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![]() | Donatori di sangue a Buja di Silvio Zontone | |
I primi Donatori di sangue di Buja aderiscono nel 1949 con l'Arciprete mons. Giovanni Chitussi, alla "Associazione Libera Di Volontari Del Sangue" fondata a Udine il 13 luglio di quell'anno. La Sezione Combattenti locale, a metà novembre 1954 organizza una riunione nella sala Tabeacco, oratore il cav. Pezzali accompagnato dal dott. Vidoni e da don Carlo Cautero, per far conoscere alla popolazione il problema della trasfusione del sangue e quindi per sollecitare adesioni all' AVIS provinciale. I primi prelievi vengono effettuati a Buja dal prof. Venturelli assistito dal dott. Vidoni nel suo territorio, nelle domeniche 20 e 27 febbraio 1955, con un totale di 24 Donazioni, mentre per domenica 27 marzo delle stesso anno il dott. Vidoni invita tutti i Donatori di Buja nella sala consiliare del Municipio. Ai 33 presenti il dottore espone l'opportunità di istituire in loco una Sezione di Donatori di sangue e nella seduta stessa vengono eletti il Consiglio Direttivo, il dott. Vidoni Presidente e Don Carlo Cautero Vicepresidente. La prima manifestazione pubblica dei Donatori di Buja ha luogo domenica 10 marzo 1957, quando nel duomo di S. Stefano viene solennemente benedetto da don Cautero il Labaro della Sezione. Nel 1958 emerge l'aspirazione autonomistica della nostra Associazione e nell'Assemblea del 15 febbraio dell'anno successivo i 35 Donatori presenti all'unanimità danno l'adesione all'Associazione Friulana Donatori di Sangue. Nel 1960 la Presidenza della Sezione di Buja passa al m.o Eligio Piemonte che la guiderà anche attraverso il periodo del terremoto che il 6 maggio 1976 colpisce il Friuli scuotendo l'animo delle persone, ma mettendole a contatto della solidarietà dei tantissimi volontari che hanno dato una mano a ricostruirlo. Proprio questo tragico evento ha permesso di stringere amicizia con le Sezioni AVIS dei Comuni di Berbenno (BG), guidata dal Presidente Edvige Moretti, e Nogara (VR), con a capo Renato Franzini; il gemellaggio con esse ne è stato il coronamento e ci mantiene in contatto da oltre 25 anni. Dopo trent'anni, nel 1990, il m.o Eligio Piemonte lascia la Sezione nelle mani del successore e attuale Presidente, Adriano Debellis che continua l'opera di diffusione organizzando e coordinando le attività di promozione sul territorio bujese. Il Congresso Provinciale AFDS che nel 1996 si è svolto a Buja ha comportato grandi sforzi organizzativi, ma la collaborazione dell'Amministrazione Comunale e delle Associazioni locali, ha consentito il perfetto svolgimento della manifestazione, con soddisfazione degli ospiti e dei volontari che hanno aiutato alla sua realizzazione. Nel 2000, anno in cui ricorreva il 45° anniversario di fondazione della Sezione, durante la cerimonia di commemorazione alla presenza delle Autorità e delle Associazioni locali, è stato benedetto il cippo a ricordo dei Donatori deceduti. Lo scorso anno, grazie alla disponibilità dell' Amministrazione Comunale, la possibilità di avere una sede in uno dei locali presso il Centro Anziani, si è fatta realtà e ciò ha permesso di organizzare l'apertura domenicale per fornire un supporto ai nostri Donatori. Il 2005 sarà un'altra tappa sul cammino della nostra Sezione AFDS perchè festeggerà il mezzo secolo di attività, e speriamo che le iniziative organizzate per la ricorrenza siano apprezzate e vedano la partecipazione di tutta la comunità bujese Dai primi fondatori che vollero creare anche nel nostro Comune un gruppo di volontari che si prodigassero nella diffusione della cultura del Dono del sangue nel 1955 ai giorni nostri, si sono succeduti nei Consigli Direttivi molti Donatori che, prendendo a cuore il loro incarico, hanno fatto crescere il Sodalizio; innanzi tutto nelle proprie famiglie, nucleo di ogni comunità, e quindi nell'ambito delle amicizie e delle conoscenze, portando il numero degli iscritti da poche decine agli oltre 700 degli ultimi anni. Nel grafico allegato è possibile avere un'idea di come è cresciuta nel corso degli anni la nostra Sezione e di quali traguardi ha potuto raggiungere grazie ai suoi Donatori. La crescita costante del numero di Soci e delle loro Donazioni ha subito negli ultimi anni una stabilizzazione, complici il calo demografico e la selezione dei volontari da parte dei centri trasfusionali, ma mantiene comunque ampi margini di crescita nella comunità, se sorretta dalla propaganda che ciascuno può fare. Le moderne tecniche chirurgiche permettono di ottimizzare l'utilizzo del sangue raccolto, ma la complessità ed il numero degli interventi comporta un aumento delle richieste alle quali talvolta i centri trasfusionali non riescono a sopperire e questo spiega gli appelli che vengono fatti ai Donatori. |