Buja ringrazia

e non dimentica

di Aldo Calligaro, Sindaco di Buja

 

Perciò non temiamo se trema la terra,
se crollano i monti nel fondo del mare.

(Salmo 46)

È con vivo compiacimento che, a nome dell'Amministrazione comunale e mio personale, saluto, nel ventesimo anniversario del terremoto, l'uscita del quindicesimo numero di "BUJE PORE NUJE!" Questo volume speciale dedicato ai vent'anni del terremoto, direttamente sostenuto dall'Amministrazione comunale, è stato aperto alla collaborazione di tutte le Associazioni ed Enti bujesi.

Con sentimenti di gratitudine mi rivolgo a quanti hanno lavorato per il recupero di ricordi e testimonianze affinchè quanto accaduto in questi venti anni possa essere custodito e diventare memoria collettiva. La straordinaria pagina di storia scritta dopo il terremoto merita d'essere conservata il più a lungo possibile.

La ricorrenza che quest'anno celebriamo costituisce per il Friuli un evento fondamentale della sua civiltà. Il cammino percorso è stato difficile e senza la convinzione profonda nei nostri valori non si sarebbero potuti raggiungere i risultati che sono stati conseguiti. La ricostruzione materiale ha costituito un punto fermo contro la rassegnazione ed il fatalismo ed ha gettato le basi per uno sviluppo futuro. Oggi, a vent'anni da quel tragico 6 maggio del 1976, possiamo, con un po' di orgoglio, dire

che la ricostruzione fisica è praticamente completata.

Questo anniversario è l'occasione della comunità bujese per ringraziare la grande solidarietà nazionale ed internazionale dimostrataci in questi vent'anni. A nome dei cittadini di Buja formulo un grazie riconoscente e doveroso a tutte le Associazioni, a tutti gli Enti, alle migliaia di persone che in questi due decenni hanno aiutato il Friuli materialmente e spiritualmente. Vent'anni di generosità meritano un grandissimo e riconoscente grazie di cuore assieme ad un rinnovato impegno a non dimenticare la solidarietà ricevuta.

Ultimata la ricostruzione materiale, è importante ora impegnarsi per la rinascita culturale ed etica del Friuli affinchè questa terra non perda la propria identità culturale e la propria anima. Come per la edificazione fisica l'autonomia e le ben note leggi sulla ricostruzione hanno fatto la differenza, così per la rinascita culturale è necessaria, unitamente ad una sempre maggior coscienza della propria peculiarità, anche di una legge dello Stato che tuteli le lingue e culture minori. In un mondo, dove le grandi società tendono ad omogeneizzare ed omologare culture e tradizioni, la tutela non solo è un diritto ma un dovere perché rappresenta una ricchezza di tutti.

Il mio augurio ed impegno è per un Friuli europeo, multiculturale e di grande civismo, un Friuli dove, rimosse tutte le ingiustizie sociali, sia favorita la solidarietà verso i più deboli, garantita la pace e la certezza del lavoro.