1926 Ottobre |
L'attentato all'Onorevole Mussolini |
La Divina Provvidenza, che veglia amorosa sugli individui e sulle nazioni, ancora una volta volle salvo il Capo del nostro Governo. Sabato mattina 11 settembre, mentre l'On. Mussolini, sulla sua automobile, si recava come di consueto a Palazzo Chigi per il quotidiano lavoro, nei pressi di Porta Pia fu fatto segno ad un criminoso attentatore. Tale Lucetti di Avenza (Massa C.), un fuoruscito tornato da pochi giorni dalla Francia, lanciava un bomba a mano contro l'automobile del Presidente. L'ordigno infernale andò a battere contro i vetri della vettura e per vero miracolo non scoppiò, ma rotolò a terra scoppiando con una orribile detonazione, quando l'automobile del Capo del Governo già si era alquanto allontanata. Otto persone, tra i passanti, furono ferite più o meno gravemente. Imponenti dimostrazioni di simpatia e di giubilo ebbero luogo in ogni parte d'Italia per la salvezza del Duce; l'atto insano e brutale è stigmatizzato da ogni italiano. Il nuovo attentato supera in barbarie e orrore gli altri accaduti sin qui e provoca ancora la coscienza cristiana e civile del paese a concorde e altissima protesta contro simili fattori micidiali, che all'ignobile delitto comune aggiungono il crimine sociale di non contare le vittime e di suscitare nella vita del popolo un nuovo e più spaventevole incendio di tremende passioni. Eleviamo un ringraziamento a Dio provvido e misericordioso per avere salvato la vita di colui che regge le sorti d'Italia risparmiando al Paese una sciagura le cui conseguenze disastrose sarebbero state incalcolabili. Come oggi così sempre speriamo che sia mantenuta all'Italia la sua persona, quale garanzia dell'ordine e della tranquilla convivenza. |