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"Una nuova sede per l'A.N.A." di Romano Aita | |
L'Associazione nazionale alpini in congedo di Buja ha finalmente una propria nuova sede. Se 1'è voluta edificare con scopi ben precisi e a suon di sacrifici sul colle più alto, San Lorenzo, nel cuore della vetusta borgata di Monte, caratterizzata dalla millenaria Pieve in avanzata fase di riedificazione e dal severo parco della rimembranza. Con la realizzazione di questa nuova sede, Monte può aggiungere un tassello in più nel contesto delle importanti opere programmate sul colle. L'ANA di Buja con la sua intensissima attività rappresenta una colonna portante in campo provinciale e anche regionale. Fondata nel 1925 con un numero sparuto di soci da un pugno di valorose penne nere reduci della Grande guerra, ebbe come primo capogruppo il farmacista Nello Marangoni. Col passare degli anni, sotto il direttivo di Ascanio Papinutti, morto nel campo di concentramento di Buchenwald, e Mario Cassetti, il sodalizio riuscì a superare le inevitabili difficoltà, acquisendo un generale progresso. Ma la esplosione su largo raggio dell'ANA di Buja, si è verificata sotto la presidenza di Tarcisio Molinaro e dell'attuale capogruppo Sergio Burigotto. Quest'ultimo, accogliendo il messaggio tramandatogli da Molinaro, continua a lavorare per arricchire l'associazione di ulteriori requisiti che la rendono simpatica e oltremodo vitale. Ultima sua conquista è stata, appunto, la realizzazione in Monte della nuova sede, grazie al coinvolgimento di intere squadre di penne nere e altri volontari. Ma perché costruirla lassù, al vertice del più alto colle? si chiedono i più. Per scopi ben precisi, spiega Burigotto, soprattutto per trovare, al di fuori dei frastuoni e dei disturbi di ogni genere, quella serenità che soltanto un luogo appartato come Monte può offrire. A proposito poi degli sforzi compiuti per realizzare l'opera, Burigotto comincia dalle difficoltà di ottenere nella casa patriarcale dei generosi fratelli Ursella uno scantinato tipico e molto rustico in cui il 9 settembre 1987 si sono appunto iniziati i lavori, compresa la sistemazione delle aree esterne e delle infrastrutture. Complessivamente si contano - specifica ancora il capogruppo - 120 interventi, 700 presenze con oltre duemila ore lavorative. Per l'acquisto di materiale sono stati spesi oltre 16 milioni, ricavati da sottoscrizioni e da manifestazioni. Anche gli artisti bujesi hanno contribuito a rendere più bella e accogliente la sede: Giuseppe Baldassi con l'ardita e colossale statua dell'alpino sistemata ai piedi della gradinata esterna; Pietro Galína con, all'ingresso, una bellissima e significativa pittura murale; Ermes Volpe con incisioni, su rame, di episodi della Brigata Julia; Leo Copetti con le raffigurazioni delle "sacralità" in ferro battuto. L'inaugurazione, preceduta nella serata di sabato dal concerto del coro della Julia, il 1 ° ottobre 1989, ha richiamato sul colle di San Lorenzo centinaia di penne nere giunte da tutto il Friuli e da varie città delle valli dell'Adige, del Veneto, dell'Emilia e del Piemonte. La celebrazione ha preso il via con un imponente corteo che, aperto dalla banda cittadina, si è diretto al parco della rimembranza dove c'è il monumento ai caduti di tutte le guerre. Qui, attorno all'altare da campo, hanno trovato posto le autorità con il sindaco di Buja Gino Molinaro e la giunta, l'assessore regionale Ivano Benvenuti, i tenenti colonnelli Petti (in rappresentanza della brigata alpina Julia), Massimi, Fabris, Giampaoli, il generale Pino Tirel, il comandante della stazione carabinieri Gaiotti, rappresentanze dell'A.N.A. con il vicepresidente nazionale Bonetti, il consigliere nazionale Molinaro, il presidente della sezione di Udine Masarotti e diversi consiglieri sezionali. C'erano inoltre i gonfaloni di Buja, Udine e Trento, gli oltre 50 gagliardetti della regione e quelli di Parma, Verona, Treviso e Vercelli. All'omelia il celebrante monsignor Gian Carlo Menis ha tra l'altro puntualizzato le finalità che hanno portato alla realizzazione della sede dell'ANA di Buja. "È collocata in Monte - ha detto il sacerdote - perché Monte significa momento unitario di tutta la popolazione bujese, al di sopra di ogni campanilismo, e trova posto in una casa tradizionale che evoca spontaneamente la famiglia, l'amicizia, il lavoro, il risparmio. In essa - ha proseguito monsignor Menis - è collocato un fogolâr, segno di fedeltà e di continuità con le virtù dei padri. Pertanto la sede è già un programma di virtù umane, cristiane, friulane, alpine quanto mai attuale. Esso, infatti, combatte - ha concluso - l'indifferenza verso i fratelli, che è il male più sottile e tragico della società contemporanea". Dopo la deposizione di una corona d'alloro al monumento ai caduti, la cerimonia si è spostata nell'area della nuova sede. Ad aprire i discorsi ufficiali è stato il capogruppo locale Sergio Burigotto che ha chiarito le ragioni dell'edificazione della casa degli alpini, simbolo di calorosa accoglienza e armoniosa fraternità. Ha concluso ringraziando gli Ursella, proprietari del rustico, le ex penne nere che hanno assiduamente lavorato nella ristrutturazione e nell'arredamento e gli artisti Baldassi, Galina, Coppetti e Volpe che hanno abbellito l'interno e l'esterno con le loro opere. Il sindaco Molinaro, rifacendosi alla vitalità delle associazioni buiesi, si è soffermato sull'ANA, sempre presente nella comunità, per esprimere la riconoscenza di quanti hanno beneficiato direttamente della sua opera e soprattutto di coloro che hanno riscoperto, per suo tramite, valori umani, civili e civici. "E poiché Monte, da sempre, per i bujesi personifica la storicità di questi valori - ha sottolineato il sindaco - l'ubicazione della sede dell'ANA accanto ai segni storici della Pieve, alla piazza che vide le prime assemblee vicinali, al Parco della rimembranza che ricorda il sacrificio dei cittadini caduti, non poteva essere migliore". È stata poi la volta dell'assessore regionale Benvenuti che ha avuto parole di plauso per la straordinaria vitalità del gruppo alpino bujese tra le cui file s'inseriscono volenterosi e orgogliosi i giovani, assicurandone il futuro. Il tenente colonnello Petti, poi, nel portare l'abbraccio della Brigata Julia, ha posto l'accento sulle nuove leve che nel servizio militare e nella caserma non devono vedere una costrizione, ma una palestra di formazione e di preparazione alla vita. Il vicepresidente nazionale dell'ANA, Bonetti, quindi, sottolineando lo spirito di solidarietà, l'operosità e l'entusiasmo degli alpini, ha voluto ricordare lo scomparso capogruppo Tarcisio Molinaro il cui impegno è stato d'esempio. Il rituale taglio del nastro e la benedizione della sede impartita dall'arciprete di Buja monsignor Aldo Bressani, sono stati accompagnati dal gruppo corale Buje che ha suggellato il momento più solenne con i più suggestivi canti alpini. |