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Un anno di Ermes Santi |
Riandando col pensiero a ritroso nel tempo, tanto lontana mi appare quella sera in cui, per la prima volta, si parlò di una Pro Loco buiese; e non son trascorsi neppure due anni! Ma quanta strada è stata percorsa e quale fervore di attività e di iniziative! Ma piace ricordare la breve ma viva storia di questa Associazione dai primi incerti passi ad oggi. Un anno e mezzo fa, nella primavera del '65, per la prima volta, in una seduta di Giunta Municipale, fu sollevata la questione della Pro Loco. Perchè proprio in quella sede? Perchè era intento di promuovere tutte le iniziative atte ad affratellare i buiesi, a dare un volto nuovo più accogliente al nostro paese, a richiamare su esso l'attenzione del Friuli. Parve a noi che nessuna organizzazione meglio di questa potesse raggiungere i risultati sperati ed affiancare e completare, con la sua, l'opera dell'Amministrazione. Gettate le basi per un discorso più generale, vennero invitati ad una riunione tutti i Consiglieri Comunali perchè appunto si voleva che la nuova associazione vivesse di vita propria, espressione di tutto il paese, senza vincoli di parte o di gruppo. Pochi allora risposero perchè esistevano molte perplessità. Il tentativo non era nuovo ; già nel 1954 era sorta la Pro Loco che aveva creata la Sagra della Trota, ma dopo due anni la sua attività era cessata perchè solo pochi avevano collaborato con gravi sacrifici, anche finanziari. Da molti si temeva il ripetersi dello stesso fatto, perchè si spaventava l'assenteismo dei concittadini. Quel primo piccolo nucleo non si scoraggiò e continuò a darsi da fare, tanto che in breve cominciarono a giungere altre adesioni. Intanto veniva effettuata una prova di organizzazione dalla Giunta Comunale in collaborazione con gli allevatori e gli agricoltori locali, in occasione della Fiera di S. Ermacora. Questa esperienza, in cui si distinse il nostro Pierino Lostuzzo, servì in seguito, e dimostrò che si poteva fare e fare bene. Le file s'ingrossavano e allo scetticismo era subentrato un entusiasmo che si faceva di gior no in giorno sempre più vivo. Così si formò un Comitato per il rilancio della Festa della Trota; vi facevano parte i «vecchi» del '54 ed i « giovani » del '65 ; si volevano l'esperienza e l'entusiasmo. Quante furono le difficoltà di ordine pratico! Eppure, magari all'ultimo minuto, furono tutte superate e neppure il maltempo riuscì ad impedire la riuscita della sagra. Per la prima volta si sperimentava la massiccia partecipazione di giovani e meno giovani, in uno slancio che confortò chi aveva avuto fiducia, che commosse il paese e che stupì i turisti. Tra i graditi ed entusiasti ospiti ricordo il dott. De Rinaldini, Presidente del Consiglio Regionale. Ormai la prova generale era stata superata brillantemente; l'atto costitutivo ufficiale fu firmato e legalizzato alla fine di ottobre. Nella stessa serata veniva eletto dalla prima Assemblea, di circa duecento Soci, il primo Consiglio, i Revisori dei Conti ed il Collegio dei Probiviri. Pochi giorni dopo, alla prima riunione consiliare, Roberto Desiderato veniva eletto Presidente; gli si confermava la fiducia e si dava riconoscimento all'opera da luì svolta nel periodo preparatorio. La Pro Buia iniziava così la sua regolare attività. Si era alla ricerca di idee, possibilmente nuove, per preparare un programma ben organizzato e curato nei dettagli. La proposta venne da Silvano Taboga: una festa della primavera da celebrare nel cuore di Buia, nel borgo che simbolizza il nostro Comune, tra le mura più antiche e più care a tutti noi: Monte. L'idea piacque e subito si passò a fissare un programma che fosse il più friulano, il più nostrano possibile. Ha del commovente la partecipazione corale a tutti i lavori (invero defatiganti) che cambiarono il volto al colle del Castello. Mai s'era visto un tale concorso di persone che, sacrificando le ore di riposo, prestavano gratuitamente e gioiosamente la loro opera. E mentre in Monte si spianava, tagliava, segava, inchiodava, si tracciavano vie e sentieri, si costruivano scalette, piazzuole, chioschi, impianti d'illuminazione, palchi, a Santo Stefano si riuniva il gruppo che dava vita al nostro coro. A Buia abbiamo tante belle voci e noi ansiamo le nostre villotte; la con fusione è immediata: basta trovare chi dirige. Don Luigino fu l'abile, alacre maestro che portò al debutto il coro (degna corona ai poeti di Resultive) nella prima serata della Sagre de Primevere; e fu un trionfo. Un trionfo che si inserì nella completa riuscita della festa, nell'insuperabile spettacolo di organizzazione. ne, funzionalità e ospitalità che Monte fornì negli otto giorni di festeggiamenti. Chi potè contare quanti furono gli ospiti? Non li contarono neppure gli addetti ai chioschi, a tutti i servizi logistici che, a notte inoltrata, mostravano i segni dì una stanchezza che pareva infinita, ma che l'entusiasmo ed il senso di responsabilità facevano miracolosamente sparire per farceli trovare il giorno successivo pronti a riprendere il loro posto. Che dire delle ragazze, delle donne, meravigliose collaboratrici, sempre sulla breccia? Autorità, personalità, giornalisti, artisti che qui vennero in quei giorni ci confortarono con le loro espressioni elogiative. Rammento ancora le parole del Presidente dell'E.P.T. on. Barbina: « Veramente qui assistiamo alla sagra della fruilanità, in uno dei più suggestivi scenari che la nostra regione offra. Ma ciò che più commuove è la solidarietà, lo spettacolo di unità e fraternità che i buiesi hanno fornito ; un esempio che vorremmo additare a tutto il Friuli ». Così Buia ha cominciato a far parlare di sè, così è iniziato l'afflusso dei turisti sul colle di Monte. Ora gli Enti turistici provinciali e regionali rivolgono la loro attenzione verso questa organizzazione che s'è fatta conoscere per l'impegno e la serietà delle sue iniziative. Il numero dei collaboratori e degli associati è aumentato. Non basta questo però, perchè l'obiettivo primo è e rimane la riunione di tutti i buiesi, anche quelli che vivono lontano, e quelli, non buiesi, che amano il nostro paese, in una grande famiglia operante per un unico fine. Aspiriamo a questo legame affettivo soprattutto per conoscerci meglio, volerci un po' di bene, sopportarci ed aiutarci a vicenda; e per rendere più bello e cordiale il nostro paese. Molto è già stato fatto, ma tanto ancora si potrà fare: stringere legami più stretti coi nostri emigranti, ricordarci dei bambini e partecipare a tante attività che altrimenti, restando isolate, non potranno mai realizzarsi in pieno. Tutti possono collaborare alla riuscita dei nostri programmi, partecipando direttamente alla realizzazione delle manifestazioni o, indirettamente, dando l'adesione alla Pro Buia. A coloro che collaborano, alle autorità, ai giornalisti che ci aiutano: grazie; agli incerti: coraggio, venite con noi; e a tutti un caloroso saluto. Ai buiesi lontani un affettuoso arrivederci; ai friulani, agli amici: Buia vi attende col suo verde invitante e colla sua accogliente ospitalità. IL SINDACO |