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La "Memoria 

della Guerra Austriaca"

 di Mattia Monassi (1857-1933)

 di Gemma Minisini Monassi 

 

 

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La guerra è tragedia, ma può essere anche momento doloroso e sofferente fissato su un foglio con poche, scarne immagini, come nel breve diario in cui Mattia Monassi (Tove), rievoca con linguaggio semplice e schietto, ma a volte anche carico di tensione, di pietà umana e di rabbiosa impotente protesta, frammenti della quotidiana, amara esperienza vissuti nella nostra Buja durante gli ultimi mesi dell'invasione .....

Le sue note, ancora fresche di emozione, non vogliono testimoniare grandi imprese, fatti memorabili, ma la sofferenza della popolazione inerme, ridotta allo stremo dalla violenza e dai soprusi, le pene de "la povera gente che grida vendetta di fame, e bisogna a tutto rassegnarsi".

Le pagine della "Memoria" che sono riuscita a recuperare non sono molte, ma costituiscono ugualmente un prezioso documento di umanità. Mattia era un uomo alla cui saggezza, temprata dagli anni, si univa la forza d'animo, il senso della famiglia, l'impegno sociale, il culto della laboriostià ed anche una sottile ironia.

Emigrato in Francia per lavorare come muratore, riuscì ben presto a farsi strada, grazie alle doti non comuni di intelligenza, raggiungendo traguardi impensabili per quegli anni. Non sono certo stati molti gli emigranti friulani che, alla fine dell'800, hanno potuto permettersi il lusso di farsi stampare il proprio bigliettino da visita o di festeggiare, come ha scritto lui, l'Esposizione Universale di Parigi facendosi ritrarre da un celebre fotografo di Rue de Rivoli!

Alla morte della madre, Mattia dovette, però, ritornare a Buja per prendere in mano le redini della numerosa famiglia, questo non gli impedì di impegnarsi per il bene del proprio paese.

Nel 1892 fu uno dei soci fondatori della Società Operaia di Mutuo Soccorso, più tardi si battè per la nascita della Cooperativa Elettrica locale e per ben 27 anni consecutivi fu assessore e consigliere comunale.

Allo scoppio della Grande Guerra fu uno degli animatori del Comitato sorto "per raccogliere l'offerta generosa del ricco che può, e il soldo del povero che stenta... per offrirlo come omaggio ai prodi che pugnano per l'Italia più grande"

Dopo la disfatta di Caporetto anche Buja fu invasa dalle divisioni Austro-Ungariche e Tedesche.

La sera del 29 ottobre 1917 le prime pattuglie, formate da soldati austriaci ? bosniaci, entrarono in paese, occupando e saccheggiando quanto capitava loro sottomano. Molte furono allora le famiglie che abbandonarono in gran fretta ogni cosa, cercando di mettersi in salvo. Anche i Monassi lasciarono Avilla per riparare a Gazzola di Piacenza, ma Mattia non partì, pronto ad affrontare con nuova forza e determinazione la dura lotta del vivere quotidiano.

Nella grande casa, dove sin dai primi giorni dell'occupazione si erano comodamente sistemati alcuni ufficiali austriaci, erano rimasti anche la cognata Franceschina, in attesa di un figlio, ed i nipoti Giovanni, Eugenia e Felice.

Il diario in cui Mattia ha racchiuso parte della sua vita e di quella dei suoi concittadini, in cui ha raccolto e fissato sentimenti ed emozioni, si interrompe il 27 ottobre 1918 con le ultime prodezze delle truppe Austro-Ungariche in casa di Zontone Leonardo.....

Ma orinai la situazione si era capovolta, gli invasori stavano ripiegando ed il 5 novembre 1918 è stato proprio Mattia Monassi che alla testa di un gruppo di Bujesi, è andato incontro ai primi soldati italiani sventolando una grande bandiera tricolore ornata da un nastro azzurro su cui ancora si legge:

 "Incontro ai liberatori - Brigata Como - Buia V - XI - MCMXVIII."

 

Memoria della Guerra AUSTRIACA

21-7-918 Percuisizione in tutte le case, con proibizione di circolazione della popolazione di frazione in frazione, di casa in casa, sino a tante persone di togliere le scarpe dai piedi, e queste furono varie dagli Uff. AustriUngarici fra le tante persone tolte le scarpe nei piedi, ? Barachini Domenico, (Barachins) e Barachini Antonio e Rameri di Enrico, a Calligaro Amidio, Calligaro Alviso, e tanti e tanti altri.

