«Per non dimenticare» Friuli - Brescia 1976-2001 di Aldo Lucchese | |
A distanza di venticinque anni - un quarto di secolo - permane vivo il ricordo delle sofferenze, dei danni subiti dalla gente friulana; dell'impegno generoso, della capacità di quanti sono accorsi in suo aiuto in seguito al terremoto che ha sconvolto il Friuli, la duplice scossa tellurica del maggio e del settembre di quell'anno, portatrici di rovine e lutti. In occasione di quella tragica vicenda i Bresciani si sono particolarmente distinti, sollecitati anche dal «Giornale di Brescia» la cui iniziativa più significativa è rappresentata dal «Villaggio Brescia». Tra le organizzazioni sociali e professionali presenti in Friuli in quei giorni non va dimenticata la Scuola Edile Bresciana che ha attivamente collaborato con dirigenti, tecnici, insegnanti ed allievi guidati dal Direttore della Scuola stessa geom. Primo Pellegrino, friulano, Egli ha anche promosso una iniziativa che da quella triste vicenda ha consentito di trarre benèfici effetti sul piano della tecnica costruttiva in genere e di quella antisismica in particolare, marginale in confronto al complesso delle o-pere di ricostruzione, ma non per questo meno significativa. Pur intensamente impegnato negli aiuti ai sinistrati, la sua attenzione si è soffermata su un particolare tecnico riscontrato in diverse costruzioni lesionate dal sisma: quelle, recenti o vetuste, costruite a regola d'arte avevano retto alle scosse meglio di quelle realizzate senza il rispetto di tali criteri. Esposte le sue osservazioni nel corso di una riunione degli Insegnanti e dei dirigenti della Scuola Edile, proponeva che gli stessi prendessero visione diretta dei casi più interessanti da lui preventivamente individuati, e ciò prima che gli interventi della ricostruzione li coprissero di un velo pietoso. Ma già in sede di organizzazione del viaggio, svoltosi nel dicembre 1976, era emersa anche l'opportunità che i risultati delle osservazioni venissero portati a conoscenza di quanti altri -imprenditori, insegnanti, allievi della scuola - non avrebbero potuto usufruire di questa preziosa esperienza. A questo scopo è stata rapidamente costituita una estemporanea «squadra» di improvvisati fotoamatori con il compito di fissare le immagini su diapositive, corredate da opportuno commento tecnico registrato su nastro magnetico, integrate da alcune panoramiche anteriori e posteriori al sisma e completate da un sottofondo musicale di canti popolari prevalentemente friulani. L'itinerario della visita ha toccato alcune località particolarmente colpite: Buja, Tarcento, Artegna, Venzone, Osoppo, Gemona, Carnia. Ne è risultata una organica proiezione, quasi u- na «lezione» straordinaria di tecnica costruttiva con particolare riguardo a quella antisismica. E, aspetto non secondario, sono state poste in evidenza le sofferenze che avevano duramente, tragicamente colpito le genti friulane, il coraggio con cui avevano reagito alla sventura; la sua ammirazione e gratitudine verso quanti l'avevano aiutata nelle iniziative di soccorso e nelle o-pere della ricostruzione. Per quanto riguarda l'iniziativa più sopra descritta la proiezione è stata periodicamente ripetuta sia nell'ambito della Scuola Edile come in altri diversi ambienti. L'ultima in ordine di tempo, a ricordo del 25° anniversario, è stata promossa dal Gruppo escursionistico «Amici della montagna» di S. Eufemia della Fonte, sobborgo della periferia orientale della città, presentata personalmente dal sottoscritto che ne aveva curato la realizzazione, presente anche il sig. Franco Maestrini, qui residente e testimone attivo della vicenda. Con lui, e su conforme parere del direttore della Scuola Edile del tempo, geom. Primo Pellegrino, è stata esaminata l'opportunità che il materiale in argomento possa avere una collocazione definitiva in Friuli, presso un archivio, anche privato. Brescia - S. Eufemia d. Fonte, gennaio 2002 |