Quale Bilancio

di Paolo Lenarda

 

La tecnica contabile è servita sempre all’uomo per fare una sintesi della sua attività economica.

All’origine era sufficiente un normale conto cassa che indicava le entrate, le uscite e la consistenza.

Quando l’attività è diventata più importante, il timore che il contabile  facesse un errore o male rilevasse le voci di entrata e di uscita, ha spinto Luca Paciolo, e siamo nel 1480, a fare una sintesi delle tecniche che allora erano in uso. La sua preferenza è stata per il “Modo de Vinegia”.

Lo scopo era quello di rendere il commerciante sicuro che non venisse dimenticata qualche registrazione.

Senza questa certezza la vita degli imprenditori è difficile “e senza alcun reposo la loro mente sempre staria in gran travaglio”.

Il metodo consisteva nel fare due volte, ma con diverso criterio, la stessa operazione: non c’era ancora l’idea della differenza fra conto economico e stato patrimoniale.

Per lungo tempo il bilancio ha, comunque, privilegiato l’aspetto patrimoniale: nell’economia agraria era, infatti,  più importante il valore del terreno e degli immobili piuttosto che la resa dell’attività lavorativa.

Gli imprenditori, i signori, i nobili, misuravano il loro potere sulla ricchezza patrimoniale.

Ricordiamo che soltanto la Repubblica Veneta non tassava la ricchezza immobiliare: anche per questo il Canal Grande è pieno di meravigliosi palazzi.

Con lo sviluppo industriale, quando l’imprenditore ha cercato di trovare un metro per capire se la sua attività era remunerativa, ha assunto maggior importanza il concetto di reddito piuttosto che quello di patrimonio.

Zappa ha intuito che dalla partita doppia di Luca Paciolo si poteva trarre un importantissimo strumento per poter privilegiare il conto economico e avere nella situazione patrimoniale la sicurezza che il bilancio quadrasse.

Non è stato facile questo passaggio.

A Cà Foscari c’è stata una diatriba lunga molti anni fra Besta e Zappa: credo che sia a tutti nota.

Quello che forse ci sfugge è che non sono passati molti anni.

Sul diploma di laurea di mio padre c’è la firma del Prof. Gino Zappa e siamo nel 1941.

E così fino ad oggi.

L’azienda è brava se produce reddito.

Ma sarà sempre così?

Sarà vero anche nei prossimi anni?

Un’azienda che produce tanto reddito, ma che inquina molto, è più brava di un’azienda che produce meno reddito ma non inquina?

Questo sarà il metro di giudizio che dovrà essere preso in considerazione nei prossimi anni: il bilancio economico dovrà essere accompagnato dal bilancio etico.

Ma non è una novità.  Keynes lo aveva già previsto.