Udinese Inter 1-1

di Paolo Lenarda

 

Se non la organizzi, la domenica a Buja è una tragedia: i miei amici sono tutti impegnati in attività che, in me, non destano alcun interesse.

Oggi c’è la partita a Udine con l’Inter e sono tutti lì che si preparano.

Sono arrivato ieri pomeriggio senza i libri che sto leggendo e non ho voglia di iniziarne un altro.

La mia vita, i problemi di oggi, l’ultima emozione, l’incontro con una palpabile sensibilità.

Sensibile è un aggettivo molto poco chiaro e per nulla specifico, sensibile a…., sensibile in….., sensibile per….., sensibile con…..

Anche le cose possono essere sensibili, possono ricevere un briciolo di vita: carta sensibile alla luce.

O le piante: sensibili al freddo.

Una persona può essere sensibile quando riceve e può essere sensibile nel dare: passivo o attivo. E può esserlo la stessa persona, anzi, di solito, è la stessa persona.

La giornata della persona sensibile corre su una sinusoide dove la punta alta è molto alta e la punta bassa può essere anche troppo bassa.

La sua vita è come quella del pipistrello che può capire soltanto chi parla e ascolta nelle note superiori degli ultrasuoni. Il diverso comportamento degli altri può apparire un rumore incomprensibile e forse sgradevole.

Sensibilità, non ci avevo mai pensato, è un mondo meraviglioso che esalta i sensi, acuisce le percezioni, rende la vita più completa e più difficile, permette una gioia intima e intensa, ma anche grandi dispiaceri e delusioni.

Chi è sensibile deve accettare, capire ed apprezzare anche chi dalla sorte non ha avuto la sua sensibilità. E non a caso dico sorte, perché non so se sia una fortuna o una sfortuna, un vantaggio o uno svantaggio.