di Mario Ragagnin | |
State ascoltando un brano da "EL TEI" (1996)
La Compagnia del Teatro Sperimentâl di Avilla di Buja opera da diversi decenni nella nostra Regione. E’ formata da attori che, pur svolgendo altre attività, si possono ritenere professionisti. Essi si impegnano completamente nella sperimentazione di sempre nuove vie espressive, alla ricerca della perfezione formale. Iniziarono con l’interpretazione delle commedie classiche friulane, ancora oggi nei repertori di parecchie compagnie: “Il test di sar Pieri Catus” di Marioni, “Amôr in canoniche” di Pellarini, “La rosade de sere” di Smaniotto e altre del genere. L’incontro con gli scrittori di Risultive, in particolare con Lelo Cjanton e Alviero Negro, rivelò le loro potenzialità nascoste. Il nuovo teatro, elaborato da Risultive, era di impegno politico, di protesta e di proposta. Parlava della guerra, della Resistenza, del potere e dei padroni. Affrontava i problemi esistenziali dell’umanità della vita e della libertà. Risultive rinnovava la letteratura friulana. Rompeva con i vecchi schemi folkloristici post-zoruttiani. Proponeva critiche sociali ed analisi storiche, con l’intento di scuotere l’animo dei Friulani. Era ora che il nostro popolo, troppo remissivo ed assuefatto al paternalismo dei “sorestants”, prendesse coscienza di sè e della sua identità. L’opera che sintetizza queste aspirazioni è “Buje”. E’ un momento fondamentale della storia nostra e del Friuli: in essa si supera la storiografia ufficiale, volta a descrivere le imprese dei personaggi famosi. Si mettono in evidenza le persone semplici. Si vede la storia dal punto di vista del popolo. E’ un invito rivolto ad ognuno perchè riscopra la sua importanza, il proprio ruolo e la peculiare funzione che è chiamato a svolgere, anche per intervenire nella grande storia, quella di tutti. Dopo la scomparsa di Alviero Negro alcuni elementi della Compagnia parteciparono all’allestimento de “I turcs tal Friûl” di Pasolini, con la regia di Elio De Capitani, nonchè dei films “Prime di sere” e “Pieri Menis, ricuarts di frut” con la regia di Lauro Pittini. Accanto a queste rievocazioni storiche, col regista Francesco Accomando, la compagnia elaborò sceneggiature tratte dai romanzi e dai racconti di Maria Forte: “Il tei”, “In cjase”, “In tal curtîl” e altre. E’ stato un lavoro di cesello e di sfumature, alla continua ricerca di una identità nascosta e sempre sfuggente. I tempi lontani tornano davanti a noi. Giochi di luci e musiche di sottofondo richiamano vicende antiche e nuove, sentimenti e tradizioni che intessono la nostra vita. Nella casa di Bet, restaurata dopo il sisma, rivivono i momenti magici del passato. E’ una dimostrazione di come il teatro riesca a sintetizzare la letteratura, l’arte figurativa e la musica. Il coinvolgimento personale del pubblico negli eventi è suggestivo. Mondi di sogno e personaggi scomparsi riappaiono come per incanto, evocati dalla magia dell’arte. In questi incontri gli attori rivelano compiutamente la loro maturità professionale e la perfezione stilistica. Il teatro è arte che proviene dalla vita per ritornare alla vita, a riordinarla ed a risolverla. Le esperienze teatrali degli ultimi decenni rappresentano un costante interrogarsi sulla funzione che il teatro è chiamato a svolgere. Ripropongono le vecchie questioni: cos’è l’arte, che scopo deve avere, quale è la responsabilità dei suoi cultori e quale impegno civile essi devono proporsi. La drammaturgia suscita e favorisce una circolazione di idee in grado di rendere la gente partecipe e capace di affrontare i problemi del nostro tempo, e non soltanto di parlarne per passare il tempo. Nella nostra regione ci sono tante compagnie, scuole ed istituzioni pubbliche e private, che si dedicano all’attività teatrale, incoraggiando e sostenendo le ultime tendenze. Il Centro Servizi e Spettacoli e l’Ente regionale teatro coordinano le tante associazioni spontanee. La Compagnia di Avilla valorizzerà la capacità tecnica, acquisita attraverso le varie fasi di sperimentazione, se la proietterà verso un progetto mondiale. I problemi attuali, della globalizzazione e della multiculturalità, richiamano gli operatori ad un impegno complessivo, in cui cultura e vita si integrino. L’esperienza della gloriosa Compagnia di Avilla si rileverà preziosa se contribuirà a raccogliere sistematicamente idee e problemi in modo da evitare ripetizioni e dispersioni e se farà convergere le proposte su un filone unitario, produttivo di soluzioni globali. In tal modo l’armonia delle opere si irradierà alla vita. P.S. : Sito Internet: www.teatrovile.too.it |