![]() Agosto 2008 |
ATTIVITÀ A.N.A. - BUJA |
Amicizia, natura e voglia di stare assieme in allegria, ma anche impegno sociale e lavoro volontaristico: sono due aspetti compresenti nella vita associativa del Gruppo Alpini di Buja. Sono appena rientrati dall'escursione alle "Vedrette di Ries" e già ripartono per un fine settimana di interventi manutentivi sul Passo Volaja. Erano in 45 a comporre il gruppo che ha partecipato il 19 e 20 scorso all'escursione nel Parco Naturale in Val Aurina, in Alto Adige; nei resoconti agli amici rimasti a casa, hanno narrato del "ambiente maestoso e severo che li circondava mentre percorrevano il sentiero Hartdegen, tra gigantesche rocce levigate dal ghiaccio... su fino al Rivo Plattner", e poi l'attraversamento "di selvaggi sgretolamenti di roccia lungo il fianco ovest dello Sperone Gigante e l'impegnativa risalita alla Val Sorgiva", e "lo spumeggiante Rivo e la gigantesca cascata, e poi le malghe alte, e i maestosi stupendi panorami..." fino a Riva di Tures. Scorrevano ancora i titoli di coda del racconto dell'escursione che iniziava l'esperienza successiva: Intervento di ripristino delle trincee della Grande Guerra al passo Volaja. Dopo un sopralluogo alcune settimane orsono, il Capogruppo Sergio Burigotto e il responsabile dell'iniziativa Col. Pierluigi Giampaoli (del Gruppo per l'indagine storica "Amici della Val Degano"), hanno predisposto il programma dei lavori previsti per la prima fase di sabato 26 e domenica 27 scorsi, che hanno visto impegnata una ventina di volontari, dell'ANA di Buja coadiuvati da alcuni giovani del luogo. Il sito è caratterizzato da fossati di trincea (in parte franati e riempiti) con i relativi muri a secco (da recuperare), camminamenti, rete di gallerie, postazioni di vedetta e basamenti per armi pesanti; da decenni abbandonato e sferzato dalle intemperie tutto il sito necessita di sostanziosi interventi e, con il lavori degli Alpini e dei loro amici, sarà, per fasi successive, ripristinato e riconsegnato ai visitatori che oltre alle meraviglie ambientali del luogo potranno coltivare anche la memoria storica delle vicende belliche che sui quei monti friulani si sono consumate. |