Mastro Clienti: Esercizio 1818/1819 di Paolo Lenarda |
E’ un librone scritto a mano, con bella calligrafia, da un nostro vecchio collega che probabilmente ha perso gli occhi e la vita per questo lavoro. Riguarda un centinaio di contratti di affitto di appezzamenti di terreno di una grande azienda del Friuli, ed è relativo all’ esercizio sociale 1818/19 La pagina inizia con il nome del conduttore e con la descrizione sommaria dell’area concessa in affitto: richiama di volta in volta gli estremi del contratto ed è svolto sotto forma di conto corrente. Nel dare vengono indicati gli impegni del conduttore: è il compenso pattuito per poter lavorare il campo. E’ evidente l’analisi logica del conto: a pagina 73 abbiamo il Sig. Di Coppe Giuseppe fu Giovanna (deve) dare 3,2 di frumento, 2 di avena, 1 di fagioli, 3,3 di sorgo, 2 botti, 2 capponi, 2 dindie, la metà del vino prodotto. E’ un conto corrente fra agricoltori che non usano il denaro. Nella colonna avere, a fianco della prima, è indicato, nelle diverse date, quanto il conduttore ha consegnato. La merce consegnata non combacia quasi mai con la merce promessa: la differenza è data con altri prodotti della terra: molto raramente con denaro. Non sono riuscito a capire le unità di misura, né conosco la moneta con cui venivano saldati i contanti. Ma non importa. I libro è affascinante e dà una pallida idea del lavoro che facevano anche i nostri colleghi. Lo tengo in studio, assieme al libro magazzino dello stesso anno. Quando viene un amico, mi piace andare a leggere il paginone della movimentazione dell’ acquavita: molta era venduta; moltissima era usata dal paron, dal pievan e, con grande generosità, dal nonzolo. E’ la vita! |