaggi sbilenchi - miserabili carri tirati a mano da luridi soldati … Passano mandre di armente - capre - pecore rubate - son slavi … Passano colossi bosniaci dal fez rosso e grigioverde - mettono paura. Girano soldati sbandati - entrano rubano - minacciano - terrorizzano la popolazione - Orologi- anelli denaro e altro vien rapinato.- 4 novembre: Arriva un camion che sembra una montagna - carico di soldati e di bagagli. E dietro un battaglione di soldati armati fino ai denti. Protestanti del Würtenberg! Si spandono nelle famiglie. Vuotano distruggono le botteghe - si godono a far dispiacere al Parroco. Volano quasi tutte le mie povere galline - il suino si risparmia perché è clein (piccolo). In piazza fumano le cucine - si trasforma in una macelleria - suini e pollame.[…] 5 novembre: Dopo due giorni di bandiera giallo- nera - oggi sventola sul Municipio la germanica. Non è la nostra! In quei colori non c’è speranza! … Passano prigionieri - feriti- stanchi - a cura del municipio vengono ricoverati e sfamati. Ah! Il mio cuore non regge più! Ho visto ferite gravi alle braccia - alle gambe - e son là alla mercè … della pubblica pietà. I barbari non se ne curano. 16 novembre: Manca il sale - tabacco - luce. Non si può uscir dal paese - ci vogliono carte e carte. 16 dicembre: - tutti i prig. Concentrati già a Cividale devono presentarsi domani alle 9 sotto pena di fucilazione. Ordine che fui obbligato a pubblicare in Chiesa. Poco distante da noi in un fosso è un cavallo morto da tanti giorni - i prigionieri tagliuzzano la carne e la mangiano! … 22 dicembre: Nevica - piove romba il cannone - forte forte - si requisiscono 60 maiali - Sono 60 famiglie di più private di quanto era strett. neces. alla vita! Un crudele maresciallo gira e razzia spec (lardo) - perquisisce i passanti - esige denaro … Passano cauti poveri prigion. fuggiti ai concentramenti per non morir di fame- Poco pan nero - una lurida brodaglia e molte nerbate -1918 Anno della pace? Sì la speriamo fermamente. - Iddio buono ce la darà! - 5 gennaio: Han cacciato dalle camere la gente e son loro installati. - Italiano ruic - slofen terra! … Sono provvisti di una miriade di… insetti. I nostri si meravigliano a vedere i tedeschi così sporchi, mentre un tempo li ammiravano in Germania per la singolare pulizia. 9 gennaio: Si parla con insistenza di armistizio - Si brama la fine- Ecco, sì la fine di tante torture - non se ne può più - Durante la notte cadde una nevicata così quieta che ogni più minuto filo è ricoperto di bianco - se non fossero i barbari - sarebbe uno spettacolo mai più visto così bello ed artistico! 17 gennaio: Oggi si devono portare a Gemona 30 armente. 20 gennaio: [ …] Vede la luce la carta moneta di Buia - Non ha firme di delegati della corte dei conti - E’ firmato il Commissario e sul retro anche un consigliere- E’ da 20 centes. - da 50 - da £ 1 - e 5 e 10. 21 gennaio: girano voci terribili - Si dice che interneranno tutti gli uomini validi - 22 gennaio: si cerca alloggio per truppe che arriveranno domattina. - 23 gennaio. Eccoli qua affamati e sporchi-... La Gazzetta riporta l’ordine del Com.do Supremo sull’ incameramento di tutti … i metalli - Addio campane! - 30 gennaio: … Un ordine severissimo di Von Trotta priob. di alloggiare e di cibare i prigionieri. 1 febbraio: Un vecchio padre passa fra i soldati perché non si trova il figlio prigioniero!- 3 febbraio: Per oggi il Com. chiede 40 armente. 