Natale 2005 

Il Banco Alimentare

di  Maurizio Missio

 

 

Sono ormai quattro anni che si è avviata a Buja la collaborazione tra il Banco Alimentare e la Caritas di Buje, nata grazie al lavoro che già facevano presso la sede di Udine alcuni volontari bujesi. L'attività si è concretizzata prima con la firma di un'apposita convenzione ed in seguito con la distribuzione mensile di generi alimentari alle famiglie e/o persone in difficoltà della forania di Buja. Prima di fare alcune riflessioni in merito all'attività è opportuno illustrare alcuni aspetti relativi al "banco alimentare". Il Banco Alimentare è un'organizzazione che nasce in America nel 1967 ed in Europa (Francia, Belgio, Spagna), arriva nel 1984.

Nel 1989 l'attività è avviata a Milano, ad opera di mons. Luigi Giussani. La Fondazione Banco Alimentare, raccoglie, a livello nazionale, le eccedenze alimentari e le redistribuisce agli Enti o Associazioni che si occupano di assistenza e dia aiuto alle persone in difficoltà ed agli emarginati; il suo scopo è "di contribuire alla soluzione dei problemi della fame, dell'emarginazione e della povertà".

Rientrando nel discorso locale, opinione diffusa è che la "povertà" di generi alimentari sia un qualcosa che non riguarda la nostra comunità e che ciò, comunque, sia relegato a popolazioni lontane.

Non è così. Le famiglie o le persona in difficoltà, a livello locale, negli ultimi anni, sono andate aumentando.

Anche se alcuni casi si risolvono positivamente, altri si aggiungono in numero superiore. Sta di fatto che ben diciassette nuclei familiari sono mensilmente forniti di generi alimentari, per un totale di trentasei persone.

Quest'attività silenziosa che svolge  la Caritas,, mediante i suoi volontari, rappresenta una delle tante iniziative che le persone di buona volontà della nostra comunità svolgono "ai margini" della Comunità  Cristiana che si rende visibile all'esterno per i suoi riti o per i "restauri" del proprio patrimonio artistico, ma che si fa lievito e sale nella carità e nella solidarietà.

Alla conclusione di queste brevi annotazioni mi ritornano alla mente alcuni ricordi dell'infanzia. "Mi ricuardi di frut che cuant che me none 'e butave jù le polente sul tair a ore di cene, une vore dispes al jentrave in cjase qualchi poar, cun tant rispiet uman, a domandà une fete di polente e un bocon di formadi; me none 'e invuluzzave tant chel che chel 't'un pecot, chal vignive tornat le volte dopo, e al deve al poar.

I sin tai prins agns sesante, no esistevin le "eccedenze alimentari", ma nissun poar al jessive de puarte cence nie. Le speranze 'e je che il 26 di novembar le int di Buje 'e sei une vore gjenerose 'te zornade di racuelte dal "BANCO ALIMENTARE", di fat al è 'za di cualchi an che le colete de robe di mangjia 'e ven fate ancje 'tes nestres buteghes cun t'une vore di profit.