Dall’ochetta alla moneta elettronica ? di Paolo Lenarda - 2001 |
Da sempre l’uomo ha cercato un oggetto che potesse servire quale unità di scambio con il quale comperare le cose di cui ha bisogno: ha cercato, durante i secoli, quello che oggi chiamiamo denaro. All’inizio c’era il baratto, ma un’economia appena più evoluta non può accontentarsi di uno scambio di merci, deve trovare una unità di scambio. In una economia non globalizzata e anzi ben divisa in aree che non comunicano con altre realtà, abbiamo, di volta in volta, il sale, il grano, la porpora, la pecora, e forse l’oca. Non a caso i romani quando hanno cercato un nome per il loro denaro non hanno trovato niente di meglio che chiamarlo pecunia in sostituzione di quel pecus che, con tutta probabilità, in un’economia rurale, costituiva la merce di scambio accettata da tutti. Ma anche nel primo Rinascimento al posto del tacchino o del cappone usato come omaggio, e non più facilmente gestibile in una economia già dedita al commercio, con le case non abituate ad avere animali da cortile fra i piedi, è stata sostituita da una moneta che è stata chiamata “osella”. Il percorso dalla moneta alla carta di credito è noto. Ci abbiamo messo 3/4000 anni, ma siamo arrivati alla moneta virtuale. In Mesopotamia, fra i due grandi fiumi che hanno tenuto a balia le prime civiltà, sono state trovate delle figurine in metallo che rappresentano un’oca. Non è ben chiaro a che cosa servissero, cosa fossero, e perché venivano costruite, ovviamente con tanta fatica. C’è chi dice che fossero un’unità di peso: a me pare impossibile perché sono di dimensioni e di pesi diversi. Altri dicono fosse un monile: non credo, perchè il monile dovrebbe essere dotato di un anello per appenderlo ad una catenella da portare al collo. Sono convinto che sia la prima moneta: non sono in grado di dare un parere definitivo, ma perché mai gli antichi babilonesi non possono aver intuito che fosse più facile andare a comperare oggetti di un certo valore con un’oca metallica piuttosto che con tante oche vive e starnazzanti? Forse non sarà così, ma fra tante ipotesi altrettanto irreali, preferisco questa. |