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ALPINI DI BUJA

"Gli 80 anni del Gruppo A.N.A."

di Sergio Burigotto

 

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Dice Pietro Menis nel suo libro “Alpini di Buja”, che l’idea di costituire una Sezione fra gli Alpini in congedo anche a Buja, venne lanciata nell’estate del 1925.

Infatti già alcuni centri del Friuli avevano costituito forti raggruppamenti dove si teneva alto lo “spirito di corpo”, cioè la fratellanza schietta, la sincerità cameratesca che si erano sviluppate e cementate nella trincea e nella caserma.

Forse nessun altro paese del Friuli aveva tanti titoli quanti ne aveva Buja per costituire una Sezione di Alpini in congedo. Buja infatti è eminentemente un paese di Alpini!

A lanciare la proposta era stato il farmacista Nello Marangoni, ex sergente volontario durante la guerra, verso la metà del 1925. La proposta trovava subito entusiastiche adesioni. Fra i primi a dare il proprio nome e ad appoggiare l’iniziativa furono Egidio Miani, Domenico Ragagnin, Renato Barnaba, Valentino Fabbro, Tarcisio Savonitti, Riccardo Calligaro, Marcuzzi Giuseppe, Giobatta Franz, Amilcare Molinari, Pietro Menis ed il “bocia” Probo Piemonte.

In novembre si svolse l’Assemblea dei primi iscritti e si procedette alla nomina delle cariche sociali: Nello Marangoni presidente, Pietro Menis segretario,  Egidio Miani cassiere e tutti gli altri citati prima, consiglieri.

La Sezione venne dedicata al tenente Giuseppe (Bepi) Marangoni.

Il 12 febbraio successivo, la Direzione Centrale dell’Associazione Nazionale Alpini da Milano, con n°402 di protocollo, scriveva alla Sezione di Buja: «Vi esprimiamo il nostro compiacimento per aver saputo in breve tempo raggiungere il numero dei soci indispensabile per poter costituire una Sezione, secondo le norme dello Statuto. A noi non resta se non mandarvi il nostro voto di plauso cordiale e sincero con l’augurio di poter svolgere la vostra azione nei comuni limitrofi e viciniori organizzandovi tanti gruppi di Soci Collettivi.»

Ecco, così é nata la nostra “Sezione” poi trasformata in “Gruppo”.

Dal lontano 1925 sono trascorsi 80 anni in cui l’umanità ha camminato a “passo di corsa”, vivendo esperienze tragiche, realizzando scoperte meravigliose e terribili.

Ma gli Alpini sono rimasti quelli di sempre: i loro ideali ed i loro sentimenti non sono mutati, come non sono mutate le cime dei loro monti”.

Momenti drammatici quali la 2a guerra mondiale ed il disastroso terremoto del 1976 li hanno visti instancabili protagonisti.

Le mille opere di pace a favore di chi è colpito dalle calamità naturali, di chi si trova in situazioni di bisogno, di chi cerca risposte immediate e concrete alle proprie difficoltà, hanno fatto degli Alpini un elemento solido ed affidabile di coesione sociale.

Anche nella nostra comunità l’apporto degli Alpini è sempre stato generoso e prezioso. Tra le numerose forme di presenza ed aiuto, mai sbandierate, piace soprattutto ricordare quelle volte alla tutela ambientale che li ha sempre visti e li vede tuttora impegnati in continui ed incessanti interventi.

In questi 80 anni si sono succeduti cinque Capigruppo e lo sparuto drappello dei primi aderenti è diventato il più grande “Gruppo A.N.A.” d’Italia con oltre 500 iscritti.

Questo anniversario storico sarà festeggiato durante tutto il corso dell’anno in vari momenti con diverse iniziative.

La Festa di San Giuseppe in Ursinins Piccolo, si aprirà proprio con una mostra dedicata agli Alpini di Buja.