Alfabeto Friulano delle Rimozioni 

(Ferruccio Nicoloso) 

di Paolo Patui

 

Introduzione

 

E’ ormai qualche anno da che la sede regionale della Rai ha prodotto e mandato in onda l’Alfabeto Friulano delle Rimozioni, doppia serie di trasmissioni radiofoniche curate alla regia da Marisandra Calacione. Chi scrive ha avuto l’idea di questa trasmissione ancora molti anni fa, quando si è immaginato che ogni appuntamento fosse dedicato a una lettera dell’alfabeto e che a ogni lettera dell’alfabeto corrispondesse il cognome di un friulano , di cui ormai  è andata perduta la memoria collettiva e che nella storia ha fornito contributi originalissimi  e determinanti allo sviluppo economico, scientifico, culturale e sociale di questa regione, ma molto spesso dell’intera comunità europea e mondiale.

L’intenzione insomma era quella di ridare vita a figure e personaggi ormai dimenticati, che però hanno saputo dare nel tempo e nella storia un contributo fondamentale  allo sviluppo e all’evoluzione  dell’uomo e della società. Sono nate così due serie di 18 appuntamenti, tutti caratterizzati da una struttura molto variegata, eppure rigorosa nella sua impostazione. Al breve sceneggiato radiofonico che in 10 minuti delinea alcuni tratti caratteristici del personaggio prescelto, soffermandosi su alcuni aneddoti curiosi e stimolanti e ricorrendo a suggestioni suscitate dal personaggio, segue una breve scheda descrittiva , redatta dall’autore/conduttore, la breve intervista ad un esperto del settore e infine la lettura di un brano tratto dagli scritti molto spesso inediti del personaggio in questione. Così facendo abbiamo provato a far rivivere un personaggio, dimenticato anche nella sua Buja, di Nicoloso Ferruccio. Personalità complessa e affascinante che sarebbe veramente un peccato far cadere nell’oblio assieme all’intera galleria dei personaggi protogonisti dell’Alfabeto. Senza nostalgia, ma con un profondo senso di rispetto per l’opera che ogni uomo svolge nella sua vita terrena, abbiamo ritratteggiato profili dispersi, idee sepolte, azioni coraggiose e a volte anche tragici errori. Perché l’importante non è sbagliare, ma non dimenticare

 

 

Nicoloso Ferruccio

 

Alfabeto friulano delle rimozioni

Arbitrario pellegrinaggio tra nomi e cognomi che il Friuli non deve dimenticare.

A cura di Paolo Patui

Sulla sigla, voce fuori campo:  N come Nicoloso Ferruccio

 

Sigla in dissolvenza

 

Il frammento di un discorso agli italiani di Benito Mussolini, interrotto dal rimbombo fragoroso di un colpo di fucile leggermente distorto.

 

 

Il motore di una vecchia automobile in avvicinamento; l’auto si ferma, il motore si spegne; una portiera si apre e si chiude. Passi di una persona il primo piano, poi un leggero bussare convenuto ad una porta.

 

 

Cospiratore –  (in secondo piano, da dietro la porta)  Chi è?

Zaniboni - (in primo piano) Mussolini è il nostro re.

Cospiratore – (come sopra) Dillo agli altri e non a me.

 

Il rumore di un chiavistello e di una porta aperti.

 

Cospiratore - Onorevole.

Nicoloso -  Chiudi la porta. Cosa aspetti?

Cospiratore - Non sei tu che dai ordini qua, Nicoloso.  C'è l’onorevole, non vedi?

Nicoloso - Non dirmi che quando non c'è l’onorevole comandi tu.

Zaniboni - Solo voi due?

Nicoloso - Nessun problema onorevole Zaniboni. I ragazzi ci sono tutti; aspettano che noi gli si passi parola. .... solo che era meglio non muoversi in tanti questa sera. Ci sono troppe ronde.

Zaniboni - A Roma sarà peggio.

Nicoloso - A Roma sarà un altro giorno.

Zaniboni - Il giorno è il quattro Novembre.

Cospiratore - Come?

Nicoloso - Onorevole Zaniboni, si era detto dopo Natale!

Zaniboni - Il giorno è il 4 novembre. Nessuna discussione, per favore. Non c'è tempo. Arriverà fra breve tutto l'occorrente per il viaggio da qui a Roma. Due persone, tre al massimo. Il 4 novembre Mussolini terrà un discorso in Piazza Colonna; noi avremo una stanza all'albergo Dragoni, con una finestra che darà esattamente sul palco da dove Mussolini parlerà.

Nicoloso - Le armi?

Zaniboni - Un fucile.

Nicoloso - Che fucile?

Zaniboni - Sarà un fucile ad alta precisione. Lo troveremo in albergo. A Roma.

Nicoloso - Come in albergo!? Chi dovrà sparare avrà bisogno di provarlo!

Zaniboni - Non è pensabile in alcun modo che qualcuno riesca a viaggiare da Buja a Roma con un fucile ad alta precisione senza che nessuno lo scopra.

Nicoloso  -  No, no .....Zaniboni, non così, ....  a queste condizioni non ci sto. Niente da fare. Il fucile lo voglio qui!