 

Il giorno 24-7-918 siamo stati come tanti altri alla trebbia del Formento e abbiamo dovuto consegnare il grano, di Quint. 1, col 12/100 di .............. come pure abbiamo dovuto consegnare tutto al governo la paglia, e in seguito tutti i giorni due soldati per tutte le case alla perquisizione del grano (Formento).

Il giorno 31-7-918 requisizione della Campana Maggiore come fecero in tutte le Chiese di Buja.

 

 ....... strade e le piazze, e i capi borghi di far scopare, con di più dove abbitano le truppe sono in obbligo di far pullire i pozzi neri e le lattrine.

 I soldati nella campagna a fare solo che dei danni specialmente nell'uva.

 

20-9-918 Oggi i soldati per compagna e coi tela tende a racogliere foglie di gelsi olmi e tante altre piante, con le lusinghe di queste fanno tutti i mali.

 

21-9-918 Oggi alle ore 4 il Maresciallo comandante La gendarmeria, e un suo dipendente, si recarono nel mollino cozutti, e sequestrarono 40 sachetti di biava e formento, apartenenti alla povera gente privi del tutto del vitto, ai sudetti, con di più l'ordine di chiusura del sudetto mollino, che poi alle ore 9 pom. 3 gendarmi col vetturale di Taboga Pietro fu Giovanni, furono a prelevare li sudetti sachetti, e condurli al rispettivo comando di gendarmeria in Santo Stefano. poi a Gemona.ù

N.B. La povera gente grida vendetta di fame, e bisogna a tutto rassegnarsi.

 

21-9-918 Oggi vennero tratti in aresto altre persone proprietari di fondi perchè trovati loro in posesso di una piccola quantità di panocchie di grano turco, che dovettero condurre le sudette pure al comando in S. Stefano i militari e borghesi di poca buona fama portarono via a volontà e i poveri contadini e proibito loro di non toccarne una, altrimenti vengono tratti tutti in aresto. Così al giorno d'oggi, trionfa la plebaglia, e si aprofittano della guerra, però se Cristo vuole verrà un Fine.

 

24-9-918 Vennero costituite nel riparto di Avilla, per un mese più guardie campestre, che per la frazione di Avilla, una a S. Floreano e due Per Tomba, però, una di Avilla sarà pagata dal Municipio, e gli altri saranno pagati dai proprietari di campi di grano turco, questi Guardiani sono fatti in obbligo di servizio per il mese di Ottobre, per prevenire lo sconcio dei furti di panocchie da parte dei militari e borghesi, che un vero sconcio in tutti i sensi, con di più Tagliando castagnani colle castagne a dosso, pioppi d'ogni dimensione, Grossi salici (Vengiars) e tutte le qualità di legnami come anche li olmi, con di più venne proibito ai proprietari di fondi di tagliare legna sui propri fondi, senza un speciale permesso dei comandanti di posto, che sono tutti in S. Stefano, tanto pel fieno come pel granone e legname sono tutti che ricevono, e nessuno distribuisce.

 

26-9-918 Oggi tutti i capi famiglia di Buia si recarono in municipio, fù fatta una supplica colle rispettive firme, da presentare al Colonello comandante le truppe di Buia, per pregarlo di mettere provvedimento allo sconcio che fanno i soldati al taglio di legname nelle campagne, si formò una comissione, ebbe di risposta che la sudetta comissione ritornerà da Lui martedì 1mo ottobre alle ore 10 antimeridiane.

 

27-9-918 Oggi sono duplicate le guardie per tutte le crocciere delle strade, con proibizione di passare senza passaporto.

Continuano i sequestri per le strade delle panocchie che prendono i contadini pei campi dopo stato un disastroso vento la sera del 26, e continua la mancanza e la devastazione delle medesime, in modo impressionante.

 

29-9-918 La notte del 28 al 29 venne sequestrato il grano per Qu.li/ 5 di grano nel molino per tante ditte di povera gente, priva di sostentamento, devono stare solo coi grammi 100 al di.

 

10-10-918 Continua il taglio e la devastazione delle legna, Pioppi grossi, e di piccoli pali di viti, e di tutte le qualità, e continuazione la distruzione del grano turco.

Finalmente dopo tanto tempo privi di sale, oggi venne consegnato grammi 40 per persona al giorno (dopo tanto tempo, chissà per quanto tempo ancora) viva l'abbondanza del nuovo governo, Germanico, Austriaco, Bosgniaco, Ungherese..... 

 

 

10-918 Finalmente venne concesso ai fratelli Cozutti, di poter macinare grammi 100.... per persona al giorno, sino a nuovo ordine, però con un permesso fatto dal municipio per mettere il grano (formento) si deve rivolgersi all'autorità militare, come per raccogliere il granone, come pure le castagne, con una carta speciale. 

