ORIENTAMENTI
Tre anni di appuntamenti ProBuia

Nel segno della cultura

di Maurizio Giacomini

 

 

Il significato che il concetto di cultura ha assunto nell'epoca contemporanea è oscuro. I suoi contorni imprecisi ne fanno un concetto-chiave del processo storico dell'umanità. A causa della complessa articolazione del dibattito; accanto ai significati più generali, più comprensibili (e per ciò meno determinati) c'è la tendenza a ricercare un significato più "parziale", dove la cultura è definita come un settore o un sistema specifico della vita sociale. L'ambito della cultura si restringe allora alle manifestazioni della vita intellettuale, intese come risultato dell'attività di "gruppi specializzati" distinti da altri (politici, economici, ecc.).

La società sembra delegare determinate funzioni intellettuali come quelle della Religione, della produzione artistica o letteraria, della ricerca scientifica, della riflessione etica, agli "operatori culturali": cioè a tutti quegli individui che intervengono in forma diretta nell'elaborazione della cultura. Il concetto di cultura risulta determinato in rapporto alla società, sia che consideriamo la cultura autonoma rispetto agli altri aspetti della vita sociale, sia che concepiamo la cultura come tutto il processo di sviluppo dell'umanità. Solo questo possiamo dire, ma "forse un mattino andando...", secondo un'aria cara a Eugenio Montale.

Limitandoci alla pura cronaca, passiamo in rassegna alcuni degli avvenimenti cosi detti "culturali" promossi dalla ProBuja nei suoi ultimi tre anni (1992 - 1994). Andando a ritroso nel tempo, torna alla memoria il primo concorso ProBuja vinto da un grafico emergente, l'udinese Angelo Ferrara, che nel '92, in occasione della Fieste di Primevere, ha "inventato" il nuovo marchio della ProBuja. "L'opera di Angelo Ferrara spicca per la limpidezza del progetto grafico in cui la capacità di una valenza metaforica del segno alfabetico mostra la maturità e la professionalità dell'autore": così recita il verbale della commissione giudicatrice presieduta dal pittore Renato Calligaro e composta dall'architetto Emilio Mattioni, dal pubblicitario Ferruccio Montanari e dal poeta Luca Sossella.

L'edizione 1993 della Fieste di Primevere, nutrita di manifestazioni, ci ha presentato l'interessante rassegna "Ceramiche Artistiche Bujese" messa a punto attorno al seicentesco fogolar friulano di casa Felice di Mont, un connubio perfetto tra artigianato artistico di classe e un ricercato allestimento. Ricordiamo pure l'originale mostra fotografica "Acqua, terra acqua", curata dal circolo fotografico codroipese, allestita in un'altra cornice suggestiva, la casa di Ursella Angelo ("Agnulut di Mont"), ora sede dell'Associazione Alpini. Come dimenticare inoltre "Il compleanno di Wendy", la geniale drammaturgia di Giuseppe Bevilacqua liberamente ispirata al "Peter Pan", recitata nello splendido anfiteatro naturale "de Frate" dai bravi attori del Centro Universitario Teatrale di Udine? E' sempre dello stesso anno il successo del concorso di idee per dare un nome al borgo di Monte, un "titolo" adeguato in grado di attrarre l'attenzione su questa nostra invidiabile località. La frase vincente: "A Monte, vivere una storia" è risultata, come ha dichiarato una delle vincitrici "...una sorta di appellativo amichevole in cui molte persone, partecipanti o meno al concorso, hanno trovato espresse e rappresentate intenzioni personali". Ai lavori della giuria ha dato il suo contributo anche il pittore Giuseppe Zigaina oltre a Renato Calligaro. Emilio Mattioni, Luca Sossella. Nel 1994 è stata la volta del secondo Concorso Grafico ProBuja, il "Progetto Grafico Editoriale", una serie di libri giudicati solo nella loro veste grafica, esposti in maniera elegante nella cripta della Pieve di S. Lorenzo, messa a nuovo da abili mani artigiane, secondo il riconosciuto spirito bujese del sapersi arrangiare.

Questo concorso, che ha avuto un grosso successo di partecipanti (tutti i migliori grafici friulani) e di pubblico, ha annoverato tra i componenti della giuria anche lo scrittore Paolo Maurensig, recente finalista del Premio Bancarella con la sua famosa "Variante". Lo scrittore ha pubblicamente elogiato l'iniziativa che si è distinta, per gli "alti contenuti culturali e l'originalità dell'allestimento". E sempre in questa edizione ha decisamente colto nel segno lo spettacolo teatrale di Paolo Pattùi "Versi di sfida". Si è trattato di uno spettacolo nuovo, provocatorio, intelligentemente orchestrato, che ben si è inserito nel dibattito sulla cultura e sulla salvaguardia della lingua friulana, recitata magistralmente da attori d'eccezione (Rita Mattei. Giorgio Monte, Claudio Pio Liviero) tra gli affascinanti scavi archeologici, all'interno della "quasi" rinata Pieve di S. Lorenzo.

Uno spettacolo davvero speciale, forse il migliore della produzione teatrale friulana degli ultimi anni, che abbiamo avuto l'onore di ospitare nella nostra "Fieste". La stessa suggestiva cornice della Pieve di S. Lorenzo ha tratto da sfondo all'emozionante concerto cameristico di "Primavera" del duo Anna Morelli (pianoforte) Nevio Lestuzzi (clarinetto): musica da camera per veri intenditori (accorsi numerosi). Come se non bastasse, sempre in Monte, sempre "targata ProBuja", "una voce e un piano con pochi fronzoli e tanta realtà", Paul Millns, che ha incantato un po' tutti e ha messo un sigillo all'entusiasmante "operazione culturale" legata alla "Fieste di Primevre 1994".

Ma non solo "Fieste di Primevere" in questi tre anni: come non ricordare la preziosa mostra di maschere lignee, i Tomàz (recuperati nel corso degli anni, nelle Valli del Torre, da Andreina Nicoloso e dal marito Dottor Luigi Ciceri), organizzata con ammirevole gusto per l'edizione 1993 del Carnevale Bujese? E come dimenticare la commovente serata dello scorso maggio, sempre nella Pieve di S. Lorenzo, per la presentazione "Don Luigino, un prete fotografo". dove la comunità bujese ha voluto rivivere una realtà importante della sua storia? C'era davvero tanta gente quella sera in Monte, c'era un libro, c'era la voglia di interrompere, almeno per qualche attimo, il ribollire agitato e continuo del caos quotidiano...