Eta’ della pietra e eta’ del computer di Paolo Lenarda |
Eravamo appena partiti con l’ aereo che ci portava a Roma per una di quelle tristi occasioni che riuniscono, per un giorno, tutta la famiglia. L’ hostess stava terminando l’elenco delle inutili raccomandazioni per il volo e i passeggeri stavano sistemandosi nel loro posto, distratti. Gli occhi attenti e curiosi nella faccia vissuta di nonno Bepi hanno incrociato i miei: E’ la seconda volta che vado a Roma, la prima sono andato con il cavallo. Con un meraviglioso parlare goldoniano esprimeva la sua emozione, la sua incredulità, il suo sgomento. In quel momento ho capito lo sbalordimento che deve aver provato Orazio, quello del carpe diem, quando, giovane e intelligente figlio di schiavo, mandato a studiare in Atene, ha ricevuto la notizia che il padrone aveva liberato suo padre: il figlio di un liberto era un uomo libero, con tutti i diritti che aveva un civis romanus. In un attimo la sua vita era cambiata. Anche la mia generazione ha vissuto liberazioni imprevedibili. Ricordo con sgomento la sofferta decisione di modificare un bilancio, la fatica per rifare le somme, ribattere la relazione e convincere la segretaria a fermarsi fino a tardi. Ricordo anche quanto lavoro ci ha risparmiato la fotocopiatrice. E non parlo del cambiamento che la posta elettronica ha portato al nostro lavoro: a questo hanno partecipato anche i più giovani. Abbiamo tutti un padre liberto! Non era certo così nei secoli passati. Lasciamo perdere il modo di lavorare la terra che è rimasto sostanzialmente uguale per migliaia di anni, ed anche oggi, se andate in Egitto, i contadini continuano a spingere l’ aratro tirato da un asinello. Mi piace ricordare che l’uomo ha usato la pietra scheggiata, come primo strumento di lavoro, più di centomila anni fa e che le prime tracce di pietra levigata appaiono appena diecimila anni fa. I nostri vecchi nonni hanno lasciato passare ben 50 volte il tempo che ci separa dalla nascita di Cristo per capire che è più lento, ma più sicuro, levigare una pietra, piuttosto che pestarsi le mani cercando di scheggiarla. Vivere nei nostri anni è straordinario ed emozionante. Ringraziamo |