Da vari giorni fanno la caccia ai prigionieri di guerra. 

 

 

12-10-918 Continua la devastazione del grano per la campagna in generale. Sempre peggio. Continuano varie batuglie per le case col pretesto di requisire cose di lana e prendono tutto quello che le pare ortaggi e altri vari ogetti. 

 

 

15-10-918 per le ore 3 pom. 
  

Ordine di convocazione del consiglio straordinario, urgentissimo per provvedere alla requisizione di N° 70 vacche per dover consegnare il giorno 17 al comando di Gemona Casa Pittini. 

Tenne la seduta dell'unione il comandante Maresciallo di gendarmeria di Buia, poi venne deciso di consegnare per il giorno il numero di 40, e le altre 30 dopo il giorno 21 cor., però il consiglio decise di inviare una supplica al R. Reale comando distrettuale di Gemona facendo conoscere il paese di diecimila abitanti con molte requisizione fatte nel corso dell'anno, dopo l'invasione dei Germani e Austriaci e Ungheresi e che siamo ridotti in tal maniera impressionante che l? armente non resta che ogni 50 abitanti 1, Una, e la popolazione resta priva di tutti gli elementi necessari alla vita. 

 

 

17-10-918 Oggi furono i proprietari delle sudette a consegnarle a Gemona, a tutto tempo stravagante di pioggia e vento. 

 

 

17-10-918 alle ore 4 pom. giunse di nuovo la desolante notizia dal Comando di Gemona che pel giorno 19 devono presentarsi in S. Stefano 200 armente di tiro, 100 carri ecc. ecc. ? che verrà consegnato il solito rispettivo buono.  
Come il solito  ...... buono come tutti gli altri ..... 

 

 

18-10-918 alle ore 8 ant. si radunò il consiglio comunale, con la comissione agricola, sul da farsi della requisizione delle 200 bestie, e i 100 carri, venne deciso per riparti, nota bene che frà queste due cento vennero comprese quelle 40 consegnate ieri, così resta di consegnare armente N° 160. Così venne ripartito per reparti 

 

1ª Avilla                    Nº 59 vacche                carri 40 

2 S.Stefano                " 51      "                      "     38 

3 Madonna                 " 50      "                      "     22 

 

N.B. Avilla furono sul teatro addunati tutti i capi famiglia alle ore 2 pom.,  come pure S. Floreano e Tomba e fù fatta la ripartizione di borgate, così ripartiti come tutte le altre volte. 

 

Avilla                 23 vacche   (venne consegnate 3 in più) carri 17 

S. Floreano       22    "                                                      "   13 

Tomba              14    "                                                      "   10

armente             59                                                       carri 40 

 

 

19-10-918 L'ordine delle sudette, coi rispettivi carri, era di condurre dai propri proprietari sino a S. Stefano sul piazzale, che poi i soldati stessi dovevano condurre tutto a Gemona, invece tutto il contrario, dovettero colà aspettare dalle ore 10 ant. sino le ore 2 pom., poi tutto tempo piovoso e stravagante, ma il contro ordine, che tutti i borghesi uomini, vecchi, donne con bambini piccoli a casa, e anche senza mangiare, dovere colle loro bestie, con tutto il tempo cattivo recarsi a Gemona. poveri noi come siamo trattati dall'umanità Apostolica. 

 

 

10-918 Ungheresi si rifiutarono di andare sul fronte, tutte le truppe di Buia partirono, tutti meno gli Ufficiali colla speranza di andare a casa in Ungheria, ma trovandosi sulla via di Majano accorti dell'inganno ritornarono con grande mal umore nei loro quartieri, con belle promesse dei Ufficiali furono dati in piazza 2 spari di fucile. 

 

 

24-10-918 Ordine del comando di portare ogetti di vestiario in Municipio. 

 

 

24-10-918 Ordine di dover consegnare Quint. 3 di faggioli al comando di Buia, così estato predisposto 1 Quint. per Riparto.

 

 

 27, sera. La truppa Ungherese fece un po' di somossa per partire nelle loro terre e furono fatti dei colpi di fucile poi ritornarono in dietro.

 

 

27, Dopo mezzo giorno, ore 3 pom., in numero 8 soldati entrati in casa di Zontone Leonardo, come tanti briganti, in fucile con baionetta inestata, con ordine al sudetto del silenzio legarono la suina pregna, poi nella camera presero un treversino una coperta e una copertina e se nè andò colla chiave della porta della camera in tasca.