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Dalle piramidi alle colline moreniche
Akhenaton
il faraone scismatico

di Bashir Hassan

 

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Mandi... mi chiamo Bashir e sono un buiese un po’ anomalo! Infatti sono stato “adottato” da Buia quando mi sono sposato e, dopo mille peripezie, ho lasciato il mio lavoro di guida turistica in Egitto per venire a vivere in Italia.

La gente di Buia sin dall’inizio mi ha accolto come uno di casa e nonostante tutte le mie paure, sono stato accettato e benvoluto. Ora sono felice e mi sento realizzato ma nel profondo del mio cuore rimane indelebile un grandissimo amore per l’Egitto e soprattutto per la sua storia.

La mia passione per l’egittologia risale alla mia infanzia: un giorno, passeggiando per le vie del Cairo, raccolsi da terra un foglietto sgualcito sul quale erano disegnate delle strane figure che sin dal primo istante mi hanno attratto col loro fascino: erano dei geroglifici. Pur non comprendendo cosa fossero, sentivo dentro di me un’energia che mi spingeva a scoprire la vera natura di quelle figure tanto belle ma allo stesso tempo così ricche di mistero.

Da quel giorno mi sono appassionato sempre più alla storia dell’Antico Egitto e la mia curiosità per quel semplice ma intrigante “bigliettino” si è tramutata, dopo anni di studio e di impegno, in una laurea in Archeologia ed Egittologia.

Quando si parla dell’Egitto le prime immagini che vengono in mente sono quelle delle Piramidi, della Sfinge e di Tutankhamon... ma in realtà la storia faraonica è fatta di tantissimi altri monumenti e personaggi, probabilmente meno conosciuti ma ugualmente coinvolgenti e affascinanti.

Una delle figure più emblematiche e controverse della sua storia è senza dubbio quella di Akhenaton: il faraone scismatico. Definito di volta in volta mistico, maniaco religioso, malato, omosessuale, profeta e monoteista, in realtà la sua complessa personalità ha segnato un momento unico nella storia faraonica.

Per capire la sua ideologia, però, dobbiamo fare un passo indietro nel tempo, all’epoca dell’antica Tebe (l’attuale Luxor) quando, capitale dell’Egitto durante il Regno Nuovo, sorgeva magnifica lungo le rive del Nilo, straordinariamente ricca, fulcro economico, politico e culturale del Paese.

Nel 1372 a.C. quando Amonhotep IV figlio di Amonhotep III salì al trono, si scontrò con la classe sacerdotale tebana (il clero del Dio Amon-Ra), che già sotto il regno di suo padre aveva assunto una tale potenza economica da diventare stato nello stato.

Infatti, le offerte e le donazioni, che pervenivano ai templi, sempre più numerosi del Dio Amon-Ra, venivano astutamente gestite dai sacerdoti; gran parte dei fertili terreni attorno alla città erano di proprietà della classe sacerdotale, così come i laboratori artigianali e gli allevamenti.

Impaurito e preoccupato da questa situazione, nel quinto anno del suo regno, Amonhotep IV decise di modificare radicalmente questa posizione di privilegio e di dominio del clero, sostituendo il culto di Amon-Ra, raffigurato in una forma umana, con quella di Aton, rappresentato da un disco solare da cui partono dei raggi, ciascuno terminante con una mano umana che reca il simbolo della vita “Ankh” (Chiave della Vita), per la cui adorazione non c’era più bisogno dei sacerdoti. 

Sull’onda delle riforme, il faraone Amonhotep IV (che significa “il Dio Amon sta bene”), cambiò nome e si fece chiamare Akhenaton (“il fedele al Dio Aton”), chiuse i templi, coraggiosamente abbandonò Tebe e costruì una nuova capitale: AkhetAton (“che significa l’orizzonte di Aton”, l’attuale Tal El-Amarna).

Sotto il suo dominio anche l’arte venne modificata, infatti diversamente dagli altri faraoni sempre raffigurati in forma quasi idealizzata, Akhenaton venne rappresentato con un viso allungato, labbra carnose, collo molto alto e corpo che racchiude sembianze maschili e femminili. Nella sua lotta contro i sacerdoti e il politeismo ebbe il sostegno di sua moglie Nefertiti, che giocò un ruolo determinante nella sua vita, tanto da essere sempre rappresentata al suo fianco, in adorazione al dio Aton.

Da quanto sopra esposto Akhenaton viene definito monoteista per religione e ambiguo per rappresentazione... ma la realtà va oltre l’apparenza!

Infatti Akhenaton non era un precursore della nostra religione monoteista ma, utilizzando il dio Aton già presente nella mitologia egizia, creò un nuovo rapporto tra popolo e dio dove l’unico intermediario era il faraone stesso che a sua volta veniva adorato dal popolo. Inoltre visto che il “dio unico” porta in se connotati maschili e femminili dovuti alla fertilità divina, Ahkenaton in quanto mediatore tra il divino e l’umano si fece raffigurare sotto forma ambigua, non per malattia o manifestazione di omosessualità ma per pura vicinanza al suo dio.

Il popolo però, legato alla tradizione, non riuscì mai ad accettare questa nuova forma di religiosità imposta da Akenaton e con lui nacque e morì un tentativo di riforma religiosa che sicuramente avrebbe potuto segnare il corso della storia egizia.