Il senso di una presenza di Mariano Linossi | ![]() |
Non è che io sia un gran conoscitore del mondo scout, anzi i miei rapporti con questa esperienza sono stati alquanto occasionali. Veramente ero l'assistente ecclesiale dell'Udine 7°, ma la mia presenza era condizionata dalle solite coincidenze di orari che mi impedivano di essere in parrocchia e in reparto, però era nata una buona amicizia con i capi e si era avviato un discorso di collaborazione tra la parrocchia e il gruppo. Ho accettato di collaborare con il gruppo di Buia anche se dall'esterno: mi è stato chiesto di essere presente nella comunità capi, per compiere insieme un itinerario di scoperta dei valori e delle motivazioni che stanno alla base dell'impegno cristiano. La proposta mi è subito piaciuta, anche ricordando l'esperienza di Udine, perchè ritengo importante che, prima di tutto i capi sappiano che l'attività scoutistica può diventare una autentica esperienza di fede per loro e quindi trasmette i contenuti ai ragazzi; questo perché il metodo scout resta aperto a tutti i valori umani e religiosi che contribuiscono a costruire la persona.Resta anche la prospettiva di una seria collaborazione tra scout e parrocchia, non e qualcosa di impossibile, richiede disponibilità pazienza e il coraggio di muovere i primi passi anche se piccoli. |