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Pasqua 1993

Solidarietà degli alpini bujesi 

Gli Alpini di Buja

 

 

Ci sono sempre due modi di guardare le cose che ci circondano: uno, orientato al negativo, che è quello purtroppo predominante oggi anche nei mezzi di comunicazione, è quello attento al proverbiale rumore dell' albero che cade; l'altro, di segno opposto, è quello che, nella stessa immagine, tende l'orecchio a percepire il rumore della foresta che cresce.

Gli alberi di quella metaforica foresta sono certamente milioni, e certamente numerosi sono quelli crescono grazie agli Alpini e ai loro progetti di solidarietà, di protezione civile, di impegno ambientale che ogni Gruppo porta avanti nei suoi programmi.

Il Gruppo ANA di Buja, ad esempio,

lo  conferma con i dati della sua storia particolare: 50 alpini su 100 volontari per  il  terremoto  in  Irpinia, altri  per soccorrere la popolazione della Valtellina colpita dall'alluvione; oppure, per stare ai fatti più recenti, la partecipazione alla costruzione della scuola materna di Rossoch, in Russia, e l'allestimento dei locali che stanno ospitando

il  corso scolastico realizzato con il contributo di tutta la popolazione di Buja in favore dei profughi di Ucka, in Croazia; oppure  ancora, sul  versante  dell'impegno  ambientale, il  ripristino  di sentieri alpini nelle zone di Tanamea e dei Due Pizzi o, in casa propria, il recupero del parco di Monte di Buja e del parco della Casa di Riposo  Centro Anziani di Ursinins.

Solo per quest'ultimo intervento gli Alpini di Buja, guidati dal Capogruppo Sergio Burigotto, hanno «speso» più di 500 ore di lavoro, distribuite in momenti diversi che hanno occupato il tempo libero di decine di volontari di ogni età, organizzati in squadre di una dozzina di persone per volta.

I risultati non possono passare inosservati: il lavoro svolto ha ridato splendore e funzionalità ad una zona degradata ormai da oltre quindici anni, situata a ridosso del Centro Anziani e della Casa di Riposo, a fianco della salita che porta al Cimitero di San Bartolomeo e, più avanti, agli splendidi boschi del Colle Pravis.

Sfalciate le erbacce, estirpati i rovi che rendevano impraticabile il terreno, potati gli alberi, demolite le strutture pericolanti, il pendio, esposto in pieno sole, è ora agibile per gli ospiti del Centro che possono ancora godersi i benefici di una passeggiata a contatto con la natura. Il recupero di un vecchio rustico adibito a deposito di attrezzature e la sistemazione della cosidetta «Strade di Seriz», poco più di un sentiero che collega il piazzale di S. Bartolomeo con un gruppo di case sulle falde sud dei Pravis, completano la opera.

Dove gli Alpini non ce la facevano con le proprie forze sono intervenuti

i mezzi meccanici del Comune che hanno ripulito, trasportato a discarica i materiali inutili e sistemate le viabilità; perfino l'impresa dei F. lli Marcuzzo ha voluto partecipare gratuitamente alla sistemazione del rustico sopracitato.

«I fatti valgono più di milioni di parole»: è così che il Sindaco, G. Fabbro, ha concluso la lettera di ringraziamento inviata all'ANA di Buja per questo ennesimo intervento destinato a migliorare la vita della comunità locale.

Per questo motivo gli Alpini, vincendo una modestia pressochè istintiva, hanno accettato di parlarne: lo hanno fatto perfino nelle scuole, accogliendo l'invito degli alunni di una classe quinta che stanno lavorando per dimostrare come l'educazione alla pace non possa essere un obiettivo astratto nelle mani di pochi potenti, ma abbia anzi bisogno di atti concreti, quotidiani, di gratuità, disponibilità, solidarietà.

E' tempo infatti di ribellarsi alla logica pessimistica del «tutto va male» ed è ora di scoprire, rivalutare e sostenere i modelli positivi, quelli che insegnano a costruire il bene di tutti.

Le occasioni non mancano, di esempi neppure se non si cercano scuse, se non si delega ad altri, se c'è, insomma, la buona volontà.