Cospiratore - Non lo ascolti Onorevole, non ci si può  fidare di uno come lui che fino a ieri stava  dall'altra parte.

Nicoloso – Dall’altra parte?! E tu dov’eri, eh? Dov’eri? Si può sapere? Lo sai da che parte ero io? Io ero lassù. Durante la guerra io ero lassù, mille metri sopra la tua zucca! Mille metri! Lo sai quanti sono? Li ho contati uno a uno mentre venivo giù. Il secondo italiano a farsi buttare da un aereo con il paracadute. Ecco da che parte stavo. E Zaniboni questo lo sa.

Cospiratore – Però poi ti sei messo con quelli del Fascio!

Nicoloso – Credi che mi vergogni? C’era del giusto nelle cose che dicevano quella volta. E’ adesso  che … con quella sporca storia di Matteotti e degli altri che hanno accoppato…….

Cospiratore – Beh, io almeno non ci sono mai stato con quella gente lì.

Zaniboni - Basta! Per Nicoloso ho già detto altre volte che garantisco io. E poi queste discussioni non le voglio sentire. Qui c'è solo da lavorare assieme. Il 4 novembre è vicino. Radunate tutti, preparatevi; aspettate la mia telefonata per il via definitivo.. Nessun documento scritto, solo comunicazioni a voce, faccia  a faccia e con persone di cui ci si può fidare.

Cospiratore – Chi altro sa?

Zaniboni – Solo gente di fiducia.

Nicoloso – E quello?

Zaniboni – Quello chi?

Nicoloso - L’autista della sua auto, onorevole!

Zaniboni – (ridendo) Quello? Il mio chaffeur pensa che io vaghi dalla casa di una vedova all’altra. Tutte inconsolabili…. (Il rumore di una porta che si apre; uscendo) Mi raccomando..... aspettate la mia telefonata.

 

Il rumore di una porta che si chiude. In secondo piano i passi in allontanamento, sul rumore dell’accensione del motore di una vecchia auto; sempre in lontananza  una portiera si apre e si chiude; poi il rumore dell’auto che si allontana.

 

Cospiratore – Tu ti fidi di quello? ……… dello sc…. Scia….ma come diavolo lo ha chiamato? .. dell’autista insomma     …….. Ehi Nicoloso, dico a te. Ma a che cosa stai pensando?

Nicoloso - Alla finestra aperta... al mirino puntato, al grilletto premuto, a quella voce spezzata dal colpo.

 

Il frammento di un discorso agli italiani di Benito Mussolini, interrotto dal rimbombo fragoroso di un colpo di fucile leggermente distorto.

 

Il segnale di libero da una cornetta telefonica. Poi la composizione di un numero telefonico eseguita su un vecchio telefono non a tastiera.

 

Autista - Pronto? Sono io. E' confermato. Dopodomani, 4 novembre…. Aspettano il discorso del Duce agli Italiani. I traditori saranno appostati dietro a una finestra dell'albergo Dragoni in piazza della Colonna. Sono due, tre al massimo ... no ... non so... il numero esatto dei traditori è più ampio, ma non sarà difficile risalire a tutti. Un buon interrogatorio e li faranno i nomi, eccome se li faranno; ……. .. in ogni caso mi raccomando quel Nicoloso ....sì, esatto Ferruccio, Ferruccio  Nicoloso.... perché?  Beh, perché era uno dei nostri prima e ha tradito....un ex fascista che trama contro Mussolini!....fategliela pagare a quel traditore. Certo che ne sono sicuro ... all’onorevole in macchina piace chiacchierare. Anche troppo!

 

Ancora il medesimo frammento di discorso di Mussolini questa volta interrotto non dallo sparo, ma dal festoso incedere dell'inno Fascista e dagli applausi e dalle ovazioni della folla.

 

Stacco  Musicale

 

Può sembrare incredibile ma in un piccolo paese del Friuli come Buja si agitano, negli anni immediatamente successivi alla marcia su Roma, impetuosi venti di rivolta e di insofferenza nei confronti del regime fascista.Tra i più convinti e accesi promotori di questa allarmata reazione allo strapotere di Mussolini vi era Ferruccio Nicoloso, uomo di grande personalità, che aveva partecipato con onore e coraggio al primo conflitto mondiale. Insieme all'altro "eroe locale", Pier Arrigo Barnaba, si era reso protagonista di uno dei primissimi lanci con paracadute nella storia dell’aviazione mondiale, che aveva permesso ai due coraggiosi combattenti di farsi calare nelle terre friulane invase dal nemico: entrambi per questo gesto temerario erano stati insigniti di onorificenze al valore militare. Forti di tale riconoscimento e del rispetto da esso suscitato si  erano posti a capo del partito degli ex combattenti, fieramente avverso al nascente Partito Popolare e allo sparuto gruppo di socialisti buiesi. Questi due leader storici trovarono ben presto motivo di separazione proprio nel corso del 1922 e alla vigilia della marcia su Roma. Pier Arrigo Barnaba infatti aveva appieno aderito alle istanze del Fascismo ed era divenuto ben presto il leader del movimento di Mussolini per ciò che concerneva la zona collinare, tanto che nel 1924 venne eletto alla camera dei deputati. Ferruccio Nicoloso invece, non condividendo più i metodi di lotta politica degli ex compagni di partito, aveva assistito con crescente preoccupazione all'esplosione dell'ira fascista nella Buja del 1923, coincisa con la distruzione di stalle, aie, osterie, nonché alle tragedie nazionali che segnarono duramente il 1925: l’omicidio Matteotti e le successive soppressioni di altri membri dell’opposizione quali Donati, Consolo e Becciolini.  Per questo Nicoloso era passato all'opposizione netta al fascismo, al punto da associarsi al complotto del deputato socialista Zaniboni che il 4 novembre del 1925 attenterà alla vita di Mussolini. Saranno in molti a non perdonargli quello che venne considerato un tradimento.

