1936: Cosa c’e’ di nuovo? di Paolo Lenarda - 2001 |
Andando per mercatini, l’occhio si appoggia su un pacco di libri di carta porosa ingiallita dal tempo: il commercialista. Mi fermo e guardo con attenzione “Rivista di diritto, economia, commercio e tecnica professionale” anno IX. E’ l’annata completa del 1936. Prendo in mano qualche fascicolo, chiedo il prezzo, pago e mi porto via gli undici numeri della rivista anno IX 1936-XIV. E’ un tuffo nella preistoria. La nostra professione non era ancora nata. In ogni numero della rivista c’è un elenco dei colleghi professionisti iscritti al sindacato: poche decine in tutto. I nostri nonni stavano già organizzandosi certamente da nove anni. Grazie. Scorro la rivista e dopo un superficiale esame vedo che, alla fine, gli argomenti sono sempre gli stessi. Mi soffermo con attenzione sul numero di marzo, pagina 102: delle funzioni di controllo nelle società per azioni. E’ il resoconto di un convegno tenuto a Torino nell’ottobre del 1935 per dibattere sulla riforma delle società commerciali: l’argomento esaminato riguarda le funzioni di controllo: “Fermo restando l’istituto dei sindaci siccome organo idoneo nei limiti fissati dal vigente codice di commercio ad esercitare le funzioni di controllo delle società per azioni, la scelta di almeno un sindaco effettivo e di un supplente fosse effettuata fra gli esercenti la professione in economia e commercio e la relativa nomina venisse fatta in collaborazione con i sindacati di categoria, dall’autorità giudiziaria”. Questa era la richiesta. Abbiamo fatto un po’ di strada. Ma: “Il problema del controllo delle società per azioni è così importante e vitale, non solo per le società stesse, ma per la sanità dell’economia tutta del paese”. Siamo ancora a quel punto. E poi il solito problema: “E’ ovvio infatti che, se irregolarità esistono nelle società per azioni, queste esistono con la conoscenza e la preventiva approvazione degli azionisti di maggioranza a profitto dei quali (come amministratori o non) vanno le irregolarità stesse, incidenti invece o sugli interessi delle minoranze azionarie, o sugli stessi interessi dell’economia nazionale tutta con i quali contrastano”. E qui inizia una analisi di strumenti che devono essere concessi al sindaco per far fronte agli abusi della maggioranza: anche per questo siamo ancora lì. |