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Aiuti della Caritas austriaca 

a Buja dopo il terremoto 1976

di Viktor Omelko

 

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Dopo il terremoto de11976 in Friuli, la Caritas austriaca ha voluto contribuire con tutti i mezzi a sua disposizione, alla ricostruzione, ma soprattutto aiutare a riparare le case e le abitazioni.

Era necessario ricostruire case durevoli e antisismiche. Il progetto prevedeva che i mezzi e le forze a disposizione della Caritas fossero impiegati ottimamente, per dare il migliore aiuto alla popolazione, come ad esempio scavare fondamenta, erigere le basi per sistemarvi quei prefabbricati che forniva l'Austria, oltre a mettere a punto le pareti esterne ed interne delle stesse.

Operando in questa maniera era dato per scontato, che ogni casa consegnata era da considerare come una cosa propria. Da parte dei proprietari delle case era stato richiesto un contributo alla solidarietà sotto forma di un credito rinnOvabile o rotativo, allo scopo di poter costruire ulteriori case.

Che questo obbligo fosse difficile da accettare e digerire era comprensibile, considerata la situazione del momento di allora.
Grazie alla buona collaborazione con la popolazione e le autorità competenti, si é potuto erigere già nel 1976 un asilo per ben 70 bambini. Inoltre furono consegnate 2 box abitabili-mobili, 2 piccoli prefabbricati temporanei e 20 vagoni rifatti ed atti ad ospitare per un periodo transitorio, i senzatetto. La parte più cospicua degli aiuti
per Buja, é rappresentata dalla consegna di 51 case prefabbricate, di alta qualità ed abitabilità, che rappresentano il 20 % delle 256 case che la Caritas austriaca ha fatto costruire e consegnate in Friuli. Inoltre é stato fornito molto materiale per l'edilizia e mobiliare.
Di grande importanza é stato l'aiuto delle forze operatrici di vari gruppi austriaca, tanto che si sono sviluppati contatti intensi ed umani, specialmente col gruppo di S. Margarethen del Burgenland, che dirottarono anche in tempi successivi aiuti e sostegni per Buja.