 

Stacco  Musicale

 

Intervista a RUDI FASIOLO

 

Stacco  Musicale

 

Tito Zaniboni , prima di venir eletto in qualità di deputato socialista, aveva combattuto a lungo sul Pal Piccolo, pare anche assieme a Mussolini, durante la guerra del '15 - '18 e in Friuli aveva conosciuto soldati di vario genere; fra questi aveva apprezzato anche Ferruccio Nicoloso, che sapeva essere uomo di grande personalità, di estremo coraggio e di notevole carisma. Dinanzi alla progressiva distruzione della democrazia operata dal regime di Mussolini, l’onorevole si sentì in obbligo di intervenire progettando un atto estremo per la cui attuazione era necessario reclutare gente fidata e coraggiosa. Zaniboni si rivolse così ad alcuni suoi ex compagni d’arme: fra questi Nicoloso finì per essere uno dei cardini di un complotto che prese forma e concretezza proprio nelle riunioni segrete che si tenevano anche a Buja. L'attentato avrebbe dovuto svolgersi a Roma, mentre il Duce proferiva un discorso in piazza Colonna in occasione del 4 novembre. Ma il colpo fallì per la denuncia dell’autista personale di Zaniboni, una spia filogovernativa messa sulle tracce dell’ignaro e ingenuo onorevole. Una volta arrestati i congiurati, a mettere in luce l'importanza rivestita dal Nicoloso nell'attuazione dell'attentato avrebbe dovuto essere la testimonianza dell’ex segretario del Fascio di Buja, Celesino Miani, in realtà un avversario di sempre del Nicoloso, se è vero che quando il Ministero delle Forze armate assegnò al Nicoloso l'alta onorificenza di Cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia, il Miani ebbe in custodia, in qualità di impiegato comunale il decreto e le insegne da consegnare solennemente all'eroe. Ma il Miani gliele fece recapitare, in segno di sdegno, dallo stradino comunale. Il Miani però non potè presenziare al processo, nè testimoniare contro Nicoloso e i suoi compagni di congiura: la notte precedente alla sua convocazione in tribunale la morte lo colse improvvisamente e misteriosamente. Ma questa morte, accidentale o indotta che fosse, non bastò a salvare il Nicoloso dalla implacabile condanna imposta dal regime.

 

Stacco  Musicale

 

Oggi, in data 22 maggio 1927, anno 5° dell'era Fascista, il Tribunale speciale dell'Italico Regno, sotto l'alta Presidenza del Giudice Freri, emette lettura della sentenza numero nove, inerente al gravissimo tentativo di attentare, in data 4 Novembre, alla persona di Benito Mussolini. Visti gli atti, sentite le deposizioni necessarie si emettono le seguenti condanne:

Zaniboni Tito, nato a Monzambano di Mantova, il primo gennaio del 1883, ex generale dell'esercito italiano, ora agronomo: anni 30.

Capello Luigi, nato a Intra di Novara, il quattordici aprile del 1859, generale: anni 30.

Ducci Ulisse, nato a Roccastrada di Grosseto il sedici settembre del 1891, pubblicista: anni 12 e un mese.

Nicoloso Ferruccio, nato a Buia di Udine, il ventotto maggio del 1891, ragioniere: anni 10, 10 mesi e 20 giorni.

Calligaro Luigi, nato a Buia di Udine, il sei agosto del 1889, fornaciaio: anni 10, 10 mesi, 20 giorni. Riva Ugo, nato a Buia di Udine, il due ottobre del  1898, industriale: anni 7.

Ursella Angelo, nato a Buia di Udine, il ventidue novembre del 1895, impiegato: anni 30.

Calligaro Angelo, nato a Buia di Udine, il tre gennaio del 1886, fornaciaio, quattro mesi .

Celotti Ezio, nato a  Buia di Udine, l'otto luglio del 1901, fornaciaio: assolto.

E' condannato altresì anche Zanuttini Ettore, nato a Cividale di Udine il sedici settembre 1879, bancario: anni otto e due mesi per complicità all'attentato di cui sopra, avendo egli sovvenzionato economicamente  i cospiratori.

 

Stacco Musicale

SIGLA

Con i necessari titoli di coda

 

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