Come ha avuto inizio di Valerio Zamparo | ![]() |
Nel periodo del post terremoto (1976-1980), tra le tante visite di amici che venivano a dare una mano per la ricostruzione materiale e morale delle nostre comunità, arrivò nella comunità di Urbignacco un giovane molto simpatico che si era presentato in parrocchia come animatore e con una grossa esperienza in campo scout, proveniente da Trieste. Subito si era dato da fare il parroco don Raffaele Zanin per costituire un gruppo di ragazzi: i primi a rispondere all'invito del parroco, ricordo ancora qualche nome di quel lontano periodo: Sandro-Giulia, Luca, Sabrina, ecc. Erano i primi ragazzi che avevano lasciato tutto per seguire questo giovane che si presentava con tutti i carismi della fiducia e della serietà. Senza dubbio si deve riconoscere che di iniziative ce ne sono state molte e qualificanti. Basta pensare al "FUOCO DI PENTECOSTE" con la veglia per tutta la notte - con vari fuochi accesi in ogni gruppo - le letture bibliche - le riflessioni IL GIURAMENTO - LE CELEBRAZIONI EUCARISTICHE DI GRUPPO - GLI INCONTRI SOTTO LA TENDA E LE USCITE per le vie di Urbignacco - S. Stefano - Artegna ecc.. tutti i ragazzi ben allineati con tanto di fazzoletto e berretto in testa: era un segno importante per tutti gli altri ragazzi e giovani di Buja... Anch'io fui coinvolto dal parroco e da Stefano in quella esperienza e devo dire che mi e nata così la vocazione al gruppo scout. Un bel giorno ci trovammo con una brutta sorpresa: Stefano era partito improvvisamente lasciandoci un grosso problema da gestire. Si decise di convocare i genitori dei ragazzi, l'assistente diocesano, don Luigi Modotti, alcuni responsabili del gruppo scout di Gemona e fu stabilito che l'iniziativa non doveva morire, ma continuare. Si raccolsero alcuni giovani disponibili a dare una mano ai ragazzi: Arturo e sua moglie, Nadi e un papà di Madonna con qualche altro genitore. Un bravo giovane del gruppo Scout di Gemona ci accompagnò passo passo in un cammino sempre più suggestivo, ma che alla fine ci coinvolgeva sempre più. Penso si trattasse di un certo Sandro, che era anche insegnante presso la Scuola Professionale di Gemona.Per avere una maggior conoscenza del metodo scoutistico fummo invitati a partecipare ai campi scuola nazionali: il sottoscritto partecipò ad un corso di aggiornamento a Roma per sacerdoti e dirigenti, Nadi partecipò ad un campo base e così pure tutti gli altri... alla fine ci fu detto che avevamo tutte le carte per iniziare l'esperienza di un gruppo scout a Buja, sempre con un riferimento a Gemona. Iniziarono le riunioni settimanali, le uscite, le discussioni con i vari capi e si arrivò a programmare un campeggio sotto le tende a Ligosullo nel mese di Luglio del 1982. Devo dire che ho sofferto molto nel lasciare Buja, per le tante cose che mi legavano, per iniziative fatte, o per i tanti amici che avevano incontrato, e soprattutto per avere lasciato appena all'inizio questa esperienza scoutistica, in cui avevo l'impressione di aver dato tutto me stesso perché potesse vivere e continuare. Sono lieto ora che questa iniziativa celebra il suo decennale di vita... vuol dire che quando un'esperienza nasce nella sofferenza, nella fatica e nell'impegno quotidiano mette sempre radici profonde e durature e mi auguro che i giovani e i ragazzi di Buja sappiano aderire a questa scuola di vita, di carattere, di formazione dell'uomo e per tutti quei vantaggi che ci si trova ad avere dopo aver fatto l'esperienza scoutistica, tali da costituire la base di una persona matura. |