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Vittorio Fiotti è nato a Brescia il 5 marzo 1935. Diplomatosi ragioniere senza troppo entusiasmo, a partire dal 1951 presta servizio nell'Esercito prima come Ufficiale degli Alpini, poi dei Paracadutisti e continuando, con l'accettazione di successivi richiami, la carriera degli Ufficiali di Complemento fino al grado di Maggiore paracadutista degli Alpini. Istruttore della Scuola nazionale di alpinismo del Club Alpino bresciano, sestogradista, sciatore e sci-alpinista, consegue il brevetto di pilota civile di 1° grado e, successivamente, quello di paracadutista sportivo fino alla caduta libera. Realizza così, dividendosi tra gli impegni di lavoro e tra gli spazi liberi e aperti, la sua complessa identità che lo porta a vivere felicemente la vita del contadino. Ma è nel 1967 che improvvisamente, riallacciando un'amicizia con un noto artista bresciano, si mette a contatto con l'Arte. Vi si dedica completamente e, dopo aver iniziato gli studi a Venezia, li conclude a Carrara conseguendo la maturità artistica. La sua strada, risposta ad un temperamento forte a creativo, è ormai segnata nella realizzazione di opere che egli modella lavorando il ferro: opere i cui soggetti preferiti sono gli elementi della natura, e in particolare gli animali del bosco e quelli della mitologia della sua valle; la Val Trompia. Oltre che a Brescia e in tutta la Lombardia, le sue sculture si trovano in collezioni private e luoghi pubblici di varie parti del mondo, da Bristol a Marsiglia, da Monaco a Roma. In Friuli sono suoi i monumenti dedicati agli Alpini, ai "Fradis" e al cap. Mc Bride, che realizzò a Gemona e Venzone intorno al 76-77. A Buja è suo il pannello in cotto l'"Orcolat" che testimoniò l'amicizia bresciana nei prefabbricati provvisori adibiti a scola elementare nel periodo dell'emergenza post-sismica. |