4 febbraio: … Giunge una compagnia di polacchi - negli occhi dilatati si leggono le loro sofferenze - guardano come ebeti. A Urbignacco assalti notturni e rapine - violenze nelle case - 25 febbraio: Giunge a Santo Stefano un camion con demoni germanici per levare le campane.- Si supplica, si prega - si dan regali al comando perché ce le salvi - Io gli presento un quadro lo gradisce e promette di lasciare la campana maggiore - 8 marzo: Si sentono notizie orribili sulla fame e i patimenti dei poveri prig. concentrati in Austria. Presso gli accampamenti sorgono immensi cimiteri! - 9 marzo Alle otto arrivano sei demoni germanici con corde e strumenti per levare le campane… Alle 10 1/2 la mediana è calata - è spinta fuori dalla cella, cade muggendo e si spezza in tre parti - … - E poi i manigoldi pretendono il pranzo in canonica! E devo darlo a caro prezzo! 11 marzo: sono di nuovo i barbari - Alle 9,40 cade la seconda e resta intatta - … Alle 10,20 è la piccinina - quella che suonava alla morte degli angioletti - Cade - manda un flebile lamento - Io scoppio in pianto - la gente buona poi mi vede e mi dice: Coraggio, ne faremo di altre! … 19 marzo: S.Giuseppe - Un tempo! - la rondinella - oggi ci rivede schiavi - I fiori non hanno un sorriso - il primo tepore di primavera ci fa sentire più pesanti le catene! […] 1 maggio : Miseria estrema - manca tutto - i buiesi girano tutta la bassa in cerca di grano - sorgasso - tutto è buono. - 3 maggio: I soldati si pasciono di erbe - specialmente ortiche bollite. 9 maggio: Passa una lunga teoria di soldati stanchi gialli - fan pietà tuttavia - vengono condotti in qualche ospedale.- Qua e là si trovano soldati austriaci morti di fame - con erbe in bocca.- […] 23 maggio: - Ordine di accatastare tutto il fieno a Urbignacco nei loggioni delle fornaci.- 27 maggio: … Si fa pane di avena e sorgo rosso - immangiabile - 15 giugno : Il raccolto deve essere portato direttamente alle trebbiatrici.- Di buon mattino in piazza c’è una trentina di armente che mugghiano e si lamentano. Devono essere condotte a Gemona. I soldati vanno a sollecitare i ritardatari che ancora non son giunti in piazza. […] 7 agosto: Oggi si leggono tre gustosi avvisi … 3°- Tutti devono denunciare i recipienti di rame. Verranno dati in cambio oggetti in ferro smaltato.- generosi! 15 agosto: … Treni carichi di soldati ritornano in Austria - Che c’è? - 21 agosto: A Buia sono di stanza 12 mila soldati. Immaginarsi il lavorio divoratore di queste cavallette!- … 24 agosto: oggi tre soldati battono le castagne selvatiche nel mezzo della piazza e le mangiano come fossero noci di Sorrento! - e tuttavia duri! Kommando e Bephel trionfano! 4 settembre. Lotte di aereoplani nel cielo di Buia - 10 settembre. Si sente che il Pontefice avea pensato anche al Friuli invaso. Aveva fatto spedire treni di generi alimentari e grassi. Ma i rapaci barbari nulla ci lasciarono - 27 settembre: La Gazzetta illustrata buffoneggia con scene e cene allegre di bambini - di prigionieri - di friulani - fraternizzanti cogli oppositori! […] 30 ottobre: Passano carri e carri - son poveri contadini e perfino donne e ragazzi costretti a guidarli - Sono i bagagli dei fuggiti, delle vittoriose truppe A.U. - 1 Novembre. Il cannone ci sveglia per tempissimo - Passa truppa e truppa. E’ il sospirato zurück!!!!! è la liberazione, è la vita! - 25 dicembre: Il S.Natale di pace! - In pace lo passiamo, non turbati dalla presenza di quei disgraziati invasori. Dal “Diari dal Plevan di Madone” o vin tirât jù dome cualchi part. Ma al baste par fânus capî ce che al è stât l’an dai mucs a Buje.
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