La democrazia ad Atene di Paolo Lenarda |
Per quasi un secolo Atene è stata retta da una democrazia. Dal 595 al 500 A.C.. Era veramente il potere del popolo. Il numero ristretto degli abitanti poteva consentire una democrazia diretta. Ma il sistema, che per quei tempi deve essere considerato eccezionale, tanto che nell’antichità non risulta altrove ripetuto, non era tranquillamente accettato. Il concetto stesso di democrazia era, già a quel tempo, contestato. Interessante è lo scritto di un anonimo che considera il metodo democratico molto pericoloso, e questo per due motivi: il primo perché una persona, pur eletta in maniera democratica, potrebbe poi comportarsi come un dittatore o un despota. E questo, anche nella storia recente, è puntualmente, avvenuto L’altro motivo è la considerazione che sicuramente, all’interno di un popolo, il numero degli incapaci, dei pigri, degli invidiosi, degli inetti, è superiore al numero delle persone capaci, intelligenti, decise. La maggioranza pertanto voterebbe uno di loro che farebbe l’interesse della categoria ma non migliorerebbe la situazione dello stato: meglio sarebbe scegliere per capo il più bravo, il più capace, la persona di maggior successo. Ma anche questo poteva essere fonte di gravi problemi e la democrazia ateniese aveva, tra i suoi istituti, l’ostracismo: quando un cittadino assumeva un potere talmente rilevante da poter far ritenere che avrebbe potuto utilizzare il suo successo a scopi personali e non nell’interesse della collettività, questo cittadino veniva, con tutti gli onori, allontanato dalla città. Era una soluzione per risolvere il conflitto di interessi. Sono passati 2.500 anni. |